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Legge 28 agosto 1997, n. 296

legge 28 agosto 1994 n 269

Art. 1.

1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare il protocollo n. 11 alla convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, recante ristrutturazione del meccanismo di controllo stabilito dalla convenzione, fatto a Strasburgo l’11 maggio 1994.

Art. 2.

1. Piena ed intera esecuzione è data al protocollo di cui all’articolo 1 a decorrere dalla data della sua entrata in vigore in conformità a quanto disposto nell’articolo 4 del protocollo stesso.

Art. 3.

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 28 agosto 1997

SCALFARO

Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Dini, Ministro degli affari esteri

Visto, il Guardasigilli: Flick

TRADUZIONE NON UFFICIALE

PROTOCOLLO N. 11 ALLA CONVENZIONE DI SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DELL’UOMO E DELLE LIBERTÀ FONDAMENTALI RECANTE RISTRUTTURAZIONE DEL MECCANISMO DI CONTROLLO STABILITO DALLA CONVENZIONE

Strasburgo, 11 maggio 1994

Gli Stati membri del Consiglio d’Europa, firmatari del presente Protocollo alla Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 (di seguito denominata “la Convenzione”),

Considerando la necessità e l’urgenza di ristrutturare il meccanismo di controllo stabilito dalla Convenzione per mantenere e rafforzare l’efficacia della protezione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali prevista dalla Convenzione, in ragione principalmente dell’aumento dei ricorsi e del numero crescente dei membri del Consiglio d’Europa,

Considerando che conviene di conseguenza emendare alcune disposizioni della Convenzione in vista, tra l’altro, di sostituire le esistenti Commissione e Corte europee dei Diritti dell’Uomo con una nuova Corte permanente,

Vista la Risoluzione n. 1 adottata nella Conferenza ministeriale europea dei diritti dell’Uomo tenutasi a Vienna il 19 e 20 marzo 1985,

Vista la Raccomandazione 1194 (1992) adottata dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa del 6 ottobre 1992,

Vista la decisione adottata sulla riforma del meccanismo di controllo della Convenzione dai Capi di Stato e di Governo degli Stati Membri del Consiglio d’Europa nella Dichiarazione di Vienna del 9 ottobre 1993,

Hanno convenuto quanto segue:

Articolo 1

Il testo dei titoli II a IV della Convenzione (articoli 19 a 56) ed il Protocollo n. 2 che attribuisce alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo competenza a fornire pareri consultivi sono sostituiti dal Titolo II della Convenzione (articoli 19 e 51), come segue:

Titolo- II – corte europea dei Diritti dell’Uomo

Articolo 19 – Istituzione della Corte

Per assicurare il rispetto degli impegni derivanti alle Alte parti contraenti dalla presente Convenzione e dai suoi protocolli, è istituita un Corte europea dei Diritti dell’Uomo, di seguito denominata “la Corte”. Essa funziona in maniera permanente.

Articolo 20 – Numero di giudici

La Corte si compone di un numero di giudici eguale a quello delle Alte Parti contraenti.

Articolo 21 – Condizioni per l’esercizio delle funzioni

1 I giudici devono godere della più alta considerazione morale e possedere i requisiti richiesti per l’esercizio delle più alte funzioni giudiziarie, o essere dei giurisconsulti di riconosciuta competenza.

2 I giudici siedono alla Corte a titolo individuale.

3 Per tutta la durata del loro mandato, i giudici non possono esercitare alcuna attività incompatibile con le esigenze di indipendenza, di imparzialità o disponibilità richieste da una attività esercitata a tempo pieno. Ogni problema che sorga nell’applicazione di questo paragrafo è deciso dalla Corte.

Articolo 22 – Elezione dei giudici

1 I giudici sono eletti dall’Assemblea parlamentare a titolo di ciascuna Alta Parte contraente a maggioranza dei voti espressi su una lista di tre candidati presentata dall’Alta Parte contraente.

2 La stessa procedura è seguita per completare la Corte nel caso in cui altre Parti contraenti aderiscano e per provvedere ai seggi divenuti vacanti.

