Art. 217 – Testo Unico Enti Locali

(D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali - TUEL)

Estinzione dei mandati di pagamento

Articolo 217 - testo unico enti locali

1. L’estinzione dei mandati da parte del tesoriere avviene nel rispetto della legge e secondo le indicazioni fornite dall’ente, con assunzione di responsabilità da parte del tesoriere, che ne risponde con tutto il proprio patrimonio sia nei confronti dell’ente locale ordinante sia dei terzi creditori, in ordine alla regolarità delle operazioni di pagamento eseguite.

Articolo 217 - Testo Unico Enti Locali

1. L’estinzione dei mandati da parte del tesoriere avviene nel rispetto della legge e secondo le indicazioni fornite dall’ente, con assunzione di responsabilità da parte del tesoriere, che ne risponde con tutto il proprio patrimonio sia nei confronti dell’ente locale ordinante sia dei terzi creditori, in ordine alla regolarità delle operazioni di pagamento eseguite.

Massime

Non è fondata, in riferimento agli artt. 1, secondo comma, 3, 48, secondo comma, e 67 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 87, comma 1, lett. h ), del decreto del Presidente della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol 1° febbraio 2005, n. 1/L, impugnato nella parte in cui dispone che, nelle elezioni dei Comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, se la lista o la coalizione di liste collegate al candidato eletto sindaco non abbia conseguito il 60 per cento dei seggi del consiglio, ad essa venga assegnato, oltre al seggio del sindaco, il numero di seggi necessario per raggiungere quella consistenza. In particolare, il legislatore regionale trentino ha valorizzato il collegamento tra sindaco e liste a lui collegate, attraverso l’abbinamento grafico, nella scheda per il ballottaggio, tra il nome del candidato sindaco ed i simboli di tali liste. Nel dare il proprio voto al sindaco, la manifestazione di volontà dell’elettore è espressamente legata alle liste che lo sostengono e ciò giustifica l’effetto di trascinamento che il voto al sindaco determina sulle liste a lui collegate con l’attribuzione del premio del 60 per cento dei seggi. Il meccanismo di attribuzione del premio e la conseguente alterazione della rappresentanza non sono state, pertanto, irragionevoli né lesive del principio di uguaglianza del voto, ma funzionali alle esigenze di governabilità dell’ente locale, che nel turno di ballottaggio vengono più fortemente in rilievo. – Per la non comparabilità, con riferimento ad elezioni di tipo amministrativo, delle votazioni al primo e al secondo turno ai fini dell’attribuzione del premio, v. la citata sentenza n. 107/1996. – Per l’affermazione che il principio di uguaglianza del voto «esige che l’esercizio del diritto di elettorato attivo avvenga in condizioni di parità», ma non anche che il risultato concreto della manifestazione di volontà dell’elettorato debba necessariamente essere proporzionale al numero dei consensi espressi, v. le citate sentenze nn. 39/1973, 6/1963, 60/1963, 168/1963 e 43/1961. (Corte Costituzionale Sentenza 5 dicembre 2014 n. 275)

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