Cosa sappiamo della riforma fiscale 2021

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riforma fiscale 2021

Il piano Next Generation approvato dalla commissione europea ha previsto l’erogazione del Recovery Fund ovvero la concessione di fondi a favore degli Stati membri al fine di mitigare l’impatto economico negativo del covid-19. Il progetto, come si evince dal suo significato letterale, pone le basi per la realizzazione di un’Europa di nuova generazione.

L’italia è il Paese che usufruisce in misura maggiore degli stanziamenti di Next Generation EU. Al nostro Paese è stato riconosciuto il 28% del totale dei finanziamenti ovvero un sussidio complessivo pari a 209 miliardi di euro: 82 a fondo perduto e 127 a titolo di prestito.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha presentato le linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) finanziato con le risorse del Recovery Fund e finalizzato alla ripresa economica del nostro Paese. In seguito all’abbattimento economico dovuto alla pandemia da coronavirus si rende necessaria una riforma fiscale mirata, da un lato, all’attuazione di un piano di rilancio e, dall’altro, alla semplificazione del carico fiscale per tutti i cittadini e all’abbattimento dell’evasione fiscale.

Il nostro sistema fiscale è caratterizzato da diverse norme, imposizioni e bonus che lo rendono abbastanza complesso. Le proroghe attuate nel periodo del lockdown hanno reso il meccanismo ancora più laborioso inducendo il Governo all’adozione di una riforma fiscale adeguata.

La riforma fiscale si propone come primi obiettivi il taglio dell’irpef, l’aumento di salari e stipendi dei lavoratori e la modifica del sistema di imposizione.

Obiettivo principale è la riduzione del cuneo fiscale che consiste nel minimizzare la somma di tutte le imposte e contributi previdenziali, che caratterizzano il costo del lavoro, a carico del lavoratore e del datore di lavoro.

Per quel che riguarda l’irpef si ritiene che l’aliquota del 38% che tassa i ceti medi sia abbastanza penalizzante. L’ipotesi è quindi quella di ridurre il numero delle aliquote da 5 a 4 accorpando le due aliquote centrali del 27% e 38% (relative ai redditi compresi tra 15.000€ e 55.000€) a favore dell’introduzione di un’aliquota del 33% o 36%. In alternativa si sta considerando l’accorpamento delle aliquote del 38% e 41% (relative ai redditi compresi tra 55.000€ e 75.000€) a favore di un’aliquota del 36%.
La riduzione delle aliquote comporterebbe una diminuzione delle imposte sul reddito che porterebbe ad un aumento di stipendi e pensioni. Ne deriva un aumento della capacità contributiva: la gente avrà a disposizione più denaro da spendere e lo Stato incasserà, di conseguenza, più iva.

La semplificazione del carico fiscale potrebbe riguardare anche un taglio delle tax expenditures. Queste sono infatti in totale 533 e valgono 62,5 miliardi di euro. Si tratta di una revisione delle deduzioni, detrazioni ed esenzioni che porterebbe un risparmio stimato di circa 10 miliardi di euro nelle casse dello Stato e che potrebbe agevolare in termini di costi l’attuazione della riforma fiscale.

Particolare importanza è riservata anche al “Family Act” con il quale si pone l’obiettivo di incentivare sussidi economici per le famiglie. Prerogativa di questa operazione è il riconoscimento di benefici economici che rispettano i criteri di progressività tenuto conto anche del numero di figli a carico. Una misura che mira a favorire l’occupazione femminile e le attività educative dei figli attraverso il riconoscimento di agevolazioni fiscali vincolate allo scopo.
A tal riguardo il Family Act prevede l’introduzione di un assegno unico per i figli che rimpiazzerà probabilmente l’assegno unico familiare, l’assegno di natalità, premio di nascita e fondo di sostegno alla natalità a fronte di un sistema di agevolazioni in materia decisamente più semplificato che assorbirà anche le detrazioni per i figli a carico.

Un altro punto chiave della riforma riguarda il taglio dei sussidi ambientali dannosi: aiuti economici riconosciuti alle imprese che svolgono attività dannose per l’ambiente. Lo scopo è quello di favorire attività e modelli produttivi sostenibili dal punto di vista ambientale.

Sarà attuato anche un processo di innovazione delle pubbliche amministrazioni da cui principalmente dipende l’efficacia delle misure che il piano di rilancio prevede. Per questo saranno incrementate le posizioni che riguardano il settore ricerca e sviluppo in termini di competenza ed efficienza amministrativa.