Articolo 23 – Durata del mandato

1 I giudici sono eletti per un periodo di sei anni. Essi sono rieleggibili. Tuttavia, per quanto concerne i giudici designati con la prima elezione, i mandati di una metà di essi scadranno al termine dei tre anni.

2 I giudici il cui mandato scade al termine del periodo iniziale di tre anni sono estratti a sorte dal Segretario Generale del Consiglio d’Europa, immediatamente dopo la loro elezione.

3 Al fine di assicurare nella misura del possibile il rinnovo dei mandati di una metà dei giudici ogni tre anni, l’Assemblea parlamentare può, prima di procedere ad ogni ulteriore elezione, decidere che uno o più mandati dei giudici da eleggere abbiano una durata diversa da quella di sei anni, senza tuttavia che questa durata possa eccedere nove anni o essere inferiore a tre anni.

4 Nel caso in cui si debbano conferire più mandati e l’Assemblea parlamentare applichi il paragrafo precedente, la ripartizione dei mandati avviene mediante estrazione a sorte effettuata dal Segretario generale del Consiglio d’Europa immediatamente dopo l’elezione.

5 Il giudice eletto in sostituzione di un giudice che non abbia completato il periodo delle sue funzioni, rimane in carica fino alla scadenza del periodo di mandato del suo predecessore.

6 Il mandato dei giudici termina quando essi raggiungono l’età di 70 anni.

7 I giudici restano in funzione fino a che i loro posti non siano ricoperti. Tuttavia essi continuano a trattare le cause di cui sono già stati investiti.

Articolo 24 – Revoca

Un giudice può essere sollevato dalle sue funzioni solo se gli altri giudici decidono, a maggioranza dei due terzi, che ha cessato di rispondere ai requisiti richiesti.

Articolo 25 – Ufficio di cancelleria e referendari

La Corte dispone di un Ufficio di cancelleria i cui compiti e la cui organizzazione sono stabiliti dal regolamento della Corte. Essa è assistita da referendari.

Articolo 26 – Assemblea plenaria della Corte

La Corte riunita in Assemblea plenaria

a) elegge per un periodo di tre anni il suo presidente ed uno o due vice-presidenti; essi sono rieleggibili;

b) costituisce Camere per un determinato periodo

c) elegge i presidenti delle Camere della Corte che sono rieleggibili

d) adotta il regolamento della Corte.

e) elegge il cancelliere ed uno o più vice-cancellieri

Articolo 27 – Comitati, Camere e grande Camera

1 Per la trattazione di ogni affare che le viene sottoposto, la Corte si costituisce in un comitato di tre giudici, in una Camera composta da sette giudici ed in una grande Camera di diciassette giudici. Le Camere della Corte istituiscono i comitati per un determinato periodo.

2 Il giudice eletto a titolo di uno Stato Parte alla controversia è membro di diritto della Camera e della grande Camera; in caso di assenza di questo giudice, o se egli non è in grado di svolgere la sua funzione, lo Stato Parte nomina una persona che siede in qualità di giudice.

3 Fanno altresì parte della Grande Camera il presidente dalla Corte, i vice-presidenti, i presidenti delle Camere e altri giudici designati in conformità con il regolamento della Corte. Se la controversia è deferita alla grande Camera ai sensi dell’articolo 43, nessun giudice della Camera che ha pronunciato la sentenza può essere presente nella grande Camera, ad eccezione del presidente della Camera e del giudice che siede a titolo dello Stato parte interessato.

Articolo 28 – Dichiarazioni di irrecevibilità da parte dei comitati

Un comitato può, con voto unanime, dichiarare irricevibile o cancellare dal ruolo un ricorso individuale presentato ai sensi dell’articolo 34 quando tale decisione può essere adottata senza un esame complementare. La decisione è definitiva.

Articolo 29 – Decisioni delle Camere sulla ricevibilità ed il merito

1 Se nessuna decisione è stata adottata ai sensi dell’articolo 28, una delle Camere si pronuncia sulla irrecevibilità e sul merito dei ricorsi individuali presentati ai sensi dell’articolo 34.

2 Una delle Camere si pronuncia sulla ricevibilità e sul merito dei ricorsi governativi presentati in virtù dell’articolo 33.

