Art. 115 – Testo Unico Enti Locali

(D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali - TUEL)

Trasformazione delle aziende speciali in società per azioni

Articolo 115 - testo unico enti locali

1. I comuni, le province e gli altri enti locali possono, per atto unilaterale, trasformare le aziende speciali [costituite ai sensi dell’articolo 113, lett. c) ], in società di capitali, di cui possono restare azionisti unici per un periodo comunque non superiore a due anni dalla trasformazione. Il capitale iniziale di tali società è determinato dalla deliberazione di trasformazione in misura non inferiore al fondo di dotazione delle aziende speciali risultante dall’ultimo bilancio di esercizio approvato e comunque in misura non inferiore all’importo minimo richiesto per la costituzione delle società medesime. L’eventuale residuo del patrimonio netto conferito è imputato a riserve e fondi, mantenendo ove possibile le denominazioni e le destinazioni previste nel bilancio delle aziende originarie. Le società conservano tutti i diritti e gli obblighi anteriori alla trasformazione e subentrano pertanto in tutti i rapporti attivi e passivi delle aziende originarie. (1) (4)
2. La deliberazione di trasformazione tiene luogo di tutti gli adempimenti in materia di costituzione delle società previsti dalla normativa vigente, ferma l’applicazione delle disposizioni degli articoli 2330, commi terzo e quarto, e 2330 bis del codice civile.
3. Ai fini della definitiva determinazione dei valori patrimoniali conferiti, entro tre mesi dalla costituzione delle società, gli amministratori devono richiedere a un esperto designato dal presidente del tribunale una relazione giurata ai sensi e per gli effetti dell’art. 2343, primo comma, del codice civile. Entro sei mesi dal ricevimento di tale relazione gli amministratori e i sindaci determinano i valori definitivi di conferimento dopo avere controllato le valutazioni contenute nella relazione stessa e, se sussistono fondati motivi, aver proceduto alla revisione della stima. Fino a quando i valori di conferimento non sono stati determinati in via definitiva le azioni delle società sono inalienabili.
4. Le società di cui al comma 1 possono essere costituite anche ai fini dell’applicazione delle norme di cui al decreto legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474.
[5. Le partecipazioni nelle società di cui al comma 1 possono essere alienate anche ai fini e con le modalità di cui all’articolo 116.] (2)
6. Il conferimento e l’assegnazione dei beni degli enti locali e delle aziende speciali alle società di cui al comma 1 sono esenti da imposizioni fiscali, dirette e indirette, statali e regionali.
7. La deliberazione di cui al comma 1 può anche prevedere la scissione dell’azienda speciale e la destinazione a società di nuova costituzione di un ramo aziendale di questa. Si applicano, in tal caso, per quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi da 1 a 6 del presente articolo nonché agli articoli 2504 septies e 2504 decies del codice civile.
7 bis. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche alla trasformazione dei consorzi, intendendosi sostituita al consiglio comunale l’assemblea consortile. In questo caso le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei componenti; gli enti locali che non intendono partecipare alla società hanno diritto alla liquidazione sulla base del valore nominale iscritto a bilancio della relativa quota di capitale. (3)
7 ter. Alla privatizzazione di enti ed aziende delle regioni a statuto ordinario e ad autonomia speciale, fermo restando quanto stabilito dalla legislazione regionale in materia, si applicano le disposizioni di cui ai precedenti commi. Delle obbligazioni sorte anteriormente alla costituzione delle società di capitali di cui al comma 1 rispondono in ogni caso le regioni (5)

Articolo 115 - Testo Unico Enti Locali

1. I comuni, le province e gli altri enti locali possono, per atto unilaterale, trasformare le aziende speciali [costituite ai sensi dell’articolo 113, lett. c) ], in società di capitali, di cui possono restare azionisti unici per un periodo comunque non superiore a due anni dalla trasformazione. Il capitale iniziale di tali società è determinato dalla deliberazione di trasformazione in misura non inferiore al fondo di dotazione delle aziende speciali risultante dall’ultimo bilancio di esercizio approvato e comunque in misura non inferiore all’importo minimo richiesto per la costituzione delle società medesime. L’eventuale residuo del patrimonio netto conferito è imputato a riserve e fondi, mantenendo ove possibile le denominazioni e le destinazioni previste nel bilancio delle aziende originarie. Le società conservano tutti i diritti e gli obblighi anteriori alla trasformazione e subentrano pertanto in tutti i rapporti attivi e passivi delle aziende originarie. (1) (4)
2. La deliberazione di trasformazione tiene luogo di tutti gli adempimenti in materia di costituzione delle società previsti dalla normativa vigente, ferma l’applicazione delle disposizioni degli articoli 2330, commi terzo e quarto, e 2330 bis del codice civile.
3. Ai fini della definitiva determinazione dei valori patrimoniali conferiti, entro tre mesi dalla costituzione delle società, gli amministratori devono richiedere a un esperto designato dal presidente del tribunale una relazione giurata ai sensi e per gli effetti dell’art. 2343, primo comma, del codice civile. Entro sei mesi dal ricevimento di tale relazione gli amministratori e i sindaci determinano i valori definitivi di conferimento dopo avere controllato le valutazioni contenute nella relazione stessa e, se sussistono fondati motivi, aver proceduto alla revisione della stima. Fino a quando i valori di conferimento non sono stati determinati in via definitiva le azioni delle società sono inalienabili.
4. Le società di cui al comma 1 possono essere costituite anche ai fini dell’applicazione delle norme di cui al decreto legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474.
[5. Le partecipazioni nelle società di cui al comma 1 possono essere alienate anche ai fini e con le modalità di cui all’articolo 116.] (2)
6. Il conferimento e l’assegnazione dei beni degli enti locali e delle aziende speciali alle società di cui al comma 1 sono esenti da imposizioni fiscali, dirette e indirette, statali e regionali.
7. La deliberazione di cui al comma 1 può anche prevedere la scissione dell’azienda speciale e la destinazione a società di nuova costituzione di un ramo aziendale di questa. Si applicano, in tal caso, per quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi da 1 a 6 del presente articolo nonché agli articoli 2504 septies e 2504 decies del codice civile.
7 bis. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche alla trasformazione dei consorzi, intendendosi sostituita al consiglio comunale l’assemblea consortile. In questo caso le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei componenti; gli enti locali che non intendono partecipare alla società hanno diritto alla liquidazione sulla base del valore nominale iscritto a bilancio della relativa quota di capitale. (3)
7 ter. Alla privatizzazione di enti ed aziende delle regioni a statuto ordinario e ad autonomia speciale, fermo restando quanto stabilito dalla legislazione regionale in materia, si applicano le disposizioni di cui ai precedenti commi. Delle obbligazioni sorte anteriormente alla costituzione delle società di capitali di cui al comma 1 rispondono in ogni caso le regioni (5)

