Art. 62 – Testo Unico Enti Locali

(D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali - TUEL)

Decadenza dalla carica di sindaco e di presidente della provincia

Articolo 62 - testo unico enti locali

1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361 e dall’articolo 5 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, l’accettazione della candidatura a deputato o senatore comporta, in ogni caso, per i sindaci dei comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti e per i presidenti delle province la decadenza dalle cariche elettive ricoperte.

Articolo 62 - Testo Unico Enti Locali

1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361 e dall’articolo 5 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, l’accettazione della candidatura a deputato o senatore comporta, in ogni caso, per i sindaci dei comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti e per i presidenti delle province la decadenza dalle cariche elettive ricoperte.

Massime

Va dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 63 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali), nella parte in cui non prevede l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di un Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti in quanto la previsione della non compatibilità di un munus pubblico rispetto ad un altro preesistente, cui non si accompagni, nell’uno e nell’altro, una disciplina reciprocamente speculare, si pone in violazione della naturale corrispondenza biunivoca della cause di ineleggibilità e di incompatibilità, che vengono ad incidere necessariamente su entrambe le cariche coinvolte dalla relativa previsione, anche a prescindere dal dato temporale dello svolgimento dell’elezione. – V. sentenze n. 277 del 2011e n. 67 del 2012). (Corte Costituzionale Sentenza 5 giugno 2013 n. 120)

Nelle controversie elettorali, benché il P.M. rivesta la qualità di contraddittore necessario, legittimato all’impugnazione della sentenza che definisce il giudizio, qualora il ricorrente non abbia provveduto a notificare il ricorso per cassazione al Procuratore Generale presso la Corte d’appello, deve escludersi la necessità di disporre l’integrazione del contraddittorio nei suoi confronti nel caso in cui la sentenza impugnata abbia integralmente accolto le sue richieste, poiché in siffatta ipotesi manca una lesione degli interessi alla cui tutela egli è preposto, dato che non può proporre né ricorso incidentale, né controricorso, restando soddisfatte le esigenze del contraddittorio e l’esercizio delle attribuzioni e funzioni spettanti al P.M. dal necessario intervento nel giudizio di legittimità del Procuratore Generale presso la Corte di cassazione. (Corte di Cassazione Sezione 1  Civile Sentenza 4 dicembre 2003 n. 18513)

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