3 Salvo diversa decisione della Corte in casi eccezionali, la decisione sulla ricevibilità è adottata separatamente.

Articolo 30 – Dichiarazione d’incompetenza a favore della Grande Camera.

Se la questione oggetto del ricorso all’esame di una Camera solleva gravi problemi di interpretazione della Convenzione o dei suoi protocolli, o se la sua soluzione rischia di condurre ad una contraddizione con una sentenza pronunciata anteriormente dalla Corte, la Camera, fino a quando non abbia pronunciato la sua sentenza, può spogliarsi della propria competenza a favore della Grande Camera a meno che una delle parti non vi si opponga.

Articolo 31 – Competenze della grande Camera

La grande Camera

a) si pronuncia sui ricorsi presentati ai sensi dell’articolo 33 o dell’articolo 34 quando il caso le sia stato deferito dalla Camera ai sensi dell’articolo 30 o quando il caso le sia stato deferito ai sensi dell’articolo 43; e

b) esamina le richieste di pareri consultivi presentate ai sensi dell’articolo 47.

Articolo 32 – Competenza della Corte

1 La competenza della Corte si estende a tutte le questioni concernenti l’interpretazione e l’applicazione della Convenzione e dei suoi protocolli che siano sottoposte ad essa nelle condizioni previste dagli articoli 33, 34 e 37.

2 In caso di contestazione sulla questione della propria competenza, è la Corte che decide.

Articolo 33 – Ricorsi interstatali

Ogni Alta Parte contraente può deferire alla Corte ogni inosservanza delle disposizioni della Convenzione e dei suoi protocolli che essa ritenga possa essere imputata ad un’altra Parte contraente.

Articolo 34 – Ricorsi individuali

La Corte può essere investita di una domanda fatta pervenire da ogni persona fisica, ogni organizzazione non governativa o gruppo di privati che pretenda d’essere vittima di una violazione da parte di una delle Alte Parti contraenti dei diritti riconosciuti nella Convenzione o nei suoi protocolli.

Le Alte Parti contraenti si impegnano a non ostacolare con alcuna misura l’effettivo esercizio efficace di tale diritto.

Articolo 35 – Condizioni di ricevibilità

1 La Corte non può essere adita se non dopo l’esaurimento delle vie di ricorso interne, qual’è inteso secondo i principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti ed entro un periodo di sei mesi a partire dalla data della decisione interna definitiva.

2 La Corte non ritiene alcuna domanda singola avanzata sulla base dell’art. 34, se:

a) è anonima; oppure

b) è essenzialmente la stessa di una precedentemente esaminata dalla Corte o già sottoposta ad un’altra istanza internazionale d’inchiesta o di regolamentazione e non contiene fatti nuovi.

3 La Corte dichiara irricevibile ogni singola domanda avanzata sulla base dell’art. 34 quand’essa giudichi tale domanda incompatibile con le disposizioni della Convenzione o dei suoi protocolli, manifestamente infondata o abusiva.

4 La Corte respinge ogni domanda che consideri irricevibile in applicazione del presente articolo. Essa può procedere in tal modo in ogni fase della procedura.

Articolo 36 – Intervento di terzi

1 Per qualsiasi questione all’esame di una Camera e o della grande Camera, un’Alta Parte contraente in cui un cittadino sia ricorrente ha diritto di presentare osservazioni per iscritto e di partecipare alle udienze.

2 Nell’interesse di una corretta amministrazione della giustizia, il presidente della Corte può invitare ogni Alta parte, contraente che non è parte in causa o ogni persona interessata diversa dal ricorrente a presentare osservazioni per iscritto o a partecipare alle udienze.

Articolo 37 – Cancellazione

1 In ogni momento della procedura la Corte può decidere di cancellare un ricorso dal ruolo quando le circostanze consentono di concludere:

a) che il ricorrente non intende mantenerlo; oppure

b) che la controversia è stata risolta; oppure

c) che non è più giustificato, per ogni altro motivo di cui la Corte accerta l’esistenza, proseguire l’esame del ricorso.

Tuttavia la Corte prosegue l’esame del ricorso qualora ciò sia richiesto dal rispetto dei Diritti dell’Uomo garantiti dalla Convenzione e dai suoi protocolli.

