Art. 9 – Testo Unico Enti Locali

(D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali - TUEL)

Azione popolare e delle associazioni di protezione ambientale

Articolo 9 - testo unico enti locali

1. Ciascun elettore può far valere in giudizio le azioni e i ricorsi che spettano al comune e alla provincia.
2. Il giudice ordina l’integrazione del contraddittorio nei confronti del comune ovvero della provincia. In caso di soccombenza, le spese sono a carico di chi ha promosso l’azione o il ricorso, salvo che l’ente costituendosi abbia aderito alle azioni e ai ricorsi promossi dall’elettore.
[3. Le associazioni di protezione ambientale di cui all’articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, possono proporre le azioni risarcitorie di competenza del giudice ordinario che spettino al comune e alla provincia, conseguenti a danno ambientale. L’eventuale risarcimento è liquidato in favore dell’ente sostituito e le spese processuali sono liquidate in favore o a carico dell’associazione.] (1)

Articolo 9 - Testo Unico Enti Locali

1. Ciascun elettore può far valere in giudizio le azioni e i ricorsi che spettano al comune e alla provincia.
2. Il giudice ordina l’integrazione del contraddittorio nei confronti del comune ovvero della provincia. In caso di soccombenza, le spese sono a carico di chi ha promosso l’azione o il ricorso, salvo che l’ente costituendosi abbia aderito alle azioni e ai ricorsi promossi dall’elettore.
[3. Le associazioni di protezione ambientale di cui all’articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, possono proporre le azioni risarcitorie di competenza del giudice ordinario che spettino al comune e alla provincia, conseguenti a danno ambientale. L’eventuale risarcimento è liquidato in favore dell’ente sostituito e le spese processuali sono liquidate in favore o a carico dell’associazione.] (1)

Note

(1) Il presente comma è stato abrogato dall’art. 318 D.Lgs. 03.04.2006, n. 152, con decorrenza dal 29.04.2006.

Massime

L’oggetto del giudizio su cui effettuare la verifica di costituzionalità è unicamente quello indicato nell’ordinanza di rimessione. Ne deriva che non possono essere prese in esame le ulteriori censure e i parametri di costituzionalità prospettati dalle parti costituite (ovvero dai ricorrenti e dagli interventori ‘ad adiuvandum’ nel giudizio ‘a quo’). (Corte Costituzionale Sentenza 24 giugno 2005 n. 244)

In tema di elezioni, l’interpretazione orientata, costituzionalmente adeguata, dell’art. 63, comma primo, numero 4, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 nel testo modificato ad opera dell’art. 3-ter del D.L. 22 febbraio 2002, n. 13 (convertito, con modificazioni, nella legge 24 aprile 2002, n. 75), esige di distinguere nell’ambito di tale disposizione (la quale prevede che la pendenza di una lite promossa nell’esercizio dell’azione popolare di cui all’art. 9 dello stesso Testo unico non determina incompatibilità, come eccezione alla regola generale dell’incompatibilità quale conseguenza della lite pendente tra ente locale ed amministratore locale, posta dallo stesso comma primo, numero 4, dell’art. 63), nel senso che la prevista esclusione dell’incompatibilità riguarda il caso in cui l’ente non aderisca all’iniziativa dell’elettore, mentre si riespande la regola generale dell’incompatibilità allorché l’ente locale aderisca a tale iniziativa. (Corte di Cassazione Sezione L Civile Sentenza 29 ottobre 2003 n. 16245)

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