(R.D. 16 marzo 1942 n. 267)

Revoca del curatore

Articolo 37 - Legge fallimentare

I. Il tribunale può in ogni tempo, su proposta del giudice delegato o su richiesta del comitato dei creditori o d’ufficio, revocare il curatore.
II. Il tribunale provvede con decreto motivato, sentiti il curatore e il comitato dei creditori. (1)
III. Contro il decreto di revoca o di rigetto dell’istanza di revoca, è ammesso reclamo alla corte di appello ai sensi dell’articolo 26; il reclamo non sospende l’efficacia del decreto. (2)

Articolo 37 - Legge fallimentare

I. Il tribunale può in ogni tempo, su proposta del giudice delegato o su richiesta del comitato dei creditori o d’ufficio, revocare il curatore.
II. Il tribunale provvede con decreto motivato, sentiti il curatore e il comitato dei creditori. (1)
III. Contro il decreto di revoca o di rigetto dell’istanza di revoca, è ammesso reclamo alla corte di appello ai sensi dell’articolo 26; il reclamo non sospende l’efficacia del decreto. (2)

Note

(1) Comma sostituito dall’art. 34 del D.Lgs. 9 gennaio 2006 n. 5. La modifica è entrata in vigore il 16 luglio 2006. (2) Comma aggiunto dall’art. 34 del D.Lgs. 9 gennaio 2006 n. 5. La modifica è entrata in vigore il 16 luglio 2006.

Massime

In tema di liquidazione coatta amministrativa, il provvedimento ministeriale di revoca del commissario liquidatore, emesso nel procedimento di liquidazione coatta amministrativa, ha carattere amministrativo ed a fronte di esso la posizione del commissario liquidatore non ha natura di diritto soggettivo, bensì di interesse legittimo; ne consegue che, nonostante il richiamo portato dall’art. 199 della legge fall. all’art. 37 della stessa legge (che, nella formulazione introdotta dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, ammette il reclamo alla Corte d’appello avverso il decreto di revoca o di rigetto dell’istanza di revoca del curatore), la controversia relativa al menzionato provvedimento ministeriale è attratta nella giurisdizione del giudice amministrativo. Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 22378 del 27 ottobre 2011 (Cass. Civ. 22378/2011)

Avverso il provvedimento del tribunale fallimentare che pronunci in tema di revoca del curatore non è ammesso il ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., atteso che il conferimento dell’ufficio non consolida un diritto soggettivo del curatore al mantenimento della sua funzione, né è idoneo ad interferire nella sfera soggettiva del fallito ovvero di alcuno dei singoli creditori, trattandosi di ufficio d’interesse pubblico da cui può essere disposta la rimozione in ogni tempo, laddove il tribunale ritenga che la permanenza del professionista chiamato a ricoprirlo possa pregiudicare gli interessi della procedura, con il corollario della palese natura meramente ordinatoria del provvedimento che pronuncia, sia positivamente che negativamente, sulla revoca. (Nella fattispecie la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da uno dei due falliti e dagli eredi dell’altro avverso il rigetto della richiesta di revoca del curatore da essi rivolta al tribunale fallimentare e da quest’ultimo presa in considerazione quale segnalazione in vista dell’esercizio dei suoi poteri officiosi ai sensi dell’art. 37 legge fall.). Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 7876 del 5 aprile 2006 (Cass. Civ. 7876/2006)

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