La riforma fiscale funge da presupposto per la realizzazione degli interventi finanziati dai fondi del Recovery Fund. È chiaro che la riduzione di detrazioni o benefici a favore dei cittadini è compensata dal minor carico fiscale e dall’introduzione di agevolazioni del tutto nuove che sintetizzano le precedenti.

Nella seguente tabella riportiamo gli obiettivi così come descritti dal PNRR e raggruppati in base ai clusters di appartenenza.

INTERVENTIOBIETTIVI
Digitalizzazione e innovazione• Digitalizzazione della PA, sviluppo delle infrastrutture e servizi digitali del Paese (datacenter e cloud);
• Identità digitale unica per cittadini e imprese;
• Completamento rete nazionale di telecomunicazione in fibra ottica;
• Interventi per lo sviluppo delle reti 5G;
• Innovazione tecnologica e digitalizzazione delle filiere strategiche (settore agroalimentare, industriale e turistico);
• Potenziamento della digitalizzazione del patrimonio culturale;
• Interventi per una digitalizzazione inclusiva contro il digital divide.
Rivoluzione verde e transazione ecologica• Investimenti finalizzati a conseguire obiettivi European Green Deal (inclusa la strategia «From farm to fork»);
• Infrastrutture per la graduale de-carbonizzazione dei trasporti e mobilità di nuova generazione;
• Adozione di piani urbani per il miglioramento della qualità dell’aria;
• Miglioramento efficienza energetica e antisismica edifici pubblici e degli stabilimenti produttivi;
• Gestione integrata del ciclo delle acque (anche ai fini irrigui) e monitoraggio della qualità delle acque interne e marine ai fini degli interventi di contrasto all’inquinamento;
• Protezione ambiente e mitigazione rischi idrogeologici e sismici;
• Riconversione produzione e trasporto energia in chiave sostenibile;
• Investimenti per economia circolare (rifiuti, fonti rinnovabili);
• Sostegno alla transizione ecologica per l’agricoltura, l’industria e la siderurgia (Taranto);
• Valorizzazione sostenibile del patrimonio culturale.
Competitività del sistema produttivo• Transizione X.0;
• Investimenti in R&S, tecnologie emergenti e trasferimento tecnologico;
• Politiche per l’attrazione di IDE e a favore del reshoring;
• Rafforzamento del Patto per l’export e sostegno all’internazionalizzazione delle filiere strategiche (settore agroalimentare, industriale e turistico);
• Potenziamento degli strumenti finanziari per la maggior competitività delle imprese sui mercati internazionali;
• Potenziamento dell’ecosistema digitale per la promozione dell’industria culturale e del turismo.
Infrastrutture per la mobilità• Rete ferroviaria: completamento dei corridoi TEN-T;
• Alta velocità di rete per passeggeri e merci;
• Sviluppo della rete stradale e autostradale, ponti e viadotti;
• Smart districts e intermodalità logistica integrata;
• Mobilità pubblica e privata a impatto ambientale sostenibile.
Istruzione formazione e ricerca• Digitalizzazione dei processi e degli strumenti di apprendimento;
• Adeguamento competenze a esigenze economia e standard internazionali;
• Miglioramento delle conoscenze digitali, economiche, istituzionali e per la sostenibilità:
• Lifelong learning e formazione lavoratori e cittadini inoccupati:
• Misure di contrasto all’abbandono scolastico:
• Politiche mirate ad aumentare la quota di giovani diplomati o laureati;
• Riqualificazione, formazione e selezione del personale docente. Rafforzamento delle competenze di laureati e dottori di ricerca;
• Riqualificazione o ricostruzione in chiave di efficienza energetica e antisismica;
• Cablaggio con fibra ottica;
• Potenziamento 0-6 asili e infanzia;
• Infrastrutture per e-learning;
• Lab Tech e innovation ecosystems.
Equità ed inclusione sociale e territoriale•Attuazione del Piano per la Famiglia (Family Act) raccordata a riforma IRPEF;
• Politiche attive per il lavoro e l’occupazione giovanile; • Empowerment femminile: formazione, occupabilità, autoimprenditorialità;
• Attuazione del Piano Sud 2030 e della Strategia Nazionale delle Aree Interne;
• Rigenerazione e riqualificazione dei contesti urbani, borghi ed aree interne.
Salute• Rafforzamento della resilienza e tempestività di risposta del sistema ospedaliero;
• Sostegno alla ricerca medica, immunologica e farmaceutica;
• Digitalizzazione dell’assistenza medica e dei servizi di prevenzione;
• Rafforzamento della prossimità delle strutture del SSN;
• Integrazione tra politiche sanitarie e politiche sociali e ambientali;
• Valorizzazione delle politiche per il personale sanitario.
riforma fiscale 2021

Il piano Next Generation approvato dalla commissione europea ha previsto l’erogazione del Recovery Fund ovvero la concessione di fondi a favore degli Stati membri al fine di mitigare l’impatto economico negativo del covid-19. Il progetto, come si evince dal suo significato letterale, pone le basi per la realizzazione di un’Europa di nuova generazione.

