Fiscalità di vantaggio a favore delle imprese del Sud

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Dal 1° ottobre le aziende che operano nelle regioni del Sud verseranno meno contributi per i dipendenti assunti e per le assunzioni future.

È in vigore la cosiddetta “Fiscalità di vantaggio”: una misura contenuta nel decreto Agosto che mira a fornire vantaggi fiscali in merito allo svolgimento delle attività economiche. L’agevolazione consiste in uno sgravio dei contributi previdenziali dovuti dagli imprenditori delle regioni del Mezzogiorno pari al 30%.

Le imprese beneficeranno di una riduzione del costo del lavoro senza che venga intaccata la retribuzione dei dipendenti. Il progetto sarà finanziato inizialmente dal Temporary Framework introdotto dalla commissione europea in tema di aiuti agli Stati colpiti dalla pandemia.

Il Governo si è dichiarato propenso ad estendere la misura fino al 2029: le agevolazioni previste dalla norma in vigore dal 1 ottobre al 31 dicembre 2020 potrebbero essere protratte, seppur in maniera decrescente, anche negli anni successivi. Previa autorizzazione Europea, sarà attuato uno sgravio del 30% fino al 2025, del 20% fino al 2027 e del 10% fino al 2029. Solo la continuità delle agevolazioni, infatti, sarebbe in grado generare effetti positivi, la cui realizzazione sarebbe difficile se non impossibile nel breve periodo. A tal riguardo il decreto di agosto ha previsto uno stanziamento di un miliardo di euro per il 2020 e circa quattro miliardi per gli anni successivi.

La misura sarà attuata al fine di rilanciare il mercato del lavoro nel Sud e accrescere la competitività delle sue imprese. Inoltre, indirettamente, contrasterà il lavoro nero e favorirà il fenomeno del back-reshoring, una sorta di richiamo delle aziende delocalizzate nella parte meridionale della nazione.

Il Presidente Conte, nell’intervista rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno, considerato che l’avvio di un’attività economica al Sud risulta più difficile a causa del deficit produttivo e delle insufficienti infrastrutture, spiega che tali agevolazioni assieme alle risorse ottenute dall’Europa saranno fondamentali per la realizzazione del Piano Sud 2030, una serie di interventi previsti a favore del rilancio dell’economia meridionale finalizzati a ridurre il divario esistente tra Nord e Sud.

Gli interventi, in linea con il principio di sussidiarietà previsto dall’art. 118 della nostra Costituzione, puntano a spingere il Sud verso l’autonomia produttiva ed economica che merita a favore di un rilancio che è locale solo all’apparenza: la maggiore competitività economica del Mezzogiorno porterebbe vantaggi sulla nazione intera.

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Dal 1° ottobre le aziende che operano nelle regioni del Sud verseranno meno contributi per i dipendenti assunti e per le assunzioni future.

È in vigore la cosiddetta “Fiscalità di vantaggio”: una misura contenuta nel decreto Agosto che mira a fornire vantaggi fiscali in merito allo svolgimento delle attività economiche. L’agevolazione consiste in uno sgravio dei contributi previdenziali dovuti dagli imprenditori delle regioni del Mezzogiorno pari al 30%.

Le imprese beneficeranno di una riduzione del costo del lavoro senza che venga intaccata la retribuzione dei dipendenti. Il progetto sarà finanziato inizialmente dal Temporary Framework introdotto dalla commissione europea in tema di aiuti agli Stati colpiti dalla pandemia.

Il Governo si è dichiarato propenso ad estendere la misura fino al 2029: le agevolazioni previste dalla norma in vigore dal 1 ottobre al 31 dicembre 2020 potrebbero essere protratte, seppur in maniera decrescente, anche negli anni successivi. Previa autorizzazione Europea, sarà attuato uno sgravio del 30% fino al 2025, del 20% fino al 2027 e del 10% fino al 2029. Solo la continuità delle agevolazioni, infatti, sarebbe in grado generare effetti positivi, la cui realizzazione sarebbe difficile se non impossibile nel breve periodo. A tal riguardo il decreto di agosto ha previsto uno stanziamento di un miliardo di euro per il 2020 e circa quattro miliardi per gli anni successivi.

La misura sarà attuata al fine di rilanciare il mercato del lavoro nel Sud e accrescere la competitività delle sue imprese. Inoltre, indirettamente, contrasterà il lavoro nero e favorirà il fenomeno del back-reshoring, una sorta di richiamo delle aziende delocalizzate nella parte meridionale della nazione.

Il Presidente Conte, nell’intervista rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno, considerato che l’avvio di un’attività economica al Sud risulta più difficile a causa del deficit produttivo e delle insufficienti infrastrutture, spiega che tali agevolazioni assieme alle risorse ottenute dall’Europa saranno fondamentali per la realizzazione del Piano Sud 2030, una serie di interventi previsti a favore del rilancio dell’economia meridionale finalizzati a ridurre il divario esistente tra Nord e Sud.

Gli interventi, in linea con il principio di sussidiarietà previsto dall’art. 118 della nostra Costituzione, puntano a spingere il Sud verso l’autonomia produttiva ed economica che merita a favore di un rilancio che è locale solo all’apparenza: la maggiore competitività economica del Mezzogiorno porterebbe vantaggi sulla nazione intera.

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