Note

(1) Il presente comma è stato così modificato dall’art. 35, L. 28.12.2001, n. 448 con decorrenza dal 01.01.2002. Si riporta di seguito il testo previgente:
” 1. I comuni, le province e gli altri enti locali possono, per atto unilaterale, trasformare le aziende speciali costituite ai sensi dell’articolo 113, lett. c), in società per azioni, di cui possono restare azionisti unici per un periodo comunque non superiore a due anni dalla trasformazione. Il capitale iniziale di tali società è determinato dalla deliberazione di trasformazione in misura non inferiore al fondo di dotazione delle aziende speciali risultante dall’ultimo bilancio di esercizio approvato e comunque in misura non inferiore all’importo minimo richiesto per la costituzione delle società medesime. L’eventuale residuo del patrimonio netto conferito è imputato a riserve e fondi, mantenendo ove possibile le denominazioni e le destinazioni previste nel bilancio delle aziende originarie. Le società conservano tutti i diritti e gli obblighi anteriori alla trasformazione e subentrano pertanto in tutti i rapporti attivi e passivi delle aziende originarie. ”
(2) Il presente comma è stato abrogato dall’art. 35, L. 28.12.2001, n. 448 con decorrenza dal 01.01.2002.
(3) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 35, L. 28.12.2001, n. 448 con decorrenza dal 01.01.2002.
(4) Le parole tra parentesi quadre contenute nel presente comma, sono state soppresse dall’art. 35, L. 28.12.2001, n. 448 con decorrenza dal 01.01.2002.
(5) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 7 ter, D.L. 30.09.2005, n. 203, con decorrenza dal 03.12.2005.

Massime

È inammissibile, per evocazione di parametri statutari estranei alla sfera di competenza provinciale, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, commi da 725 a 730 e da 733 a 735 della legge 27/12/2006, n. 296, sollevata per denunciata lesione del principio di leale collaborazione nell’esercizio del procedimento legislativo statale nonché della disciplina in tema di potestà statale di indirizzo e coordinamento. Infatti l’esercizio dell’attività legislativa sfugge alle procedure di leale collaborazione, né appare conferente, in ordine al procedimento legislativo, il richiamo all’art. 3 commi 2 e 3, del D.Lgs. n. 266 del 1992 (e ciò senza considerare il superamento della figura degli atti di indirizzo e coordinamento, sancito espressamente dall’art. 8, comma 6, della legge 5/6/2003, n. 131, nelle materie di competenza concorrente o residuale delle Regioni). – In senso analogo, v. la citata sentenza n. 401/2007. – Sugli atti di indirizzo e coordinamento statale nelle materie di competenza concorrente o residuale delle Regioni, v. la citata sentenza n. 329/2003. (Corte Costituzionale Sentenza 20 maggio 2008 n. 159)

In tema di servizi pubblici locali, la scissione di un’azienda speciale con la destinazione di un ramo aziendale ad una società di capitali di nuova costituzione, disposta da un consorzio nell’esercizio della facoltà prevista dall’art. 115 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (ed estesa ai consorzi dal comma 7-bis dell’art. 115 cit., introdotto dall’art. 35, dodicesimo comma, della legge 28 dicembre 2001, n. 448), si differenzia dalla trasformazione dell’azienda speciale in società di capitali, consentita dalla medesima disposizione, in quanto non comporta la semplice modificazione della struttura e dell’organizzazione societaria, ma la costituzione di un nuovo soggetto, distinto da quello originario, con la conseguenza che, pur essendo la società nata dalla scissione legittimata ad impugnare la sentenza emessa nei confronti del consorzio, in qualità di successore a titolo particolare nel diritto controverso, la procura alle liti conferita in primo grado dall’ente che ha operato la scissione non abilita il difensore a rappresentare il nuovo soggetto nel giudizio di appello. (Corte di Cassazione Sezione TRI Civile Sentenza 19 maggio 2010 n. 12253)

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