Art. 226 – Testo Unico Enti Locali

(D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali - TUEL)

Conto del tesoriere

Articolo 226 - testo unico enti locali

1. Entro il termine di 30 giorni dalla chiusura dell’esercizio finanziario, il tesoriere, ai sensi dell’articolo 93, rende all’ente locale il conto della propria gestione di cassa il quale lo trasmette alla competente sezione giurisdizionale della Corte dei conti entro 60 giorni dall’approvazione del rendiconto. (1)
2. Il conto del tesoriere è redatto su modello di cui all’allegato n. 17 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. Il tesoriere allega al conto la seguente documentazione:
[a) gli allegati di svolgimento per ogni singola tipologia di entrata, per ogni singolo programma di spesa;] (3)
b) gli ordinativi di riscossione e di pagamento;
c) la parte delle quietanze originali rilasciate a fronte degli ordinativi di riscossione e di pagamento o, in sostituzione, i documenti informatici contenenti gli estremi delle medesime;
d) eventuali altri documenti richiesti dalla Corte dei conti. (2)

Articolo 226 - Testo Unico Enti Locali

1. Entro il termine di 30 giorni dalla chiusura dell’esercizio finanziario, il tesoriere, ai sensi dell’articolo 93, rende all’ente locale il conto della propria gestione di cassa il quale lo trasmette alla competente sezione giurisdizionale della Corte dei conti entro 60 giorni dall’approvazione del rendiconto. (1)
2. Il conto del tesoriere è redatto su modello di cui all’allegato n. 17 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. Il tesoriere allega al conto la seguente documentazione:
[a) gli allegati di svolgimento per ogni singola tipologia di entrata, per ogni singolo programma di spesa;] (3)
b) gli ordinativi di riscossione e di pagamento;
c) la parte delle quietanze originali rilasciate a fronte degli ordinativi di riscossione e di pagamento o, in sostituzione, i documenti informatici contenenti gli estremi delle medesime;
d) eventuali altri documenti richiesti dalla Corte dei conti. (2)

Note

(1) Il presente comma è stato così modificato dall’art. 2-quater, D.L. 07.10.2008, n. 154, con decorrenza dal 07.12.2008.
(2) Il presente comma è stato così modificato dall’art. 74, D.Lgs. 23.06.2011, n. 118, così come inserito dall’art. 1, comma 1, D.Lgs. 10.08.2014, n. 126, con decorrenza dal 12.09.2014.
(3) La presente lettera è stata abrogata dall’art. 57, comma 2 quater, D.L. 26.10.2019, n. 124, così come modificato dall’allegato alla legge di conversione, L. 19.12.2019, n. 157, con decorrenza dal 25.12.2019.

Massime

Sono manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale, sollevate in riferimento agli artt. 3, primo comma, 11, 103, secondo comma, e 119 della Costituzione, dell’art. 93, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, censurato nella parte in cui limita il giudizio di conto alla gestione del tesoriere; dell’art. 226 dello stesso d.lgs. n. 267 del 2000, censurato nella parte in cui prevede la trasmissione alla competente sezione giurisdizionale della Corte dei conti ai fini del giudizio, del solo conto della propria gestione di cassa; nonché dell’art. 274 del medesimo decreto, censurato nella parte in cui abroga l’art. 310, comma 4, del R.D. 3/3/1934, n. 383, che demandava al giudice contabile la pronuncia sul conto sia dell’Ente che del tesoriere, ed in particolare del merito giuridico e contabile delle poste in bilancio. Invero, con riferimento alle questioni sollevate con riferimento agli artt. 3 e 103 della Costituzione, risultano ancora attuali, pur alla luce delle riforme intervenute in tema di controlli sulla finanza locale e del mutato assetto costituzionale delineato dalla legge costituzionale n. 3 del 2001, le argomentazioni contenute nella sentenza n. 378 del 1996, con la quale è stato dichiarato non fondato, in riferimento agli artt. 3, primo comma, 97, primo e secondo comma, e 103, secondo comma, Cost., analogo dubbio di legittimità costituzionale, attesa la non irragionevolezza della disciplina sul giudizio di conto recata dalla legge 8 giugno 1990, n. 142 (ed ora dal d.lgs. n. 267 del 2000). Quanto alle censure proposte in riferimento ai nuovi parametri di cui agli artt. 11 (a prescindere dal fatto che la sua evocazione non è sorretta dalla specifica indicazione della normativa di rango comunitario che si assumerebbe violata) e 119 Cost., esse sono prive di rilievo, giacché, da un lato, l’obiettivo delle forme di controllo sulla gestione amministrativa e su quella finanziaria è anche il rispetto dei vincoli comunitari e, dall’altro, i medesimi controlli hanno di mira, tra l’altro, il raccordo tra finanza statale, regionale e degli enti locali. – In materia di controllo sulla gestione finanziaria e su quella amministrativa, v., citate, sentenze numeri 267/2006 e 179/2007. (Corte Costituzionale Ordinanza 13 luglio 2007 n. 285)

 

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