(D.P.R. del 22 dicembre 1986 n. 917)

Altri redditi [testo post riforma del 2004]

Articolo 71 - Testo Unico Imposte sui Redditi

1. I redditi di cui alla lett. g) del comma 1 dell’art. 67 costituiscono reddito per l’ammontare percepito nel periodo di imposta, ridotto del 25% se i diritti dalla cui utilizzazione derivano sono stati acquistati a titolo oneroso. (1)
2. I redditi di cui alle lett. h), i) e l) del comma 1 dell’art. 67 sono costituiti dalla differenza tra l’ammontare percepito nel periodo di imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione. Le plusvalenze indicate alle lettere h) e h bis) del predetto articolo 67 sono determinate a norma dell’art. 86. (2)
2 bis. In deroga alla disposizione di cui al comma 2, per le operazioni di cui all’ articolo 67 , comma 1, lettera i), poste in essere dai soggetti che svolgono le attività di cui all’ articolo 32 , eccedenti i limiti di cui al comma 2, lettera c), del predetto articolo, si applicano le percentuali di redditività di cui ai commi 2 e 3 dell’ articolo 56 bis . Le disposizioni del presente comma non incidono sull’esercizio della delega legislativa di cui alla legge 7 aprile 2003, n. 80. (4) (3)

Articolo 71 - Testo Unico Imposte sui Redditi

1. I redditi di cui alla lett. g) del comma 1 dell’art. 67 costituiscono reddito per l’ammontare percepito nel periodo di imposta, ridotto del 25% se i diritti dalla cui utilizzazione derivano sono stati acquistati a titolo oneroso. (1)
2. I redditi di cui alle lett. h), i) e l) del comma 1 dell’art. 67 sono costituiti dalla differenza tra l’ammontare percepito nel periodo di imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione. Le plusvalenze indicate alle lettere h) e h bis) del predetto articolo 67 sono determinate a norma dell’art. 86. (2)
2 bis. In deroga alla disposizione di cui al comma 2, per le operazioni di cui all’ articolo 67 , comma 1, lettera i), poste in essere dai soggetti che svolgono le attività di cui all’ articolo 32 , eccedenti i limiti di cui al comma 2, lettera c), del predetto articolo, si applicano le percentuali di redditività di cui ai commi 2 e 3 dell’ articolo 56 bis . Le disposizioni del presente comma non incidono sull’esercizio della delega legislativa di cui alla legge 7 aprile 2003, n. 80. (4) (3)

Note

(1) Il presente comma è stato così modificato dall’ art. 7, D.L. 31.05.1994, n. 330. Le disposizioni si applicano dal periodo di imposta in corso alla data del 08.12.93.
(2) Il presente comma è stato così modificato dall’ art. 3, comma 25, L. 23.12.1996, n. 662.
(3) L’art. 1, comma 1, del D.Lgs. 12.12.2003, n. 344, ha disposto la completa modifica del presente provvedimento, e ne ha ridefinito l’intera struttura, modificandone titoli, capi e sezioni. Nell’ambito di tale ridefinizione, alcuni articoli sono stati rinominati e rinumerati. Nel testo precedente la riforma introdotta dal D.Lgs. 344/2003 le disposizioni contenute nel presente articolo erano previste dall’articolo 85.
(4) Il presente comma è stato aggiunto dall’ art. 2, comma 6, L. 24.12.2003, n. 350, come modificato dall’ art. 15, D.Lgs. 29.03.2004, n. 99.

Massime

In tema di determinazione del reddito di impresa, non è deducibile la svalutazione dei crediti il cui inadempimento sia garantito anche con modalità diverse dalla stipula di un contratto di assicurazione, dovendosi intendere l’espressione credito coperto da “garanzia assicurativa”, utilizzata dall’art. 71 (ora 106) del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, non in senso restrittivo, nel suo significato tecnico giuridico, bensì in senso lato, quale credito rispetto al cui inadempimento il contribuente è comunque garantito con esclusione del relativo rischio. (Così statuendo, la S.C. ha riformato la sentenza impugnata che aveva ritenuto deducibile la svalutazione del credito agrario erogato dalla contribuente, ritenendolo non garantito, negando l’equiparabilità ad una copertura assicurativa della fideiussione prestata dalla sezione speciale del Fondo Interbancario, prevista dal comma 4 dell’ormai abrogato art. 45 del d.lgs. 1 settembre 1993, n. 385). (Corte di Cassazione Sezione TRI Civile Sentenza 30 aprile 2014 n. 9433)

Sussiste il reato di cui all’art. 1, comma 2, lett c) della legge 7 agosto 1982, n. 516 in caso di omessa indicazione nella dichiarazione dei redditi delle plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso delle quote di una societa` a responsabilita` limitata, atteso che l’espressione “altri redditi” contemplata dalla norma citata, per il suo carattere generale ed esaustivo comprende anche i “redditi diversi”, specificati dagli artt. da 81 a 85 del testo unico approvato con d.p.r. 22 dicembre 1986 n. 917, fra i quali e` stata aggiunta, dal d.l.28 gennaio 1991 n. 27 conv. in l. 25 marzo 1991, n. 102, l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze. (Corte di Cassazione Sezione 3 Penale Sentenza 10 febbraio 1999 n. 1638)

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