La Corte di Cassazione applica la sospensione della prescrizione a causa del Covid-19

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corte di cassazione

Con la sentenza depositata il 9 settembre 2020, n. 25433, della Sezione Terza Penale, gli Ermellini hanno condannato una persona ritenuta colpevole di evasione fiscale.

Il soggetto è stato condannato anche se il suo caso, da un punto di vista squisitamente temporale, vedeva la possibilità dell’applicazione dell’istituto della prescrizione.

La difesa ha portato dinanzi alla Suprema Corte una richiesta di sollevare davanti alla Corte Costituzionale la questione di legittimità fondata sui profili di trasgressione dell’articolo 25, comma 2, della Costituzione, e dell’articolo 7 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo per l’introduzione, con il decreto legge n. 18 del 2020, un nuovo caso di sospensione della prescrizione applicabile anche ai fatti di reato antecedenti alla sua entrata in vigore.

La sentenza ha evidenziato come la disciplina della prescrizione è indubbiamente di natura sostanziale, trovando le sue fondamenta giuridiche non al decreto legge n. 18/2020 quanto all’articolo 159 del Codice penale, con la previsione di sospensione della prescrizione in ogni caso in cui la sospensione del procedimento e del processo penale è disposta per legge.

È, infatti, di tutta evidenza che siffatta disposizione, nel rinviare, in relazione alla sospensione del termine prescrizionale, alle ipotesi di sospensione del processo, costituisce di per sè regola generale ed astratta, di carattere sostanziale, cui, di volta in volta attraverso il meccanismo del rinvio mobile, può dare contenuto la singola norma, questa volta di contenuto processuale e, pertanto, immediatamente applicabile, che, appunto disciplinando il processo, possa prevedere gli eventuali eventi che ne determinano la sospensione.

Massima dell’ordinanza n. 25433 del 9 settembre 2020 – Corte di Cassazione, Sez. III Penale

Gli Ermellini nel condannare l’imputato hanno, però, sottolineato che l’articolo 83 del decreto legge n. 18 del 2020 ordinasse che tutte le udienze dei procedimenti civili e penali fossero rinviate d’ufficio e che, nello stesso arco di tempo, è sospeso il decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto riguardanti i procedimenti fermati: una previsione che conduce a ritenere sospeso l’intero procedimento e si è così pronunciata:

non potendosi logicamente concepire l’incedere di un procedimento (inteso lo stesso come l’ordinario susseguirsi dei determinati che lo compongono) ove sia sospeso il termine per l’esecuzione di ciascuno degli atti da cui il procedimento è formato.

Ordinanza n. 25433 del 9 settembre 2020 – Corte di Cassazione, Sez. III Penale
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Con la sentenza depositata il 9 settembre 2020, n. 25433, della Sezione Terza Penale, gli Ermellini hanno condannato una persona ritenuta colpevole di evasione fiscale.

Il soggetto è stato condannato anche se il suo caso, da un punto di vista squisitamente temporale, vedeva la possibilità dell’applicazione dell’istituto della prescrizione.

La difesa ha portato dinanzi alla Suprema Corte una richiesta di sollevare davanti alla Corte Costituzionale la questione di legittimità fondata sui profili di trasgressione dell’articolo 25, comma 2, della Costituzione, e dell’articolo 7 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo per l’introduzione, con il decreto legge n. 18 del 2020, un nuovo caso di sospensione della prescrizione applicabile anche ai fatti di reato antecedenti alla sua entrata in vigore.

La sentenza ha evidenziato come la disciplina della prescrizione è indubbiamente di natura sostanziale, trovando le sue fondamenta giuridiche non al decreto legge n. 18/2020 quanto all’articolo 159 del Codice penale, con la previsione di sospensione della prescrizione in ogni caso in cui la sospensione del procedimento e del processo penale è disposta per legge.

È, infatti, di tutta evidenza che siffatta disposizione, nel rinviare, in relazione alla sospensione del termine prescrizionale, alle ipotesi di sospensione del processo, costituisce di per sè regola generale ed astratta, di carattere sostanziale, cui, di volta in volta attraverso il meccanismo del rinvio mobile, può dare contenuto la singola norma, questa volta di contenuto processuale e, pertanto, immediatamente applicabile, che, appunto disciplinando il processo, possa prevedere gli eventuali eventi che ne determinano la sospensione.

Massima dell’ordinanza n. 25433 del 9 settembre 2020 – Corte di Cassazione, Sez. III Penale

Gli Ermellini nel condannare l’imputato hanno, però, sottolineato che l’articolo 83 del decreto legge n. 18 del 2020 ordinasse che tutte le udienze dei procedimenti civili e penali fossero rinviate d’ufficio e che, nello stesso arco di tempo, è sospeso il decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto riguardanti i procedimenti fermati: una previsione che conduce a ritenere sospeso l’intero procedimento e si è così pronunciata:

non potendosi logicamente concepire l’incedere di un procedimento (inteso lo stesso come l’ordinario susseguirsi dei determinati che lo compongono) ove sia sospeso il termine per l’esecuzione di ciascuno degli atti da cui il procedimento è formato.

Ordinanza n. 25433 del 9 settembre 2020 – Corte di Cassazione, Sez. III Penale
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