Il reato di abuso di ufficio (art. 323 c.p.) dopo la riforma del “Decreto Semplificazioni”

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Abuso di ufficio

Il c.d. “Decreto Semplificazioni” (d.lgs. 76 del 16/07/2020) ha profondamente rivisto e rivoluzionato l’articolo 323 del codice penale.

Il legislatore ha voluto proseguire due strade distinte nella riforma dell’articolo, modificando l’ampiezza della responsabilità penale e delimitando la responsabilità erariale, il tutto nell’ottica della “semplificazione dei procedimenti amministrativi” e della “velocizzazione di adempimenti burocratici“.

L’articolo 23 del Decreto Semplificazione modifica il testo dell’articolo:

Testo precedente dell’articoloTesto riformato dell’articolo
[…]violazione di norme di legge o regolamento[…][…]violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità[…]
Modifiche art. 323 c.p. post Decreto Semplificazioni

Questa modifica “alleggerisce” l’articolo di molte condotte penalmente rilevanti, eliminando la trasgressione di norme di regolamento.
Inoltre, la riforma elimina dal reato la fattispecie del reato di abuso di in caso di violazione dei principi generali.

Il legislatore, quindi, vivendo un periodo di assoluta emergenza ha voluto ridurre il rischio penale dei dipendenti pubblici, in maniera tale da permettergli di affrontare le difficoltà burocratiche con più tranquillità e cercando di velocizzare il lavoro dei dipendenti delle P.A. che, spesso, per paura di procedimenti disciplinari e sanzioni pecuniarie sono restii a firmare atti e documenti.

Tuttò ciò comporta che comportamenti che fino a pochi mesi fa erano penalmente rilevanti, oggi potrebbero essere “consentiti”.

Mentre adesso, anche la responsabilità erariale è limitata ad eventi dolosi, ovvero che la violazione del dipendente non sia soltanto circoscritta alla condotta ma si ritiene necessaria anche l’intenzione di procurare un “danno”.

In conclusione, il legislatore ha voluto fornire ai funzionari pubblici uno “scudo” contro il “mostro” della burocrazia.
Resta da vedere come i giudici applicheranno le novità di questa riforma e se vi saranno conseguenze positive per l’efficienza delle nostre macchine amministrative.

abuso di ufficio

Il c.d. “Decreto Semplificazioni” (d.lgs. 76 del 16/07/2020) ha profondamente rivisto e rivoluzionato l’articolo 323 del codice penale.

Il legislatore ha voluto proseguire due strade distinte nella riforma dell’articolo, modificando l’ampiezza della responsabilità penale e delimitando la responsabilità erariale, il tutto nell’ottica della “semplificazione dei procedimenti amministrativi” e della “velocizzazione di adempimenti burocratici“.

L’articolo 23 del Decreto Semplificazione modifica il testo dell’articolo:

Testo precedente dell’articoloTesto riformato dell’articolo
[…]violazione di norme di legge o regolamento[…][…]violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità[…]
Modifiche art. 323 c.p. post Decreto Semplificazioni

Questa modifica “alleggerisce” l’articolo di molte condotte penalmente rilevanti, eliminando la trasgressione di norme di regolamento.
Inoltre, la riforma elimina dal reato la fattispecie del reato di abuso di in caso di violazione dei principi generali.

Il legislatore, quindi, vivendo un periodo di assoluta emergenza ha voluto ridurre il rischio penale dei dipendenti pubblici, in maniera tale da permettergli di affrontare le difficoltà burocratiche con più tranquillità e cercando di velocizzare il lavoro dei dipendenti delle P.A. che, spesso, per paura di procedimenti disciplinari e sanzioni pecuniarie sono restii a firmare atti e documenti.

Tuttò ciò comporta che comportamenti che fino a pochi mesi fa erano penalmente rilevanti, oggi potrebbero essere “consentiti”.

Mentre adesso, anche la responsabilità erariale è limitata ad eventi dolosi, ovvero che la violazione del dipendente non sia soltanto circoscritta alla condotta ma si ritiene necessaria anche l’intenzione di procurare un “danno”.

In conclusione, il legislatore ha voluto fornire ai funzionari pubblici uno “scudo” contro il “mostro” della burocrazia.
Resta da vedere come i giudici applicheranno le novità di questa riforma e se vi saranno conseguenze positive per l’efficienza delle nostre macchine amministrative.

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