L’italia è il Paese che usufruisce in misura maggiore degli stanziamenti di Next Generation EU. Al nostro Paese è stato riconosciuto il 28% del totale dei finanziamenti ovvero un sussidio complessivo pari a 209 miliardi di euro: 82 a fondo perduto e 127 a titolo di prestito.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha presentato le linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) finanziato con le risorse del Recovery Fund e finalizzato alla ripresa economica del nostro Paese. In seguito all’abbattimento economico dovuto alla pandemia da coronavirus si rende necessaria una riforma fiscale mirata, da un lato, all’attuazione di un piano di rilancio e, dall’altro, alla semplificazione del carico fiscale per tutti i cittadini e all’abbattimento dell’evasione fiscale.

Il nostro sistema fiscale è caratterizzato da diverse norme, imposizioni e bonus che lo rendono abbastanza complesso. Le proroghe attuate nel periodo del lockdown hanno reso il meccanismo ancora più laborioso inducendo il Governo all’adozione di una riforma fiscale adeguata.

La riforma fiscale si propone come primi obiettivi il taglio dell’irpef, l’aumento di salari e stipendi dei lavoratori e la modifica del sistema di imposizione.

Obiettivo principale è la riduzione del cuneo fiscale che consiste nel minimizzare la somma di tutte le imposte e contributi previdenziali, che caratterizzano il costo del lavoro, a carico del lavoratore e del datore di lavoro.

Per quel che riguarda l’irpef si ritiene che l’aliquota del 38% che tassa i ceti medi sia abbastanza penalizzante. L’ipotesi è quindi quella di ridurre il numero delle aliquote da 5 a 4 accorpando le due aliquote centrali del 27% e 38% (relative ai redditi compresi tra 15.000€ e 55.000€) a favore dell’introduzione di un’aliquota del 33% o 36%. In alternativa si sta considerando l’accorpamento delle aliquote del 38% e 41% (relative ai redditi compresi tra 55.000€ e 75.000€) a favore di un’aliquota del 36%.
La riduzione delle aliquote comporterebbe una diminuzione delle imposte sul reddito che porterebbe ad un aumento di stipendi e pensioni. Ne deriva un aumento della capacità contributiva: la gente avrà a disposizione più denaro da spendere e lo Stato incasserà, di conseguenza, più iva.

La semplificazione del carico fiscale potrebbe riguardare anche un taglio delle tax expenditures. Queste sono infatti in totale 533 e valgono 62,5 miliardi di euro. Si tratta di una revisione delle deduzioni, detrazioni ed esenzioni che porterebbe un risparmio stimato di circa 10 miliardi di euro nelle casse dello Stato e che potrebbe agevolare in termini di costi l’attuazione della riforma fiscale.

Particolare importanza è riservata anche al “Family Act” con il quale si pone l’obiettivo di incentivare sussidi economici per le famiglie. Prerogativa di questa operazione è il riconoscimento di benefici economici che rispettano i criteri di progressività tenuto conto anche del numero di figli a carico. Una misura che mira a favorire l’occupazione femminile e le attività educative dei figli attraverso il riconoscimento di agevolazioni fiscali vincolate allo scopo.
A tal riguardo il Family Act prevede l’introduzione di un assegno unico per i figli che rimpiazzerà probabilmente l’assegno unico familiare, l’assegno di natalità, premio di nascita e fondo di sostegno alla natalità a fronte di un sistema di agevolazioni in materia decisamente più semplificato che assorbirà anche le detrazioni per i figli a carico.

Un altro punto chiave della riforma riguarda il taglio dei sussidi ambientali dannosi: aiuti economici riconosciuti alle imprese che svolgono attività dannose per l’ambiente. Lo scopo è quello di favorire attività e modelli produttivi sostenibili dal punto di vista ambientale.

Sarà attuato anche un processo di innovazione delle pubbliche amministrazioni da cui principalmente dipende l’efficacia delle misure che il piano di rilancio prevede. Per questo saranno incrementate le posizioni che riguardano il settore ricerca e sviluppo in termini di competenza ed efficienza amministrativa.

