Art. 240 – Legge fallimentare

(R.D. 16 marzo 1942 n. 267 - Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa)

Costituzione di parte civile

Articolo 240 - legge fallimentare

(1) I. Il curatore, il commissario giudiziale, il commissario liquidatore e il commissario speciale di cui all’art. 37 del decreto di recepimento della direttiva 2014/59/UE possono costituirsi parte civile nel procedimento penale per i reati preveduti nel presente titolo, anche contro il fallito.
II. I creditori possono costituirsi parte civile nel procedimento penale per bancarotta fraudolenta quando manca la costituzione del curatore, del commissario giudiziale, del commissario liquidatore o del commissario speciale di cui all’art. 37 del decreto di recepimento della direttiva 2014/59/UE o quando intendono far valere un titolo di azione propria personale.

Articolo 240 - Legge fallimentare

(1) I. Il curatore, il commissario giudiziale, il commissario liquidatore e il commissario speciale di cui all’art. 37 del decreto di recepimento della direttiva 2014/59/UE possono costituirsi parte civile nel procedimento penale per i reati preveduti nel presente titolo, anche contro il fallito.
II. I creditori possono costituirsi parte civile nel procedimento penale per bancarotta fraudolenta quando manca la costituzione del curatore, del commissario giudiziale, del commissario liquidatore o del commissario speciale di cui all’art. 37 del decreto di recepimento della direttiva 2014/59/UE o quando intendono far valere un titolo di azione propria personale.

Note

(1) Articolo sostituito dall’art. 100 del D.Lgs. 16 novembre 2015 n. 180, entrato in vigore il 16 novembre 2015, giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Massime

In tema di reati fallimentari, ai sensi dell’art. 240, comma secondo, L. fall., il singolo creditore è legittimato in proprio a costituirsi parte civile nel procedimento penale per il delitto di bancarotta fraudolenta nella sua qualità di persona danneggiata dal reato, quando fa valere una richiesta di risarcimento a titolo personale. (Nella fattispecie la S.C. ha riconosciuto detta autonoma legittimazione in capo ad una società creditrice insinuatasi al passivo fallimentare che, a causa delle condotte distrattive commesse dagli imputati, era a sua volta fallita per il mancato recupero della ingente somma di denaro che aveva concesso in finanziamento alla società amministrata dagli stessi). Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 6904 del 14 febbraio 2017 (Cass. pen. n. 6904/2017)

In tema di bancarotta fraudolenta, parte offesa è la generalità dei creditori rappresentata dal curatore; ne deriva che il singolo creditore può costituirsi parte civile solo nella sua qualità di persona danneggiata dal reato, nelle ipotesi individuate dall’art. 240 l. fall. (Fattispecie in cui il creditore, insinuato al passivo, lamentava di non aver ricevuto l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare). Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 23647 del 7 giugno 2016 (Cass. pen. n. 23647/2016)

In tema di reati fallimentari, qualora il curatore, successivamente all’inizio del processo penale per bancarotta, abbia optato per l’esercizio in sede civile dell’azione di responsabilità nei confronti del fallito, la precedente costituzione di parte civile del singolo creditore in sede penale conserva efficacia solo per i crediti di natura personale, mentre deve intendersi automaticamente caducata per i crediti della massa già azionati dallo stesso curatore. Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 19216 del 9 maggio 2014 (Cass. pen. n. 19216/2014)

In tema di bancarotta fraudolenta, il divieto di costituzione di parte civile dei creditori uti singuli — salvo che questi intendano far valere un titolo di azione propria personale — sancito dall’art. 240 L. fall., si estende indifferentemente ai procedimenti relativi ai delitti di cui all’art. 216 quanto a quelli relativi alla violazione delle diverse ipotesi incriminatrici contenute nell’art. 223 L. fall. Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 43101 del 22 novembre 2007 (Cass. pen. n. 43101/2007)

Ai sensi dell’art. 240, secondo comma, L. fall., i creditori sono legittimati uti singuli ad esercitare l’azione civile nel procedimento penale per il delitto di bancarotta fraudolenta quando intendano far valere un titolo di azione propria, personale, come nel caso di danni non patrimoniali patiti dalla consumazione del reato. Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 42608 del 24 novembre 2005 (Cass. pen. n. 42608/2005)

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