Art. 224 – Legge fallimentare

(R.D. 16 marzo 1942 n. 267 - Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa)

Fatti di bancarotta semplice

Articolo 224 - legge fallimentare

I. Si applicano le pene stabilite nell’art. 217 agli amministratori, ai direttori generali, ai sindaci e ai liquidatori di società dichiarate fallite, i quali:
1) hanno commesso alcuno dei fatti preveduti nel suddetto articolo;
2) hanno concorso a cagionare od aggravare il dissesto della società con inosservanza degli obblighi ad essi imposti dalla legge.

Articolo 224 - Legge fallimentare

I. Si applicano le pene stabilite nell’art. 217 agli amministratori, ai direttori generali, ai sindaci e ai liquidatori di società dichiarate fallite, i quali:
1) hanno commesso alcuno dei fatti preveduti nel suddetto articolo;
2) hanno concorso a cagionare od aggravare il dissesto della società con inosservanza degli obblighi ad essi imposti dalla legge.

Massime

In tema di bancarotta, la convocazione dell’assemblea dei soci ex art. 2447 cod. civ. in presenza di una riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale rientra tra gli “obblighi imposti dalla legge” la cui inosservanza può dar luogo a responsabilità penale dell’amministratore ai sensi dell’art. 224, primo comma, numero 2, della legge fallimentare laddove costituisca causa o concausa del dissesto ovvero del suo aggravamento. Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 8863 del 27 febbraio 2015 (Cass. pen. n. 8863/2015)

In tema di bancarotta, rientra tra gli «obblighi imposti dalla legge», la cui inosservanza, se causa o concausa di dissesto societario ovvero di aggravamento dello stesso dissesto, può dar luogo a responsabilità penale degli amministratori, ai sensi dell’art. 224, n. 2 della legge fallimentare (R.D. 16 marzo 1942, n. 267), anche la convocazione dell’assemblea dei soci, richiesta dall’art. 2447 c.c., in presenza di una riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale. Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 154 del 5 gennaio 2006 (Cass. pen. n. 154/2006)

Ai fini della configurabilità del reato previsto dall’art. 224, n. 2, della legge fallimentare (R.D. 16 marzo 1942, n. 267), rientra tra gli “obblighi imposti dalla legge” la cui inosservanza, se causa o concausa di dissesto societario ovvero di aggravamento dello stesso dissesto, può dar luogo a responsabilità penale degli amministratori, anche l’esecuzione di delibere assembleari che non siano semplicemente “gestionali”, ma che attengano alla vita dell’ente sociale, come quelle che decidono lo scioglimento anticipato o la trasformazione della società (art. 2365 c.c.), oppure la presentazione della proposta di concordato fallimentare o della domanda di concordato preventivo (artt. 152, comma 2, e 161, comma 4, legge fallimentare). (Nel caso di specie, riguardante l’inosservanza di una delibera assembleare relativa alla domanda di ammissione al concordato preventivo da parte dell’amministratore unico di una società a responsabilità limitata, la S.C. ha annullato la sentenza impugnata con rinvio affinché fosse accertato il nesso causale tra l’anzidetta inadempienza e l’aggravamento del dissesto societario). Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 40581 del 3 dicembre 2002 (Cass. pen. n. 40581/2002)

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