2 La Corte può decidere di ri-iscrivere il ricorso sul ruolo quando ritenga che ciò è giustificato dalle circostanze.

Articolo 38 – Esame in contraddittorio del caso e procedura di composizione amichevole

1 Quando dichiara che il ricorso è ricevibile, la Corte

a) procede all’esame della questione in contraddittorio con i rappresentanti delle Parti e, se del caso, ad un’inchiesta per la quale tutti gli Stati interessati forniranno tutte le facilitazioni necessarie ai fini della sua efficace conduzione;

b) si mette a disposizione degli interessati per pervenire ad una regolamentazione amichevole della controversia sulla base del rispetto dei Diritti dell’Uomo come riconosciuti dalla Convenzione e dai suoi protocolli.

2 La procedura descritta al paragrafo 1.b è riservata.

Articolo 39 – Ottenimento di una composizione amichevole

Se consegue una regolamentazione amichevole, la Corte cancella il ricorso dal ruolo mediante una decisione che si limita ad una breve esposizione dei fatti e della soluzione adottata.

Articolo 40 – Udienza pubblica e accesso ai documenti

1 L’udienza è pubblica a meno che la Corte non decida diversamente a causa di circostanze eccezionali.

2 I documenti depositati presso l’Ufficio di cancelleria sono accessibili al pubblico a meno che il presidente della Corte non decida diversamente.

Articolo 41 – Equa soddisfazione

Se la Corte dichiara che vi è stata violazione della Convenzione o dei suoi protocolli e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette che in modo incompleto di riparare le conseguenze di tale violazione, la Corte accorda, quando è il caso, un’equa soddisfazione alla parte lesa.

Articolo 42 – Sentenze delle Camere

Le sentenze delle Camere divengono definitive in conformità con le disposizioni dell’articolo 44, paragrafo 2.

Articolo 43 – Rinvio dinnanzi alla grande Camera

1 Entro un termine di tre mesi a decorrere dalla data della sentenza di una Camera, ogni Parte alla controversia può, in casi eccezionali, chiedere che il caso sia rinviato dinnanzi alla grande Camera.

2 Un collegio di cinque giudici della Grande Camera accoglie la domanda quando la questione oggetto del ricorso solleva gravi problemi di interpretazione o di applicazione della Convenzione o dei suoi protocolli o di carattere generale.

3 Quando il Collegio ha accolto la domanda, la grande Camera si pronuncia sul caso mediante una sentenza.

Articolo 44 – Sentenze definitive

1 La sentenza della grande Camera è definitiva.

2 La sentenza di una Camera diviene definitiva

a) quando le parti dichiarano che non richiederanno il rinvio del caso dinnanzi alla grande Camera; oppure

b) tre mesi dopo la data della sentenza, se non è stato richiesto il rinvio del caso dinnanzi alla Grande Camera; oppure

c) se il Collegio della grande Camera respinge una richiesta di rinvio formulata secondo l’art. 43.

3 La sentenza definitiva è pubblicata.

Articolo 45 – Motivazione delle sentenze e delle decisioni

1 Le sentenze e le decisioni che dichiarano i ricorsi ricevibili o non ricevibili devono essere motivate.

2 Se la sentenza non esprime in tutto o in parte l’opinione unanime dei giudici, ogni giudice avrà diritto di unirvi l’esposizione della sua opinione individuale.

Articolo 46 – Forza vincolante ed esecuzione delle sentenze

1 Le Alte Parti contraenti s’impegnano a conformarsi alle sentenze definitive della Corte nelle controversie nelle quali sono Parti.

2 La sentenza definitiva della Corte è trasmessa al Comitato dei Ministri che ne sorveglia l’esecuzione.

Articolo 47 – Pareri consultivi

1 La Corte può su richiesta del Comitato dei Ministri, fornire pareri consultivi su questioni giuridiche relative all’interpretazione della Convenzione e dei suoi protocolli.

2 Tali pareri non devono vertere su questioni inerenti al contenuto o alla portata dei diritti e libertà definiti nel Titolo I della Convenzione ed nei protocolli, nè su altre questioni che la Corte o il Comitato dei Ministri si troverebbero a dover giudicare per via della presentazione di un ricorso previsto dalla Convenzione.

