Art. 136 – Testo Unico Enti Locali

(D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali - TUEL)

Poteri sostitutivi per omissione o ritardo di atti obbligatori

Articolo 136 - testo unico enti locali

1. Qualora gli enti locali, sebbene invitati a provvedere entro congruo termine, ritardino o omettano di compiere atti obbligatori per legge, si provvede a mezzo di commissario ad acta nominato dal difensore civico regionale, ove costituito, ovvero dal comitato regionale di controllo. Il commissario ad acta provvede entro sessanta giorni dal conferimento dell’incarico.

Articolo 136 - Testo Unico Enti Locali

1. Qualora gli enti locali, sebbene invitati a provvedere entro congruo termine, ritardino o omettano di compiere atti obbligatori per legge, si provvede a mezzo di commissario ad acta nominato dal difensore civico regionale, ove costituito, ovvero dal comitato regionale di controllo. Il commissario ad acta provvede entro sessanta giorni dal conferimento dell’incarico.

Massime

È cessata la materia del contendere in ordine alla questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento agli articoli 114 e 117, secondo comma, lettera p), Cost., dell’art. 9, comma 2, della legge della Regione Abruzzo 5/8/2003, n. 11, il quale prevedeva l’esercizio di un potere sostitutivo da parte del difensore civico regionale nell’ipotesi in cui i consigli dei comuni membri delle comunità montane non avessero provveduto ad eleggere i propri rappresentanti in seno alla comunità, nella prima seduta successiva al loro insediamento e, comunque, non oltre il quarantacinquesimo giorno dallo stesso, in quanto l’art. 1, comma 36, della legge della Regione Abruzzo 19/11/2003, n. 20, ha abrogato la disposizione impugnata, senza che essa abbia ricevuto attuazione durante il periodo della sua vigenza. (Corte Costituzionale Ordinanza 28 giugno 2004 n. 203)

Al commissario “ad acta” di nomina amministrativa – inviato dall’organo di vigilanza o di controllo presso le amministrazioni, i cui competenti organi ordinari omettano o ritardino il compimento di atti obbligatori – deve riconoscersi la qualifica di funzionario onorario (sempre che non risulti oggettivamente ipotizzabile, in considerazione delle modalità di affidamento dell’incarico o di svolgimento dell’attività, un rapporto di pubblico impiego o di collaborazione professionale), e tale qualifica deve essere riconosciuta anche al collaboratore chiamato a cooperare nell’assolvimento di un “munus publicum” con il commissario “ad acta”, non potendosi tra l’altro dubitare – stante l’esigenza di assicurare il buon andamento dell’amministrazione (art. 97 Cost.) – della legittimità della nomina di uno o più esperti che, per la loro specifica competenza, siano capaci di fornire il loro contributo nello svolgimento di compiti sostitutori di particolare complessità. Ne consegue che la domanda di detto funzionario onorario rivolta a contestare la congruità del compenso riconosciutogli dall’amministrazione, introduce una controversia che, investendo una posizione di interesse legittimo, appartiene alla giurisdizione di legittimità del giudice amministrativo. (Corte di Cassazione Sezione U Civile Sentenza 25 maggio 2005 n. 10961)

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