Art. 270 – Testo Unico Enti Locali

(D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali - TUEL)

Contributi associativi

Articolo 270 - testo unico enti locali

1. I contributi, stabiliti con delibera dagli organi statutari competenti dell’Anci, dell’Upi, dell’Aiccre, dell’Uncem, della Cispel, delle altre associazioni degli enti locali e delle loro aziende con carattere nazionale che devono essere corrisposti dagli enti associati possono essere riscossi con ruoli formati ai sensi del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, ed affidati ai concessionari del servizio nazionale di riscossione. Gli enti anzidetti hanno l’obbligo di garantire, sul piano nazionale, adeguate forme di pubblicità relative alle adesioni e ai loro bilanci annuali.
2. La riscossione avviene mediante ruoli, anche in unica soluzione, su richiesta dei consigli delle associazioni suddette, secondo le modalità stabilite nel decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46.
3. Gli enti associati hanno diritto di recedere dalle associazioni entro il 31 ottobre di ogni anno, con conseguente esclusione dai ruoli dal 1° gennaio dell’anno successivo.

Articolo 270 - Testo Unico Enti Locali

1. I contributi, stabiliti con delibera dagli organi statutari competenti dell’Anci, dell’Upi, dell’Aiccre, dell’Uncem, della Cispel, delle altre associazioni degli enti locali e delle loro aziende con carattere nazionale che devono essere corrisposti dagli enti associati possono essere riscossi con ruoli formati ai sensi del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, ed affidati ai concessionari del servizio nazionale di riscossione. Gli enti anzidetti hanno l’obbligo di garantire, sul piano nazionale, adeguate forme di pubblicità relative alle adesioni e ai loro bilanci annuali.
2. La riscossione avviene mediante ruoli, anche in unica soluzione, su richiesta dei consigli delle associazioni suddette, secondo le modalità stabilite nel decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46.
3. Gli enti associati hanno diritto di recedere dalle associazioni entro il 31 ottobre di ogni anno, con conseguente esclusione dai ruoli dal 1° gennaio dell’anno successivo.

Massime

Non sono fondate, per erroneità del presupposto interpretativo, le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 6, comma 20, primo periodo, in combinato disposto con i commi 5, 6 e 11, e dell’art. 6, comma 21, secondo periodo, del d.l. 31 maggio 2010, n. 78 – impugnato dalla Provincia di Bolzano in riferimento all’art. 119 Cost., al Titolo VI dello statuto della Regione Trentino-Alto Adige, agli artt. 16 del d.lgs. 16 marzo 1992, n. 268, e 2, commi 1 e 2, del d.lgs. 16 marzo 1992, n. 266 – che, contenendo previsioni concernenti la riduzione dei costi degli apparati amministrativi, stabilisce che esse non si applicano in via diretta alle Regioni, alle Province autonome e agli enti del Servizio sanitario nazionale, costituendo disposizioni di principio ai fini del coordinamento della finanza pubblica, ed esclude dall’obbligo di versamento al bilancio dello Stato gli enti territoriali e gli enti, di competenza regionale o delle Province autonome di Trento e di Bolzano, del Servizio sanitario nazionale, nonché le associazioni di cui all’art. 270 del d.lgs. n. 267 del 2000. Infatti, i citati commi 20 e 21 vanno intesi nel senso che le disposizioni dell’art. 6 non operano in via diretta, ma solo come disposizioni di principio, anche in riferimento agli enti locali e agli altri enti e organismi che fanno capo agli ordinamenti regionali. – Sull’operatività delle disposizioni dell’art. 6 non in via diretta, ma quali disposizioni di principio, anche in riferimento agli enti locali e agli altri enti e organismi che fanno capo agli ordinamenti regionali, v. la citata sentenza n. 139/2012. – Sulla necessità che, in caso di giudizi promossi sulla base di una delibera adottata in via d’urgenza dalla Giunta, ai sensi dell’art. 44, n. 5), dello statuto speciale del Trentino-Alto Adige, gli atti di ratifica dei rispettivi Consigli intervengano e siano prodotti in giudizio non oltre il termine di costituzione della parte ricorrente, v. la citata sentenza n. 142/2012. – Sull’irrilevanza della tempestività della ratifica del Consiglio provinciale e del relativo deposito, per i ricorsi promossi prima della sentenza 142/2012, in quanto sussistono gli estremi dell’errore scusabile, v. le citate sentenze nn. 219/2013, 203/2012, 202/2012, 178/2012 e 142/2012. – Sulla possibilità per la Regione di riservare l’impugnazione di un decreto-legge a dopo l’entrata in vigore della legge di conversione, v. la citata sentenza n. 139/2012. (Corte Costituzionale Sentenza 2 aprile 2014 n. 72)

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