3 La decisione del Comitato dei Ministri di chiedere un parere alla Corte è adottata con un voto di maggioranza dei rappresentanti che hanno il diritto di avere un seggio al Comitato.

Articolo 48 – Competenza consultiva della Corte

La Corte decide se la domanda di parere consultivo presentata dal Comitato dei Ministri è di sua competenza secondo l’articolo 47.

Articolo 49 – Motivazione dei pareri consultivi

1 Il parere della Corte è motivato.

2 Se il parere non esprime in tutto o i parte l’opinione unanime dei giudici, ogni giudice avrà diritto di unirvi l’esposizione della sua opinione individuale.

3 Il parere della Corte è trasmesso al Comitato dei Ministri

Articolo 50 – Spese di funzionamento della Corte

Le spese di funzionamento della Corte sono a carico del Consiglio d’Europa

Articolo 51 – Privilegi ed immunità dei giudici

I giudici beneficiano durante l’esercizio delle loro funzioni, dei privilegi e delle immunità previste dall’articolo 40 dello Statuto del Consiglio d’Europa e negli accordi conclusi a titolo di detto articolo”.

Articolo 2

1 Il titolo V della Convenzione diviene il titolo III della Convenzione; l’articolo 57 della Convenzione diviene l’articolo 52 della Convenzione; gli articoli 58 e 59 della Convenzione sono soppressi e gli articoli 60 e 66 della Convenzione divengono rispettivamente gli articoli 53 e 59 della Convenzione.

2 Il titolo I della Convenzione s’intitola “Diritti e Libertà” ed il nuovo titolo III “Disposizioni varie”: I titoli che compaiono nell’annesso del presente Protocollo sono stati attribuiti agli articoli da 1 a 18 ed ai nuovi articoli da 52 a 59 della Convenzione.

3 Nel nuovo articolo 56, al paragrafo 1, inserire la frase “con riserva del paragrafo 4 del presente articolo,” dopo l’espressione “si applicherà”; al paragrafo 4, il termine “Commissione” e la frase “in conformità con l’articolo 25 della presente Convenzione” sono rispettivamente sostituiti dal termine “Corte” e dalla frase “come previsto dall’articolo 34 della Convenzione”. Nel nuovo articolo 58 paragrafo 4, i termini “l’articolo 63” sono sostituiti con i termini “l’articolo 56”.

4 Il Protocollo addizionale alla Convenzione è emendato come segue

a) gli articoli sono presentati con i titoli enumerati all’annesso del presente Protocollo;

b) all’articolo 4, ultima frase, i termini “dell’articolo 63” sono sostituiti con i termini “dell’articolo 56”.

5 Il Protocollo n. 4 è emendato come segue

a) gli articoli sono presentati con i titoli enumerati

all’annesso del presente Protocollo; e

b) all’articolo 5, paragrafo 3, i termini “dell’articolo 63” sono sostituiti con i termini “dell’articolo 56”; è aggiunto un nuovo paragrafo 5, del seguente tenore:

“Ogni Stato che ha reso una dichiarazione in conformità con il paragrafo 1 o 2 del presente articolo può in qualsiasi successivo momento, dichiarare relativamente ad uno o più dei territori indicati in tale dichiarazione, che accetta la competenza della Corte a giudicare i ricorsi di persone fisiche, di organizzazioni non governative o di gruppi di privati, come previsto dall’articolo 34 della Convenzione a titolo degli articoli 1 a 4 del presente Protocollo o di alcuni tra di essi”;

c) è soppresso il paragrafo 2 dell’articolo 6.

6 Il Protocollo n. 6 è emendato come segue:

a) gli articoli sono presentati con i titoli enumerati all’annesso del presente Protocollo;

b) all’articolo 4, la frase “ai sensi dell’articolo 64” è sostituita con la frase “ai sensi dell’articolo 57”.

