Novità per gli automobilisti: multe meno care?

L’inizio del nuovo anno porta con sé una nuova per gli automobilisti: dal 1 gennaio 2021 calano gli importi delle sanzioni per le violazioni del Codice della Strada, decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

Multe meno care

A stabilirlo è il Decreto del Ministero della Giustizia del 31 dicembre 2020,  il quale aggiorna gli importi delle sanzioni amministrative conseguenti ad infrazioni al Codice della Strada.

Il decreto è stato accolto da numerose polemiche in quanto è stato pubblicato alle 23.54 del 31dicembre 2020, a soli 6 minuti dalla sua entrata in vigore.

In realtà, la revisione degli importi non è una novità ( o meglio, non dovrebbe esserlo) ma è prevista dallo stesso Codice della Strada all’articolo 195, comma 3, a norma del quale: “La misura delle sanzioni amministrative pecuniarie è aggiornata ogni due anni in misura pari all’intera variazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) verificatasi nei due anni precedenti. All’uopo, entro il 1° dicembre di ogni biennio, il Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, e delle infrastrutture e dei trasporti, fissa, seguendo i criteri di cui sopra, i nuovi limiti delle sanzioni amministrative pecuniarie, che si applicano dal 1° gennaio dell’anno successivo. Tali limiti possono superare quelli massimi di cui al comma 1. 3-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2005, la misura delle sanzioni amministrative pecuniarie, aggiornata ai sensi del comma 3, è oggetto di arrotondamento all’unità di euro, per eccesso se la frazione decimale è pari o superiore a 50 centesimi di euro, ovvero per difetto se è inferiore a detto limite”.

Fino ad oggi non si è mai assistiti ad una rideterminazione degli importi delle sanzioni amministrative, ma il 2020 investito dalla pandemia di  Covid – 19 e dalla importante crisi economica ad esso conseguente, confermato dalla variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo resa nota dall’ISTAT il 15 dicembre, che rispetto allo stesso mese di novembre dell’anno precedente registra un – 0,3, mentre rispetto al mese di novembre di due anni fa registra un – 0,2, ha reso necessaria tale modifica

Cosa prevede il decreto

Il Decreto  prevede, infatti, che “la misura delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni e integrazioni è aggiornata in misura pari all’intera variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati nei due anni precedenti, accertata dall’ISTAT nel -0,2%“.
Di conseguenza, “gli importi minimi e massimi delle medesime sanzioni efficaci sino al 31 dicembre 2020 si intendono sostituiti dai rispettivi valori aggiornati in riduzione” contenuti nella tabella A allegata al decreto stesso.

La riduzione è prevista per tutte le sanzioni?

No di certo. A titolo esemplificativo non sono stati ridotti gli importi per:
– le violazioni dei divieti di sosta;
– per l’utilizzo del cellulare alla guida;
– per il mancato uso della cintura di sicurezza;
– per violazioni in materia di micromobilità elettrica e monopattini, introdotte nell’ultimo biennio.

Quali sono le sanzioni che sono state ridotte?

– Gli importi per la mancata copertura assicurativa da 868 euro a 866 euro;
– per il superamento della velocità nella fascia oltre i 40 km/h ed entro i 60 km/h da 544 euro a 543 euro;
– per il superamento della velocità oltre i 60 km/h da 847 a 845 euro.

Benchè i presupposti alla base dell’emanazione del decreto in esame fossero notevoli, scorrendo l’entità delle riduzioni operate, a mio modesto avviso, non può certo parlare di una grande occasione di risparmio per gli automobilisti. 

multe meno care

A stabilirlo è il Decreto del Ministero della Giustizia del 31 dicembre 2020,  il quale aggiorna gli importi delle sanzioni amministrative conseguenti ad infrazioni al Codice della Strada.

Il decreto è stato accolto da numerose polemiche in quanto è stato pubblicato alle 23.54 del 31dicembre 2020, a soli 6 minuti dalla sua entrata in vigore.

In realtà, la revisione degli importi non è una novità ( o meglio, non dovrebbe esserlo) ma è prevista dallo stesso Codice della Strada all’articolo 195, comma 3, a norma del quale: “La misura delle sanzioni amministrative pecuniarie è aggiornata ogni due anni in misura pari all’intera variazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) verificatasi nei due anni precedenti. All’uopo, entro il 1° dicembre di ogni biennio, il Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, e delle infrastrutture e dei trasporti, fissa, seguendo i criteri di cui sopra, i nuovi limiti delle sanzioni amministrative pecuniarie, che si applicano dal 1° gennaio dell’anno successivo. Tali limiti possono superare quelli massimi di cui al comma 1. 3-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2005, la misura delle sanzioni amministrative pecuniarie, aggiornata ai sensi del comma 3, è oggetto di arrotondamento all’unità di euro, per eccesso se la frazione decimale è pari o superiore a 50 centesimi di euro, ovvero per difetto se è inferiore a detto limite”.

Fino ad oggi non si è mai assistiti ad una rideterminazione degli importi delle sanzioni amministrative, ma il 2020 investito dalla pandemia di  Covid – 19 e dalla importante crisi economica ad esso conseguente, confermato dalla variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo resa nota dall’ISTAT il 15 dicembre, che rispetto allo stesso mese di novembre dell’anno precedente registra un – 0,3, mentre rispetto al mese di novembre di due anni fa registra un – 0,2, ha reso necessaria tale modifica

Cosa prevede il decreto

Il Decreto  prevede, infatti, che “la misura delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni e integrazioni è aggiornata in misura pari all’intera variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati nei due anni precedenti, accertata dall’ISTAT nel -0,2%“.
Di conseguenza, “gli importi minimi e massimi delle medesime sanzioni efficaci sino al 31 dicembre 2020 si intendono sostituiti dai rispettivi valori aggiornati in riduzione” contenuti nella tabella A allegata al decreto stesso.

La riduzione è prevista per tutte le sanzioni?

No di certo. A titolo esemplificativo non sono stati ridotti gli importi per:
– le violazioni dei divieti di sosta;
– per l’utilizzo del cellulare alla guida;
– per il mancato uso della cintura di sicurezza;
– per violazioni in materia di micromobilità elettrica e monopattini, introdotte nell’ultimo biennio.

Quali sono le sanzioni che sono state ridotte?

– Gli importi per la mancata copertura assicurativa da 868 euro a 866 euro;
– per il superamento della velocità nella fascia oltre i 40 km/h ed entro i 60 km/h da 544 euro a 543 euro;
– per il superamento della velocità oltre i 60 km/h da 847 a 845 euro.

Benchè i presupposti alla base dell’emanazione del decreto in esame fossero notevoli, scorrendo l’entità delle riduzioni operate, a mio modesto avviso, non può certo parlare di una grande occasione di risparmio per gli automobilisti. 

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