La riforma fiscale funge da presupposto per la realizzazione degli interventi finanziati dai fondi del Recovery Fund. È chiaro che la riduzione di detrazioni o benefici a favore dei cittadini è compensata dal minor carico fiscale e dall’introduzione di agevolazioni del tutto nuove che sintetizzano le precedenti.

Nella seguente tabella riportiamo gli obiettivi così come descritti dal PNRR e raggruppati in base ai clusters di appartenenza.

INTERVENTIOBIETTIVI
Digitalizzazione e innovazione• Digitalizzazione della PA, sviluppo delle infrastrutture e servizi digitali del Paese (datacenter e cloud);
• Identità digitale unica per cittadini e imprese;
• Completamento rete nazionale di telecomunicazione in fibra ottica;
• Interventi per lo sviluppo delle reti 5G;
• Innovazione tecnologica e digitalizzazione delle filiere strategiche (settore agroalimentare, industriale e turistico);
• Potenziamento della digitalizzazione del patrimonio culturale;
• Interventi per una digitalizzazione inclusiva contro il digital divide.
Rivoluzione verde e transazione ecologica• Investimenti finalizzati a conseguire obiettivi European Green Deal (inclusa la strategia «From farm to fork»);
• Infrastrutture per la graduale de-carbonizzazione dei trasporti e mobilità di nuova generazione;
• Adozione di piani urbani per il miglioramento della qualità dell’aria;
• Miglioramento efficienza energetica e antisismica edifici pubblici e degli stabilimenti produttivi;
• Gestione integrata del ciclo delle acque (anche ai fini irrigui) e monitoraggio della qualità delle acque interne e marine ai fini degli interventi di contrasto all’inquinamento;
• Protezione ambiente e mitigazione rischi idrogeologici e sismici;
• Riconversione produzione e trasporto energia in chiave sostenibile;
• Investimenti per economia circolare (rifiuti, fonti rinnovabili);
• Sostegno alla transizione ecologica per l’agricoltura, l’industria e la siderurgia (Taranto);
• Valorizzazione sostenibile del patrimonio culturale.
Competitività del sistema produttivo• Transizione X.0;
• Investimenti in R&S, tecnologie emergenti e trasferimento tecnologico;
• Politiche per l’attrazione di IDE e a favore del reshoring;
• Rafforzamento del Patto per l’export e sostegno all’internazionalizzazione delle filiere strategiche (settore agroalimentare, industriale e turistico);
• Potenziamento degli strumenti finanziari per la maggior competitività delle imprese sui mercati internazionali;
• Potenziamento dell’ecosistema digitale per la promozione dell’industria culturale e del turismo.
Infrastrutture per la mobilità• Rete ferroviaria: completamento dei corridoi TEN-T;
• Alta velocità di rete per passeggeri e merci;
• Sviluppo della rete stradale e autostradale, ponti e viadotti;
• Smart districts e intermodalità logistica integrata;
• Mobilità pubblica e privata a impatto ambientale sostenibile.
Istruzione formazione e ricerca• Digitalizzazione dei processi e degli strumenti di apprendimento;
• Adeguamento competenze a esigenze economia e standard internazionali;
• Miglioramento delle conoscenze digitali, economiche, istituzionali e per la sostenibilità:
• Lifelong learning e formazione lavoratori e cittadini inoccupati:
• Misure di contrasto all’abbandono scolastico:
• Politiche mirate ad aumentare la quota di giovani diplomati o laureati;
• Riqualificazione, formazione e selezione del personale docente. Rafforzamento delle competenze di laureati e dottori di ricerca;
• Riqualificazione o ricostruzione in chiave di efficienza energetica e antisismica;
• Cablaggio con fibra ottica;
• Potenziamento 0-6 asili e infanzia;
• Infrastrutture per e-learning;
• Lab Tech e innovation ecosystems.
Equità ed inclusione sociale e territoriale•Attuazione del Piano per la Famiglia (Family Act) raccordata a riforma IRPEF;
• Politiche attive per il lavoro e l’occupazione giovanile; • Empowerment femminile: formazione, occupabilità, autoimprenditorialità;
• Attuazione del Piano Sud 2030 e della Strategia Nazionale delle Aree Interne;
• Rigenerazione e riqualificazione dei contesti urbani, borghi ed aree interne.
Salute• Rafforzamento della resilienza e tempestività di risposta del sistema ospedaliero;
• Sostegno alla ricerca medica, immunologica e farmaceutica;
• Digitalizzazione dell’assistenza medica e dei servizi di prevenzione;
• Rafforzamento della prossimità delle strutture del SSN;
• Integrazione tra politiche sanitarie e politiche sociali e ambientali;
• Valorizzazione delle politiche per il personale sanitario.
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