7 Il Protocollo n. 7 è emendato come segue

a) gli articoli sono presentati con i titoli enumerati all’annesso del presente Protocollo; e

b) all’articolo 6, paragrafo 4, i termini “dell’articolo 63” sono sostituiti con i termini “dell’articolo 56”; è aggiunto un nuovo paragrafo 6, del seguente tenore:

“Ogni Stato che ha reso una dichiarazione in conformità con il paragrafo 1 o 2 del presente articolo può in qualsiasi successivo momento, dichiarare relativamente ad uno o più dei territori indicati in tale dichiarazione, che accetta la competenza della Corte a giudicare i ricorsi di persone fisiche, di organizzazioni non governative o di gruppi di privati, come previsto dall’articolo 34 della Convenzione a titolo degli articoli 1 a 5 del presente Protocollo”;

c) è soppresso il paragrafo 2 dell’articolo 7.

8 È abrogato il Protocollo n. 9.

Articolo 3

1 Il presente Protocollo è aperto alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa firmatari della Convenzione, i quali possono esprimere il loro consenso ad essere vincolati mediante:

a) firma senza riserva di ratifica, di accettazione o di approvazione; oppure

b) firma con riserva di ratifica, di accettazione o di approvazione seguita da ratifica, da accettazione o da approvazione.

2 Gli strumenti di ratifica, di accettazione o di approvazione saranno depositati presso il Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

Articolo 4

Il presente Protocollo entrerà in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di un anno dopo la data alla quale tutte le Parti alla Convenzione avranno espresso il loro consenso ad essere vincolati dal Protocollo in conformità con le disposizioni dell’articolo 3. L’elezione di nuovi giudici dovrà avvenire, ed ogni altra misura necessaria per l’insediamento della nuova Corte potrà essere presa, secondo le disposizioni del presente Protocollo, a partire dalla data in cui tutte le Parti alla Convenzione avranno espresso il loro consenso ad essere vincolate dal Protocollo.

Articolo 5

1 Fatte salve le disposizioni dei paragrafi 3 e 4 di seguito, il mandato dei giudici, membri della Commissione, del cancelliere e del vice-cancelliere scade alla data di entrata in vigore del presente Protocollo.

2 I ricorsi all’esame della Commissione e non ancora dichiarati ricevibili alla data di entrata in vigore del presente Protocollo saranno esaminati dalla Corte in conformità con le disposizioni del presente Protocollo.

3 I ricorsi dichiarati ricevibili alla data di entrata in vigore del presente protocollo continueranno ad essere trattati dai membri della Commissione nell’anno successivo. Tutte le cause il cui esame non sia stato completato durante questo periodo saranno trasmesse alla Corte che le esaminerà alla stregua di ricorsi ricevibili, in conformità con le disposizioni del presente Protocollo.

4 Per quanto riguarda i ricorsi per i quali la Commissione ha adottato, dopo l’entrata in vigore del presente Protocollo, una decisione in conformità con l’ex art. 31 della Convenzione, tale decisione sarà trasmessa alle parti che però non hanno la facoltà di pubblicarla. In conformità con le disposizioni applicabili prima dell’entrata in vigore del presente Protocollo, un ricorso può essere deferito alla Corte. Il Collegio della grande Camera determina se una delle Camere o la grande Camera deve pronunciarsi sulla questione. Quando una Camera si pronuncia sulla questione, la sua decisione è definitiva. I ricorsi non deferiti alla Corte sono esaminati dal Comitato dei Ministri che agisce in conformità con le disposizioni dell’ex articolo 32 della Convenzione.

5 I ricorsi pendenti dinnanzi alla Corte il cui esame non è stato ancora completato alla data di entrata in vigore del presente Protocollo, sono trasmessi alla grande Camera della Corte che si pronuncia sulla questione in conformità con le disposizioni del presente Protocollo.

6 I ricorsi pendenti dinanzi al Comitato dei Ministri il cui esame in virtù dell’ex articolo 32 non è stato ancora completato alla data di entrata i vigore del presente Protocollo, sono risolti dal Comitato dei Ministri che agisce in conformità con il presente articolo.

Articolo 6

Se un’Alta Parte contraente riconosce, con la dichiarazione prevista all’ex art. 25 o all’ex art. 46 della Convenzione, la competenza della Commissione o la giurisdizione della Corte unicamente per affari posteriori o fondati su fatti posteriori a tale dichiarazione, la restrizione continuerà ad applicarsi alla girisdizione della Corte ai sensi del presente Protocollo.

