(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Sospensione dall'esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese

Articolo 35 bis - Codice Penale

La sospensione dall’esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese priva il condannato della capacità di esercitare, durante la sospensione, l’ufficio di amministratore (2382 c.c.), sindaco (2399 c.c.), liquidatore, direttore generale e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari (1), nonché ogni altro ufficio con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell’imprenditore.
Essa non può avere una durata inferiore a quindici giorni né superiore a due anni e consegue ad ogni condanna all’arresto per contravvenzioni commesse con abuso dei poteri o violazione dei doveri inerenti all’ufficio.

Articolo 35 bis - Codice Penale

La sospensione dall’esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese priva il condannato della capacità di esercitare, durante la sospensione, l’ufficio di amministratore (2382 c.c.), sindaco (2399 c.c.), liquidatore, direttore generale e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari (1), nonché ogni altro ufficio con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell’imprenditore.
Essa non può avere una durata inferiore a quindici giorni né superiore a due anni e consegue ad ogni condanna all’arresto per contravvenzioni commesse con abuso dei poteri o violazione dei doveri inerenti all’ufficio.

Note

(1) Le parole: «e direttore generale» sono state così sostituite dalle attuali: «, direttore generale e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari» dall’art. 15, comma 3, lett. b), della L. 28 dicembre 2005, n. 262.

Tabella procedurale

Massime

La pena accessoria (sospensione, dall’esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese) prevista dall’art. 35 bis, introdotto con l’art. 123 L. 24 novembre 1981, n. 689, sulle modifiche al sistema penale, è applicabile per il combinato disposto degli artt. 31 (condanna per delitti commessi con abuso di un pubblico ufficio o di una professione o di un’arte — interdizione) e 33 c.p. (condanna per delitto colposo), a tutte le ipotesi contravvenzionali senza distinguere tra contravvenzioni commesse con dolo o con colpa. Infatti, secondo tali disposizioni, vi può essere un abuso di poteri o una violazione di doveri anche in caso di delitto colposo: è solo l’entità della pena irrogata che può escludere l’applicazione della interdizione, per espresso dettato legislativo, ma non è prevista, anzi è esclusa, una incompatibilità tra interdizione e comportamento colposo dell’agente. Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 9530 del 18 settembre 1986 (Cass. pen. n. 1986/1986)

La sospensione dall’esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, di cui all’art. 35 bis c.p. può riguardare non solo l’ufficio di amministrazione, ma anche quello di sindaco, liquidatore, direttore generale, nonché «ogni altro ufficio» con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell’imprenditore, conseguendo ad «ogni condanna» all’arresto per contravvenzioni con abuso dei poteri o violazione dei doveri di ufficio. Poiché fra i doveri di ufficio degli uffici direttivi di persone giuridiche o di imprese sono da ricomprendere quelli attinenti all’osservanza delle normative antinfortunistiche, sull’igiene del lavoro od antinquinamento, legittimamente il giudice applica la pena accessoria della sospensione dell’esercizio dell’ufficio, ove accerti l’inosservanza delle normative medesime, stabilite dal legislatore in un rapporto di stretta connessione con i predetti uffici per la tutela di interessi di ordine generale. Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 6249 del 24 giugno 1985 (Cass. pen. n. 6249/1985)

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