Le attività commerciali e le difficoltà di pagare l’affitto causa Covid-19

Covid contratti

Già da qualche mese nelle aule di Tribunale, e non solo, si sente parlare di questo tema che interessa i negozianti, i ristoratori e, più in generale, i commercianti.

In effetti un pronunciamento della Corte di Cassazione aveva già dato il via libera alla rinegoziazione dei contratti di locazione ad uso commerciale, sul principio della reciproca buona fede, in seguito all’emergenza Covid ed alle misure introdotte  dal Governo durante gli ultimi mesi.

E’ sempre auspicabile, infatti, ridefinire gli accordi sui canoni di locazione affinchè siano più sostenibili, così da scongiurare il fallimento delle attività (a vantaggio, peraltro, degli stessi proprietari, che eviterebbero di ritrovarsi con un immobile sfitto sul mercato, con scarse possibilità di trovare un nuovo inquilino in tempi brevi).

Mai prima d’ora una sentenza di un Tribunale aveva riconosciuto un diritto del ristoratore al quasi dimezzamento del canone d’affitto.

Sicuramente quella del Tribunale di Roma è una pronuncia che farà giurisprudenza e grazie alla quale negozi e attività commerciali potranno ottenere uno sconto per l’affitto, se i loro incassi sono crollati a causa del Covid.

Indice
1. La sentenza
2. Le motivazioni a sostegno dell’accoglimento del ricorso
3. Risvolti pratici

1. La sentenza

Il principio, con una sentenza che rischia di essere un importante precedente che farà scuola e che, sicuramente,  farà discutere, è al centro di un’ordinanza del Tribunale di Roma con la quale il 27 Agosto u.s. si dà ragione a un ristoratore. Quest’ultimo, con un ricorso d’urgenza, aveva chiesto al Giudice, sia di ridurre il canone di locazione per i mesi del lockdown sia, soprattutto, che il suo proprietario non facesse scattare la fideiussione versata come forma di garanzia in caso di morosità.
Il locale ha ottenuto una riduzione del 40 % per i mesi di Aprile e Maggio 2020 e del 20 % per i mesi da Giugno scorso a Marzo del prossimo anno.

2. Le motivazioni a sostegno dell’accoglimento del ricorso

Il ristoratore romano aveva provato a trovare un accordo con il proprietario del suo locale, ma non riuscendoci si è rivolto ai giudici e la VI sezione civile, con l’ordinanza firmata dal Giudice Maria Pasqualina Grauso, ha stabilito, proprio in virtù dell’attuale stravolgimento economico causato dal coronavirus, un decremento temporaneo del canone di affitto.

Ma non solo.

Oltre allo sconto temporaneo sull’affitto è disposta anche “la sospensione della garanzia fideiussoria fino a un’esposizione debitoria di 30 mila euro”.

In particolare Il Giudice si è così pronunciata:  “il ricorso sembra essere fondato sotto il profilo del “periculum in mora” (pericolo nel ritardo, ndr), posto che le perdite derivanti dall’escussione della fideiussione e il pagamento dei canoni in misura integrale sono certamente idonei ad aggravare considerevolmente la situazione di crisi finanziaria della resistente, portandola alla cessazione”.

A dispetto di altri pronunciamenti di senso contrario, la Giudice Grauso considera i provvedimenti del Governo, come lo sconto sugli affitti del 30 %, “non sufficienti” a ristorare i commercianti dai danni da Covid.

3. Risvolti pratici

Come detto, potrebbe trattarsi di un precedente giuridico importante, ma l’ordinanza, per quanto esecutiva, è un atto cautelare, che non risolve la questione, ma che sicuramente stimolerà un ulteriore dibattito sul punto.

covid contratti

Già da qualche mese nelle aule di Tribunale, e non solo, si sente parlare di questo tema che interessa i negozianti, i ristoratori e, più in generale, i commercianti.

In effetti un pronunciamento della Corte di Cassazione aveva già dato il via libera alla rinegoziazione dei contratti di locazione ad uso commerciale, sul principio della reciproca buona fede, in seguito all’emergenza Covid ed alle misure introdotte  dal Governo durante gli ultimi mesi.

E’ sempre auspicabile, infatti, ridefinire gli accordi sui canoni di locazione affinchè siano più sostenibili, così da scongiurare il fallimento delle attività (a vantaggio, peraltro, degli stessi proprietari, che eviterebbero di ritrovarsi con un immobile sfitto sul mercato, con scarse possibilità di trovare un nuovo inquilino in tempi brevi).

Mai prima d’ora una sentenza di un Tribunale aveva riconosciuto un diritto del ristoratore al quasi dimezzamento del canone d’affitto.

Sicuramente quella del Tribunale di Roma è una pronuncia che farà giurisprudenza e grazie alla quale negozi e attività commerciali potranno ottenere uno sconto per l’affitto, se i loro incassi sono crollati a causa del Covid.

Indice
1. La sentenza
2. Le motivazioni a sostegno dell’accoglimento del ricorso
3. Risvolti pratici

1. La sentenza

Il principio, con una sentenza che rischia di essere un importante precedente che farà scuola e che, sicuramente,  farà discutere, è al centro di un’ordinanza del Tribunale di Roma con la quale il 27 Agosto u.s. si dà ragione a un ristoratore. Quest’ultimo, con un ricorso d’urgenza, aveva chiesto al Giudice, sia di ridurre il canone di locazione per i mesi del lockdown sia, soprattutto, che il suo proprietario non facesse scattare la fideiussione versata come forma di garanzia in caso di morosità.
Il locale ha ottenuto una riduzione del 40 % per i mesi di Aprile e Maggio 2020 e del 20 % per i mesi da Giugno scorso a Marzo del prossimo anno.

2. Le motivazioni a sostegno dell’accoglimento del ricorso

Il ristoratore romano aveva provato a trovare un accordo con il proprietario del suo locale, ma non riuscendoci si è rivolto ai giudici e la VI sezione civile, con l’ordinanza firmata dal Giudice Maria Pasqualina Grauso, ha stabilito, proprio in virtù dell’attuale stravolgimento economico causato dal coronavirus, un decremento temporaneo del canone di affitto.

Ma non solo.

Oltre allo sconto temporaneo sull’affitto è disposta anche “la sospensione della garanzia fideiussoria fino a un’esposizione debitoria di 30 mila euro”.

In particolare Il Giudice si è così pronunciata:  “il ricorso sembra essere fondato sotto il profilo del “periculum in mora” (pericolo nel ritardo, ndr), posto che le perdite derivanti dall’escussione della fideiussione e il pagamento dei canoni in misura integrale sono certamente idonei ad aggravare considerevolmente la situazione di crisi finanziaria della resistente, portandola alla cessazione”.

A dispetto di altri pronunciamenti di senso contrario, la Giudice Grauso considera i provvedimenti del Governo, come lo sconto sugli affitti del 30 %, “non sufficienti” a ristorare i commercianti dai danni da Covid.

3. Risvolti pratici

Come detto, potrebbe trattarsi di un precedente giuridico importante, ma l’ordinanza, per quanto esecutiva, è un atto cautelare, che non risolve la questione, ma che sicuramente stimolerà un ulteriore dibattito sul punto.

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