(R.D. 16 marzo 1942 n. 267)

Reclamo contro gli atti del curatore e del comitato dei creditori

Articolo 36 - Legge fallimentare

(1) I. Contro gli atti di amministrazione del curatore, contro le autorizzazioni o i dinieghi del comitato dei creditori e i relativi comportamenti omissivi, il fallito e ogni altro interessato possono proporre reclamo al giudice delegato per violazione di legge, entro otto giorni dalla conoscenza dell’atto o, in caso di omissione, dalla scadenza del termine indicato nella diffida a provvedere. Il giudice delegato, sentite le parti, decide con decreto motivato, omessa ogni formalità non indispensabile al contraddittorio.
II. Contro il decreto del giudice delegato è ammesso ricorso al tribunale entro otto giorni dalla data della comunicazione del decreto medesimo. Il tribunale decide entro trenta giorni, sentito il curatore e il reclamante, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, con decreto motivato non soggetto a gravame.
III. Se è accolto il reclamo concernente un comportamento omissivo del curatore, questi è tenuto a dare esecuzione al provvedimento della autorità giudiziaria. Se è accolto il reclamo concernente un comportamento omissivo del comitato dei creditori, il giudice delegato provvede in sostituzione di quest’ultimo con l’accoglimento del reclamo.

Articolo 36 - Legge fallimentare

(1) I. Contro gli atti di amministrazione del curatore, contro le autorizzazioni o i dinieghi del comitato dei creditori e i relativi comportamenti omissivi, il fallito e ogni altro interessato possono proporre reclamo al giudice delegato per violazione di legge, entro otto giorni dalla conoscenza dell’atto o, in caso di omissione, dalla scadenza del termine indicato nella diffida a provvedere. Il giudice delegato, sentite le parti, decide con decreto motivato, omessa ogni formalità non indispensabile al contraddittorio.
II. Contro il decreto del giudice delegato è ammesso ricorso al tribunale entro otto giorni dalla data della comunicazione del decreto medesimo. Il tribunale decide entro trenta giorni, sentito il curatore e il reclamante, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, con decreto motivato non soggetto a gravame.
III. Se è accolto il reclamo concernente un comportamento omissivo del curatore, questi è tenuto a dare esecuzione al provvedimento della autorità giudiziaria. Se è accolto il reclamo concernente un comportamento omissivo del comitato dei creditori, il giudice delegato provvede in sostituzione di quest’ultimo con l’accoglimento del reclamo.

Note

(1) Articolo sostituito dall’art. 32 del D.Lgs. 9 gennaio 2006 n. 5. La modifica è entrata in vigore il 16 luglio 2006.

Massime

Il decreto con il quale il tribunale fallimentare provvede, ai sensi dell’art. 36 l.fall., sul reclamo avverso il decreto del giudice delegato adito contro gli atti di amministrazione del curatore non ha natura decisoria, in quanto non risolve una controversia su diritti soggettivi, ma rientra tra i provvedimenti di controllo circa l’utilizzo dei poteri di amministrazione del patrimonio del fallito da parte del curatore. Ne consegue che esso non è impugnabile con il ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost. Cassazione civile, Sez. VI-I, sentenza n. 11217 del 9 maggio 2018 (Cass. civ. n. 11217/2018)

L’art. 110, comma 3, l.fall., prevedendo che, nei confronti del progetto di riparto dell’attivo fallimentare, i creditori possono proporre reclamo al giudice delegato ai sensi dell’art. 36 l.fall., rinvia integralmente alla disciplina processuale ivi contenuta, compreso il termine di otto giorni per ricorrere al tribunale nei confronti del decreto pronunciato dal giudice delegato. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 11217 del 13 settembre 2016 (Cass. civ. n. 17948/2016)

Il provvedimento che il tribunale emette, ai sensi dell’art. 36 L. fall., su reclamo avverso il decreto del giudice delegato adito contro gli atti di amministrazione del curatore, con riguardo all’esercizio della facoltà di scelta prevista dall’art. 72 L. fall., non essendo diretto a dirimere una controversia su un diritto soggettivo, ma sostanziandosi nell’esercizio di un potere di direzione e vigilanza all’interno di una procedura propriamente amministrativa, non è ricorribile per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 5425 del 4 giugno 1994 (Cass. civ. n. 5425/1994)

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