Art. 238 – Testo Unico Enti Locali

(D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali - TUEL)

Limiti all'affidamento di incarichi

Articolo 238 - testo unico enti locali

1. Salvo diversa disposizione del regolamento di contabilità dell’ente locale, ciascun revisore non può assumere complessivamente più di otto incarichi, tra i quali non più di quattro incarichi in comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, non più di tre in comuni con popolazione compresa tra i 5.000 ed i 99.999 abitanti e non più di uno in comune con popolazione pari o superiore a 100.000 abitanti. Le province sono equiparate ai comuni con popolazione pari o superiore a 100.000 abitanti e le comunità montane ai comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
2. L’affidamento dell’incarico di revisione è subordinato alla dichiarazione, resa nelle forme di cui alla legge 4 gennaio 1968, n. 15, e successive modifiche ed integrazioni, con la quale il soggetto attesta il rispetto dei limiti di cui al comma 1.

Articolo 238 - Testo Unico Enti Locali

1. Salvo diversa disposizione del regolamento di contabilità dell’ente locale, ciascun revisore non può assumere complessivamente più di otto incarichi, tra i quali non più di quattro incarichi in comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, non più di tre in comuni con popolazione compresa tra i 5.000 ed i 99.999 abitanti e non più di uno in comune con popolazione pari o superiore a 100.000 abitanti. Le province sono equiparate ai comuni con popolazione pari o superiore a 100.000 abitanti e le comunità montane ai comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
2. L’affidamento dell’incarico di revisione è subordinato alla dichiarazione, resa nelle forme di cui alla legge 4 gennaio 1968, n. 15, e successive modifiche ed integrazioni, con la quale il soggetto attesta il rispetto dei limiti di cui al comma 1.

Massime

Ai sensi degli articoli 55 e 56 della legge 8 giugno 1990, n. 142, i compiti ivi attribuiti dalla legge ai revisori dei conti vanno ben oltre quello, tradizionale, di attestazione della corrispondenza del rendiconto alle risultanze di gestione, comprendendo anche la collaborazione con l’attività del consiglio comunale, rispetto al quale la funzione del revisore dei conti si atteggia di volta in volta ad organo di consulenza, sotto il profilo tecnico – contabile; di controllo, rispetto all’attività degli organi esecutivi; di indirizzo, in relazione all’adozione dei piani e dei programmi che richiedono un impegno finanziario; di vigilanza sulla regolarità della gestione e di impulso, in relazione alla facoltà di formulare rilievi e proposte tendenti ad una migliore efficienza, produttività ed economicità: pertanto la disposizione contenuta nell’articolo 6 quinquies della legge 15 marzo 1991, n. 80, deve essere intesa nel senso che vieta di svolgere incarichi cumulativamente in enti locali appartenenti alle diverse categorie ivi indicate.
La disposizione contenuta nell’articolo 104 del decreto legislativo 25 febbraio 1997, n. 77 (ora articolo 238 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267) è innovativa rispetto a quella contenuta nell’articolo 6 quinquies della legge 15 marzo 1991, n. 80. (Consiglio di Stato Sezione 4 Sentenza 14 luglio 2004 n. 5099)

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