Art. 19 – Testo Unico Enti Locali

(D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali - TUEL)

Funzioni

Articolo 19 - testo unico enti locali

1. Spettano alla provincia le funzioni amministrative di interesse provinciale che riguardino vaste zone intercomunali o l’intero territorio provinciale nei seguenti settori:
A) difesa del suolo, tutela e valorizzazione dell’ambiente e prevenzione delle calamità;
B) tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche;
C) valorizzazione dei beni culturali;
D) viabilità e trasporti;
E) protezione della flora e della fauna parchi e riserve naturali;
F) caccia e pesca nelle acque interne;
G) organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento, disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore;
H) servizi sanitari, di igiene e profilassi pubblica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale;
I) compiti connessi alla istruzione secondaria di secondo grado ed artistica ed alla formazione professionale, compresa l’edilizia scolastica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale;
L) raccolta ed elaborazione dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali.
2. La provincia, in collaborazione con i comuni e sulla base di programmi da essa proposti, promuove e coordina attività nonché realizza opere di rilevante interesse provinciale sia nel settore economico, produttivo, commerciale e turistico, sia in quello sociale, culturale e sportivo.
3. La gestione di tali attività ed opere avviene attraverso le forme previste dal presente testo unico per la gestione dei servizi pubblici locali.

Articolo 19 - Testo Unico Enti Locali

1. Spettano alla provincia le funzioni amministrative di interesse provinciale che riguardino vaste zone intercomunali o l’intero territorio provinciale nei seguenti settori:
A) difesa del suolo, tutela e valorizzazione dell’ambiente e prevenzione delle calamità;
B) tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche;
C) valorizzazione dei beni culturali;
D) viabilità e trasporti;
E) protezione della flora e della fauna parchi e riserve naturali;
F) caccia e pesca nelle acque interne;
G) organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento, disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore;
H) servizi sanitari, di igiene e profilassi pubblica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale;
I) compiti connessi alla istruzione secondaria di secondo grado ed artistica ed alla formazione professionale, compresa l’edilizia scolastica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale;
L) raccolta ed elaborazione dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali.
2. La provincia, in collaborazione con i comuni e sulla base di programmi da essa proposti, promuove e coordina attività nonché realizza opere di rilevante interesse provinciale sia nel settore economico, produttivo, commerciale e turistico, sia in quello sociale, culturale e sportivo.
3. La gestione di tali attività ed opere avviene attraverso le forme previste dal presente testo unico per la gestione dei servizi pubblici locali.

Massime

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 8, comma 5, e 17 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 9 gennaio 2006, n. 1, sollevata in riferimento all’art. 4, n. 1 -bis della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia) per violazione del “principio dell’autonomia” degli enti locali ricavabile dagli artt. 5, 114 e 118 Cost., nonché in riferimento all’art. 59 del medesimo Statuto speciale ed all’art. 2 del decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 9. Invero, premesso che la legislazione della Regione Friuli-Venezia Giulia in tema di enti locali – a seguito delle innovazioni introdotte dall’art. 5 della legge costituzionale 23 settembre 1993, n. 2, che ha trasformato la competenza legislativa regionale in tema di ordinamento degli enti locali da concorrente in esclusiva e dei chiarimenti forniti in sede di attuazione di questa disposizione statutaria, dall’art. 2 del d.lgs. n. 9 del 1997 secondo il quale, nell’ambito della competenza legislativa in esame, la Regione “fissa i principi dell’ordinamento locale e ne determina le funzioni” – non è vincolata all’osservanza delle singole disposizioni del testo unico degli enti locali, ma deve rispettare il principio autonomistico e anzi favorire la piena realizzazione delle autonomie locali, la lettura complessiva della legge regionale impugnata fa emergere l’esistenza di disposizioni che valorizzano ampiamente le Province in modo del tutto analogo alla legislazione statale e che operano ulteriori significativi riconoscimenti del ruolo di tali enti. Importanti appaiono, in particolare, l’art. 5, comma 1, legge cit., che equipara le Province ai Comuni per il conferimento delle funzioni amministrative, e l’art. 8, comma 2, legge cit., che afferma in generale che «la Provincia è l’ente locale che rappresenta e cura gli interessi di area vasta della propria comunità». Inoltre l’elencazione, contenuta nell’art. 17 della medesima legge regionale, dei settori di intervento della Provincia, se appare in parte carente rispetto agli artt. 19 e 20 del d.lgs. n. 267 del 2000, individua però anche ambiti di competenza ulteriori rispetto a quelli previsti dal legislatore statale, quali la politica attiva del lavoro, le iniziative culturali, l’agricoltura. Infine, l’elenco previsto dall’art. 17 cit. non è tale da impedire il conferimento di altre funzioni da parte del legislatore regionale che, in effetti, è già più volte intervenuto conferendo compiti alle Province anche in settori ulteriori rispetto a quelli elencati nello stesso art. 17. – Sulla legge costituzionale n. 2 del 1993, e sulle competenze delle regioni ad autonomia speciale in materia di enti locali, v., citate, sentenze n. 415/1994 e n. 229/2001. – Sulla possibilità per il legislatore regionale di articolare diversamente i poteri di amministrazione locale, con il limite della permanenza di almeno una sfera adeguata di funzioni, v., citate, sentenze n. 378/2000, n. 286/1997, n. 83/1997. – Sul riconoscimento al legislatore delle Regioni ad autonomia speciale di una potestà di disciplina differenziata rispetto alla corrispondente legislazione statale, salvo il rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dello Stato e dell’ambito delle materie di esclusiva competenza statale, v., citate, ordinanza n. 425/1994, sentenze n. 229 e n. 230/2001, n. 48/2003. – Sui limiti di utilizzabilità del criterio storico per la ricostruzione del concetto di autonomia provinciale e locale, v., citata, sentenza n. 52/1969. (Corte Costituzionale Sentenza 26 giugno 2007 n. 238)

Un incarico lavorativo di tipo tecnico-professionale, che non implica il compito di collaborare direttamente al processo di formazione dell’indirizzo politico dell’Ente di riferimento – nella specie, il comune – e sia stato affidato dal sindaco mediante un contratto che prevede la coincidenza del termine finale del rapporto di lavoro con “lo scadere del mandato elettorale del sindaco”, non può essere oggetto di dichiarazione di anticipata cessazione da parte del comune, in conseguenza della morte improvvisa del primo cittadino, persona fisica nominante, sull’assunto del “carattere fiduciario” dell’incarico medesimo. Una simile facoltà risulta esclusa da un’interpretazione del combinato disposto dagli artt. 51 e 110, comma 3, primo periodo, e 4, del d.lgs. n. 267 del 2000 con l’art. 19 del d.lgs. n. 165 del 2001, costituzionalmente orientata al rispetto dell’art. 97 Cost., come inteso dalla consolidata giurisprudenza costituzionale formatasi in materia di “spoils system”. (Corte di Cassazione Sezione L Civile Sentenza 5 maggio 2017  n. 11015)

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