Art. 79 – Legge fallimentare

(R.D. 16 marzo 1942 n. 267 - Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa)

Contratto di affitto d’azienda

Articolo 79 - legge fallimentare

(1) I. Il fallimento non è causa di scioglimento del contratto di affitto d’azienda, ma entrambe le parti possono recedere entro sessanta giorni, corrispondendo alla controparte un equo indennizzo, che, nel dissenso tra le parti, è determinato dal giudice delegato, sentiti gli interessati. L’indennizzo dovuto dalla curatela è regolato dall’articolo 111, n. 1.

Articolo 79 - Legge fallimentare

(1) I. Il fallimento non è causa di scioglimento del contratto di affitto d’azienda, ma entrambe le parti possono recedere entro sessanta giorni, corrispondendo alla controparte un equo indennizzo, che, nel dissenso tra le parti, è determinato dal giudice delegato, sentiti gli interessati. L’indennizzo dovuto dalla curatela è regolato dall’articolo 111, n. 1.

Note

(1) Articolo sostituito dall’art. 4 del D.Lgs. 12 settembre 2007 n. 169. La modifica si applica ai procedimenti per dichiarazione di fallimento pendenti alla data del 1 gennaio 2008, nonché alle procedure concorsuali e di concordato aperte successivamente.

Massime

Il credito da equo indennizzo ex art. 79 l. fall.,pur collegato al contratto di affitto di azienda, diviene certo soltanto a seguito dell’esercizio del diritto di recesso da parte del curatore, successivamente alla dichiarazione di fallimento, sicché non è suscettibile di compensazione ai sensi dell’art. 56 l. fall. con i contrapposti crediti , norma che postula la preesistenza dei crediti da compensare rispetto all’apertura della procedura concorsuale. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 10869 del 8 gennaio 2020 (Cass. civ. n. 10869/2020)

In caso di contratto d’affitto d’azienda pendente al momento della dichiarazione di fallimento dell’affittante, quando il curatore abbia esercitato il suo diritto di recesso ex art. 79 l.fall., il credito restitutorio vantato dall’affittuario per i canoni pagati anticipatamente, prima dell’apertura del concorso, non è prededucibile, essendo insufficiente che il credito sia sorto durante la procedura, poichè anche la genesi della relativa obbligazione deve intervenire in un periodo successivo alla sua apertura. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 25470 del 10 ottobre 2019 (Cass. civ. n. 25470/2019)

Nel concordato preventivo, in applicazione analogica dell’art. 79 l. fall., il debitore concordatario è tenuto all’obbligo di restituzione dei beni appartenenti a terzi di cui si trovi in possesso alla data di apertura del concordato. Ove l’obbligazione restitutoria risulti inattuabile per essere stati i beni alienati a terzi, a tale obbligazione se ne sostituisce altra avente come oggetto il risarcimento del danno mediante pagamento di somma equivalente al valore pecuniario dei beni, in modo da ripristinare il patrimonio del terzo nella situazione in cui si sarebbe trovato se non si fosse verificato l’inadempimento. Ne consegue che va respinta l’opposizione con la quale una società in concordato preventivo, chiedendo l’assoggettamento del debito alla falcidia concordataria, resista all’esecuzione contro di essa intrapresa dal creditore sulla base di decreti ingiuntivi (il primo ottenuto per riconsegna della merce e il secondo – una volta divenuta inattuabile l0obbligazione restitutoria per essere stata la merce alienata – per il pagamento del suo controvalore) emessi dopo il decreto di apertura del concordato. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2152 del 31 gennaio 2006 (Cass. civ. n. 25470/2006)

In caso di fallimento del venditore, ogni volta che la cosa venduta sia passata in proprietà dell’acquirente prima della dichiarazione di fallimento, pur permanendo fisicamente nella detenzione del fallito, e, successivamente, degli organi fallimentari, la perdita di essa comporta l’obbligo per questi di pagare in prededuzione il valore della cosa, ai sensi dell’art. 79 comma secondo L. fall. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 13136 del 30 dicembre 1997 (Cass. civ. n. 13136/1997)

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