Art. 67 – Testo Unico Enti Locali

(D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali - TUEL)

Esimente alle cause di ineleggibilità o incompatibilità

Articolo 67 - testo unico enti locali

1. Non costituiscono cause di ineleggibilità o di incompatibilità gli incarichi e le funzioni conferite ad amministratori del comune, della provincia e della circoscrizione previsti da norme di legge, statuto o regolamento in ragione del mandato elettivo.

Articolo 67 - Testo Unico Enti Locali

1. Non costituiscono cause di ineleggibilità o di incompatibilità gli incarichi e le funzioni conferite ad amministratori del comune, della provincia e della circoscrizione previsti da norme di legge, statuto o regolamento in ragione del mandato elettivo.

Massime

Le norme di cui agli articoli 63 e 66 del decreto legislativo 18/8/2000, n. 267 – denunciate nella parte in cui, disciplinando, rispettivamente, le incompatibilità con la carica di Sindaco e le incompatibilità con la carica di Sindaco di uffici delle aziende sanitarie ed ospedaliere, non prevedono l’incompatibilità della carica di Sindaco con la funzione di primario di divisione nella locale unità sanitaria – è frutto di una scelta del legislatore delegato che non può ritenersi eccedere l’ambito del compito di coordinamento conferito con una legge di delega complessiva (l. 3/8/1999, n. 265), ad ampio raggio, espressamente destinata a investire, per la prima volta, anche la materia delle ineleggibilità e delle incompatibilità. Coordinare, non solo formalmente, vuol dire, infatti, anche adeguare la disciplina al nuovo quadro complessivo, derivato – come nella specie – dal sovrapporsi, nel tempo, di norme dettate in vista di situazioni e di assetti diversi, anche eliminando dai testi legislativi norme la cui ‘ratio’ originaria non trova più rispondenza nell’ordinamento, e che quindi non appaiono più razionalmente riconducibili, quanto meno nella loro portata originaria, all’assetto in vigore. Il profondo mutamento, del resto, dell’assetto istituzionale delle unità sanitarie locali – la cui configurazione giuridica, già prevista dalla legge 23/12/1978, n. 833, venne profondamente mutata dal decreto legislativo n. 502 del 1992 nell’ambito di un disegno poi ulteriormente sviluppato e modificato dai decreti legislativi n. 517 del 1993 e n. 229 del 1999 – non consentiva di ritenere immutata la ‘ratio’ o il fondamento giustificativo della incompatibilità di cui alla legge n. 154 del 1981. Deve escludersi, d’altra parte, che la funzione del sanitario – con compiti, essenzialmente, di direzione tecnica dei servizi, e non di gestione dell’azienda – lo collochi istituzionalmente in una posizione di interferenza o conflitto potenziale con le funzioni di Sindaco tale da rendere costituzionalmente necessaria la incompatibilità dal punto di vista dei principi di imparzialità e buon andamento dell’amministrazione; né il confronto con le posizioni del direttore generale e dei direttori amministrativo e sanitario della USL – rispetto alle quali non sussiste certo omogeneità – evoca un idoneo ‘tertium comparationis’, non essendo neppure confrontabile, per portata e ‘ratio’, il regime delle relative incompatibilità. Non è pertanto fondata la relativa questione di legittimità costituzionale sollevata in riferimento agli articoli 3, 76 e 97 della Costituzione. (Corte Costituzionale Sentenza 24 giugno 2003 n. 220 )

Il componente del consiglio di amministrazione di un ente regionale (nella specie l’Ente Foreste) è ineleggibile alla carica di consigliere regionale ex art. 2, comma 1, n. 11, della l. n. 154 del 1981 e non è, invece, incompatibile ai sensi del successivo art. 3, in quanto, per stabilire la sussistenza di una causa di ineleggibilità o di incompatibilità, ciò che rileva, al di là della definizione nominalistica di “ente” o di “istituto”, è la sussistenza, nel primo caso, di un rapporto di dipendenza, e, nel secondo, di mera vigilanza tra l’ente stesso e la Regione, restando del tutto irrilevante l’assenza del potere di rappresentanza in capo ai componenti il consiglio di amministrazione dell’ente, i quali sono, comunque, muniti di poteri gestori. (Corte di Cassazione Sezione 1 Civile Sentenza 31 ottobre 2016 n. 22047)

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