Il progetto Cashless e il bonus Cashback

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In questi giorni il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha incontrato a Palazzo Chigi i principali membri del settore dei pagamenti (Poste Italiane, banche e altri esponenti) per mettere a punto il progetto Cashless finalizzato alla riduzione dell’uso del contante.
Tutti i partecipanti si sono dichiarati pronti a collaborare.

Da sempre una priorità del governo Conte, il piano cashless ha subito un rallentamento a causa dell’emergenza coronavirus.
Tuttavia l’obiettivo relativo alla digitalizzazione dei pagamenti ha iniziato a prendere forma già qualche mese fa.

Dal primo luglio, infatti, sono previsti crediti di imposta pari al 30% delle commissioni addebitate ai commercianti e professionisti per le operazioni effettuate con carta di credito, carta di debito e bancomat. Conte ha anche stabilito che dal 2021 la soglia dei i pagamenti contactless (senza l’inserimento del pin) passerà da 25 euro a 50 euro al fine di stimolare i pagamenti digitali.

Dal prossimo primo dicembre il progetto cashless si presume ancora più ampio: il piano, infatti, è quello di introdurre il cashback ovvero una sorta premio o rimborso (forse monetario) a favore di coloro che effettuano pagamenti elettronici. In particolare, si è ipotizzato un cashback pari al 10% sui pagamenti di importo complessivo pari a 3.000 euro. Per accedere al rimborso potrebbero essere previste un numero minimo di operazioni al fine di incentivare anche i pagamenti di importo irrisorio.

Tra i vantaggi e gli obiettivi alla base del piano cashless supportato dall’idea del cashback il più importante è sicuramente quello di contrastare l’ostinato fenomeno dell’evasione fiscale a favore di un sistema trasparente basato su pagamenti veloci e tracciabili.

Inizialmente il “sistema premiale” prevedeva il cashback solo per determinate spese: barbieri, parrucchieri, estetiste, ristorante e, per farla breve, tutti quei settori che evadono facilmente. Tuttavia, in seguito alla pandemia da Covid-19, si è deciso di estendere il meccanismo alle spese di ogni genere al fine di rialzare l’economia carratterizzata dal “nero” e ridurre l’uso del contante, anch’esso mezzo di trasmissione del virus.

Ovviamente non rientrano nel computo delle spese soggette a cashback gli acquisti effettuati online considerato che il pagamento elettronico è l’unico metodo di pagamento ammesso.

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In questi giorni il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha incontrato a Palazzo Chigi i principali membri del settore dei pagamenti (Poste Italiane, banche e altri esponenti) per mettere a punto il progetto Cashless finalizzato alla riduzione dell’uso del contante.
Tutti i partecipanti si sono dichiarati pronti a collaborare.

Da sempre una priorità del governo Conte, il piano cashless ha subito un rallentamento a causa dell’emergenza coronavirus.
Tuttavia l’obiettivo relativo alla digitalizzazione dei pagamenti ha iniziato a prendere forma già qualche mese fa.

Dal primo luglio, infatti, sono previsti crediti di imposta pari al 30% delle commissioni addebitate ai commercianti e professionisti per le operazioni effettuate con carta di credito, carta di debito e bancomat. Conte ha anche stabilito che dal 2021 la soglia dei i pagamenti contactless (senza l’inserimento del pin) passerà da 25 euro a 50 euro al fine di stimolare i pagamenti digitali.

Dal prossimo primo dicembre il progetto cashless si presume ancora più ampio: il piano, infatti, è quello di introdurre il cashback ovvero una sorta premio o rimborso (forse monetario) a favore di coloro che effettuano pagamenti elettronici. In particolare, si è ipotizzato un cashback pari al 10% sui pagamenti di importo complessivo pari a 3.000 euro. Per accedere al rimborso potrebbero essere previste un numero minimo di operazioni al fine di incentivare anche i pagamenti di importo irrisorio.

Tra i vantaggi e gli obiettivi alla base del piano cashless supportato dall’idea del cashback il più importante è sicuramente quello di contrastare l’ostinato fenomeno dell’evasione fiscale a favore di un sistema trasparente basato su pagamenti veloci e tracciabili.

Inizialmente il “sistema premiale” prevedeva il cashback solo per determinate spese: barbieri, parrucchieri, estetiste, ristorante e, per farla breve, tutti quei settori che evadono facilmente. Tuttavia, in seguito alla pandemia da Covid-19, si è deciso di estendere il meccanismo alle spese di ogni genere al fine di rialzare l’economia carratterizzata dal “nero” e ridurre l’uso del contante, anch’esso mezzo di trasmissione del virus.

Ovviamente non rientrano nel computo delle spese soggette a cashback gli acquisti effettuati online considerato che il pagamento elettronico è l’unico metodo di pagamento ammesso.