Articolo 7

Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa notificherà agli Stati membri del Consiglio

a) ogni firma;

b) il deposito di ogni strumento di ratifica, di accettazione o di approvazione;

c) la data di entrata in vigore del presente Protocollo o di alcune sue disposizioni secondo l’articolo 4;

d) ogni altro atto, notifica o comunicazione relativa al presente Protocollo.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno firmato il presente Protocollo.

Fatto a Strasburgo, l’11 maggio 1994 in francese ed in inglese, entrambi i testi facenti egualmente fede, in un unico esemplare che sarà depositato negli archivi del Consiglio d’Europa. Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa ne comunicherà copia certificata conforme a ciascuno degli Stati Mambri del Consiglio d’Europa.

Annesso

Titoli degli articoli da inserire nel testo della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali e dei suoi protocolli*

Articolo 1 – Obbligo di rispettare i diritti dell’uomo

Articolo 2 – Diritto alla vita

Articolo 3 – Divieto della tortura

Articolo 4 – Divieto di schiavitù e del lavoro forzato

Articolo 5 – Diritto alla libertà ed alla sicurezza

Articolo 6 – Diritto ad un processo equo

Articolo 7 – Nessuna pena senza legge

Articolo 8 – Nessuna pena senza legge

Articolo 9 – Libertà di pensiero, di coscienza e di religione

Articolo 10 – Libertà di espressione

Articolo 11 – Libertà di riunione e di associazione

Articolo 12 – Diritto al matrimonio

Articolo 13 – Diritto ad un ricorso effettivo

Articolo 14 – Divieto di discriminazione

Articolo 15 – Deroga in caso di stato di urgenza

Articolo 16 – Restrizioni all’attività politica di stranieri

Articolo 17 – Divieto dell’abuso del diritto

Articolo 18 – Restrizione dell’uso di restrizioni ai diritti (…)

Articolo 52 – Indagini del Segretario Generale

Articolo 53 – Salvaguardia dei diritti dell’uomo riconosciuti

Articolo 54 – Poteri del Comitato dei Ministri

Articolo 55 – Rinuncia ad altri modi di regolamentazione delle controversie

Articolo 56 – Applicazione territoriale

Articolo 57 – Riserve

Articolo 58 – Denuncia

Articolo 59 – Firma e ratifica

Protocollo addizionale

Articolo 1 – Protezione della proprietà

Articolo 2 – Diritto all’istruzione

Articolo 3 – Diritto a libere elezioni

Articolo 4 – Applicazione territoriale

Articolo 5 – Relazioni con la Convenzione

Articolo 6 – Firma e Ratifica

—–

* I titoli dei nuovi articoli 19 e 51 della Convenzione già figurano nel presente Protocollo.

Protocollo n. 4

Articolo 1 – Divieto di imprigionamento per debiti

Articolo 2 – Libertà di circolazione

Articolo 3 – Divieto di espellere i cittadini

Articolo 4 – Divieto di espulsioni collettive di stranieri

Articolo 5 – Applicazione territoriale

Articolo 6 – Relazioni con la Convenzione

Articolo 7 – Firma e ratifica

Protocollo n. 6

Articolo 1 – Abolizione della pena di morte

Articolo 2 – Pena di morte in tempo di guerra

Articolo 3 – Divieto di deroghe

Articolo 4 – Divieto di riserve

Articolo 5 – Applicazione territoriale

Articolo 6 – Relazioni con la Convenzione

Articolo 7 – Firma e ratifica

Articolo 8 – Entrata in vigore

Articolo 9 – Funzioni del depositario

Protocollo n. 7

Articolo 1 – Garanzie procedurali in caso di espulsioni di stranieri

Articolo 2 – Diritto ad un doppio grado di giurisdizione in materia penale

Articolo 3 – Diritto di risarcimento in caso di errore giudiziario

Articolo 4 – Diritto a non essere giudicato o punito due volte

Articolo 5 – Uguaglianza degli sposi

Articolo 6 – Applicazione territoriale

Articolo 7 – Relazioni con la Convenzione

Articolo 8 – Firma e ratifica

Articolo 9 – Entrata in vigore

Articolo 10 – Funzioni del depositario

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