Art. 178 – Legge fallimentare

(R.D. 16 marzo 1942 n. 267 - Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa)

Adesioni alla proposta di concordato

Articolo 178 - legge fallimentare

I. Nel processo verbale dell’adunanza dei creditori sono inseriti i voti favorevoli e contrari dei creditori con l’indicazione nominativa dei votanti e dell’ammontare dei rispettivi crediti. È altresì inserita l’indicazione nominativa dei creditori che non hanno esercitato il voto e dell’ammontare dei loro crediti (1).
II. Il processo verbale è sottoscritto dal giudice delegato, dal commissario e dal cancelliere.
III. Se nel giorno stabilito non è possibile compiere tutte le operazioni, la loro continuazione viene rimessa dal giudice ad un’udienza prossima, non oltre otto giorni, dandone comunicazione (2) agli assenti.
IV. I creditori che non hanno esercitato il voto possono far pervenire lo stesso per telegramma o per lettera o per telefax o per posta elettronica nei venti giorni successivi alla chiusura del verbale. Le manifestazioni di voto sono annotate dal cancelliere in calce al verbale. (3)

Articolo 178 - Legge fallimentare

I. Nel processo verbale dell’adunanza dei creditori sono inseriti i voti favorevoli e contrari dei creditori con l’indicazione nominativa dei votanti e dell’ammontare dei rispettivi crediti. È altresì inserita l’indicazione nominativa dei creditori che non hanno esercitato il voto e dell’ammontare dei loro crediti (1).
II. Il processo verbale è sottoscritto dal giudice delegato, dal commissario e dal cancelliere.
III. Se nel giorno stabilito non è possibile compiere tutte le operazioni, la loro continuazione viene rimessa dal giudice ad un’udienza prossima, non oltre otto giorni, dandone comunicazione (2) agli assenti.
IV. I creditori che non hanno esercitato il voto possono far pervenire lo stesso per telegramma o per lettera o per telefax o per posta elettronica nei venti giorni successivi alla chiusura del verbale. Le manifestazioni di voto sono annotate dal cancelliere in calce al verbale. (3)

Note

(1) Periodo aggiunto dalla L. 7 agosto 2012, n. 134, che ha convertito, con modificazioni, il D.L. 22 giugno 2012, n. 83. La modifica di applica dal giorno 11 settembre 2012.
(2) La L. 7 agosto 2012, n. 134, che ha convertito, con modificazioni, il D.L. 22 giugno 2012, n. 83, ha sostituito le parole «senza bisogno di avviso» con le parole «dandone comunicazione». La modifica di applica dal 11 settembre 2012.
(3) Comma sostituito dall’art. 4, comma 1, del D.L. 27 giugno 2015, n. 83 in sede di conversione dalla L. 6 agosto 2015 n. 132. La modifica si applica ai procedimenti di concordato preventivo introdotti successivamente alla data del 21 agosto 2015 di entrata in vigore della citata legge di conversione.

Massime

In tema di concordato preventivo, nel regime vigente a seguito della modifica della novella apportata con d.l. n. 83 del 2015, conv. con l. n. 132 del 2015, in vigore dal 21 agosto 2015, la revoca del voto espresso dal creditore soggiace agli stringenti limiti di cui all’art. 178, comma 4, l.fall., che permette al solo creditore che non abbia espresso il proprio assenso o diniego in adunanza, di far pervenire un suffragio postumo nei venti giorni dalla chiusura del verbale di quest’ultima, così implicitamente escludendo la possibilità di modificare il voto già espresso in detta sede, e all’art. 179, comma 2 l.fall., che tale possibilità di modifica circoscrive al caso di mutamento delle condizioni di fattibilità del piano. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 20892 del 5 agosto 2019 (Cass. civ. n. 20892/2019)

L’unica condizione richiesta dalla legge fallimentare ai fini dell’approvazione del concordato preventivo da parte dei creditori è costituita dal raggiungimento delle maggioranze entro il termine perentorio di venti giorni dalla chiusura del verbale dell’adunanza, di cui all’art. 178, quarto comma, legge fall., il cui accertamento è rimesso al prudente apprezzamento del giudice del merito, che, nel computo dei voti, deve tenere conto anche delle dichiarazioni trasmesse dai creditori al commissario giudiziale, sia perché la menzionata norma – diversamente dall’art. 125, secondo comma, legge fall. in materia di concordato fallimentare – non fornisce alcuna indicazione sul luogo in cui tali dichiarazioni debbono pervenire, non essendo decisiva nel senso del deposito in cancelleria la previsione della loro annotazione in calce al verbale da parte del cancelliere, sia alla stregua dei criteri ispiratori della disciplina del concordato preventivo, che sono informati all’esigenza di mantenere in attività la struttura produttiva in precarie condizioni economiche e di evitare il fallimento. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2326 del 3 febbraio 2014 (Cass. civ. n. 2326/2014)

Nella procedura di concordato preventivo, ai creditori che non abbiano partecipato all’adunanza prevista dagli artt. 174 ss. l. fall. (sede preposta naturaliter alla risoluzione delle eventuali contestazioni) è consentita, ex art. 178 quarto comma stessa legge, l’adesione successiva, ma soltanto in relazione al credito risultante dalla delibazione sommaria effettuata dal giudice delegato ai fini dell’ammissione provvisoria. Ne consegue che il creditore ammesso come chirografario per l’intero suo credito ha piena legittimazione, anche se si ritenga invece creditore in tutto o in parte privilegiato, ad esprimere la sua adesione, che andrà comunque considerata relativa all’intero ammontare del credito riconosciutogli e provvisoriamente ammesso, senza che spieghi influenza né l’eventuale dichiarazione di limitare il proprio voto alla sola parte di credito da lui ritenuto chirografario, né l’eventuale rinuncia parziale alla prelazione, ove egli ritenga il proprio credito tout court privilegiato. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 13282 del 5 ottobre 2000 (Cass. civ. n. 13282/2000)

Nella procedura di concordato preventivo, ai creditori che non hanno partecipato all’adunanza prevista dagli artt. 174 ss. l. fall. per la deliberazione sulla proposta di concordato è consentita l’adesione successiva (art. 178, comma quarto, l. fall.) soltanto qualora nella suddetta adunanza sia stata conseguita la maggioranza numerica dei votanti. (Nella specie, in presenza di contestazioni del proponente rispetto al computo dei voti, il giudice delegato aveva dato atto del mancato raggiungimento della maggioranza — riservandosi di riferirne al collegio — e della possibilità per altri creditori di far pervenire in cancelleria adesioni «delle quali si potrà eventualmente tenere conto»; la S.C., confermando la decisione di merito, ha ritenuto irrilevante tale precisazione, in quanto mera menzione di una possibilità astratta destinata a tradursi in concreto nel solo caso in cui il tribunale avesse deciso sulle contestazioni difformemente dal G.D.). Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 6715 del 23 maggio 2000 (Cass. civ. n. 6715/2000)

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