Art. 105 – Testo Unico Enti Locali

(D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali - TUEL)

Regioni a statuto speciale

Articolo 105 - testo unico enti locali

1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano le materie di cui al presente capo con propria legislazione.
2. Nel territorio della regione Trentino – Alto Adige, fino all’emanazione di apposita legge regionale, rimane ferma l’applicazione del titolo VI della legge 11marzo 1972, n. 118.

Articolo 105 - Testo Unico Enti Locali

1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano le materie di cui al presente capo con propria legislazione.
2. Nel territorio della regione Trentino – Alto Adige, fino all’emanazione di apposita legge regionale, rimane ferma l’applicazione del titolo VI della legge 11marzo 1972, n. 118.

Massime

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale – promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento agli artt. 3 e 117, commi secondo, lett. g ) ed l ), e terzo, Cost. – dell’art. 11 della legge della Regione autonoma Trentino-Alto Adige 9 dicembre 2014, n. 11, che disciplina i diritti di rogito dei segretari comunali, attribuendo loro una quota pari al 75%, e comunque non superiore ad un quinto dello stipendio in godimento, del provento annuale dei diritti di segreteria spettante al Comune per una serie di atti previsti dalla legge. Il peculiare assetto della finanza locale della Regione autonoma Trentino-Alto Adige, che pone a carico delle Province la spesa dei propri Comuni, senza quindi gravare sul bilancio statale, esclude che lo Stato, non concorrendo al finanziamento della spesa locale, abbia titolo per dettare norme di coordinamento finanziario. Né possono dirsi lese le competenze statali in materia di ordinamento civile e organizzazione amministrativa, dal momento che la norma impugnata si limita a richiamare, ai fini del riconoscimento dei diritti di segreteria, i medesimi atti previsti dalla legislazione statale, senza dunque interferire con la loro disciplina positiva; né essa determina l’incentivazione alla redazione in forma pubblica dell’atto, cosicché non comporta alcuna disparità di trattamento per le aziende aggiudicatarie nel territorio regionale (per l’aggravio dei costi sostenuti) rispetto a quelle aggiudicatarie su quello nazionale. Sulla necessità che i termini della questione di legittimità costituzionale siano ben identificati, dovendosi individuare, tra l’altro, le ragioni dei dubbi di legittimità costituzionale, v., ex multis , le citate sentenze nn. 273/2015, 218/2015, 176/2015 e 131/2015. Sull’assenza di titolo dello Stato per dettare norme di coordinamento finanziario nei casi in cui non concorre al finanziamento della spesa sanitaria, v. le citate sentenze nn. 341/2009, 133/2010, 115/2012, 187/2012 e 125/2015. (Corte Costituzionale Sentenza 7 aprile 2016 n. 75)

 

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