Inps: la quarantena non è malattia

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
sede inps

L’Istituto Nazionale di Previdenza Sanitaria (INPS) rettifica quanto previsto dal Decreto Cura Italia e chiarisce attraverso la pubblicazione di una nota che la quarantena non costituisce sempre il presupposto dell’indennità di malattia.

Il decreto “Cura Italia” del 17 marzo 2020 aveva riconosciuto indifferentemente a tutti i dipendenti sottoposti a quarantena o isolamento il diritto di tutela della malattia. L’Inps, in vista dell’aumento dei contagi da Covid-19, ha precisato che l’indennità di malattia non scatta automaticamente in caso di isolamento fiduciario.

L’indennità di malattia sarà riconosciuta e corrisposta dall’istituto previdenziale solo quando la quarantena è disposta dall’autorità sanitaria competente. In altre parole, deve essere l’Asl, un medico o l’ospedale ad appurare il contagio e disporre la quarantena obbligatoria. È il caso di malattia conclamata e conferisce “il diritto ad accedere alla corrispondente prestazione previdenziale, compensativa della perdita di guadagno per l’individuo impossibilitato a svolgere il proprio lavoro.” Qualora, invece, per particolari disposizioni restrittive del Comune o della Regione, non è possibile recarsi a lavoro non è prevista la corresponsione dell’indennità.

Discorso analogo vale per i lavoratori fragili ovvero coloro che, a causa di particolari patologie croniche o data l’età avanzata, corrono un elevato rischio di essere contagiati dal virus. Per questa categoria di lavoratori non è prevista l’indennità di malattia in quanto la quarantena o, comunque, l’isolamento precauzionale non compromettono la capacità lavorativa a tal punto da inibire l’attività di lavoro. Tali soggetti devono essere messi in condizioni di lavorare in smart-working.

Anche i destinatari della cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga sono esclusi dal diritto di percepire l’indennità di malattia. In questo caso non è prevista la tutela della malattia anche se la quarantena dovesse essere disposta dall’autorità sanitaria competente in quanto vi è la prevalenza del trattamento di integrazione salariale sull’indennità di malattia.

sede inps

L’Istituto Nazionale di Previdenza Sanitaria (INPS) rettifica quanto previsto dal Decreto Cura Italia e chiarisce attraverso la pubblicazione di una nota che la quarantena non costituisce sempre il presupposto dell’indennità di malattia.

Il decreto “Cura Italia” del 17 marzo 2020 aveva riconosciuto indifferentemente a tutti i dipendenti sottoposti a quarantena o isolamento il diritto di tutela della malattia. L’Inps, in vista dell’aumento dei contagi da Covid-19, ha precisato che l’indennità di malattia non scatta automaticamente in caso di isolamento fiduciario.

L’indennità di malattia sarà riconosciuta e corrisposta dall’istituto previdenziale solo quando la quarantena è disposta dall’autorità sanitaria competente. In altre parole, deve essere l’Asl, un medico o l’ospedale ad appurare il contagio e disporre la quarantena obbligatoria. È il caso di malattia conclamata e conferisce “il diritto ad accedere alla corrispondente prestazione previdenziale, compensativa della perdita di guadagno per l’individuo impossibilitato a svolgere il proprio lavoro.” Qualora, invece, per particolari disposizioni restrittive del Comune o della Regione, non è possibile recarsi a lavoro non è prevista la corresponsione dell’indennità.

Discorso analogo vale per i lavoratori fragili ovvero coloro che, a causa di particolari patologie croniche o data l’età avanzata, corrono un elevato rischio di essere contagiati dal virus. Per questa categoria di lavoratori non è prevista l’indennità di malattia in quanto la quarantena o, comunque, l’isolamento precauzionale non compromettono la capacità lavorativa a tal punto da inibire l’attività di lavoro. Tali soggetti devono essere messi in condizioni di lavorare in smart-working.

Anche i destinatari della cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga sono esclusi dal diritto di percepire l’indennità di malattia. In questo caso non è prevista la tutela della malattia anche se la quarantena dovesse essere disposta dall’autorità sanitaria competente in quanto vi è la prevalenza del trattamento di integrazione salariale sull’indennità di malattia.