Si può registrare una conversazione?

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Al giorno d’oggi lo smartphone è posseduto dalla maggior parte della popolazione. Tra le innumerevoli funzioni dei cosiddetti cellulari intelligenti vi è la possibilità di effettuare delle registrazioni audio. Avere sempre a portata di mano un registratorino tascabile aumenta il desiderio di registrare quelle conversazioni che per il nostro quotidiano sono ritenute importanti.
Ma è lecito registrare una conversazione?

1. Il parere della Cassazione

Per la Suprema Corte di Cassazione non costituisce illecito la registrazione di una conversazione di nascosto con i propri interlocutori. I giudici della Corte hanno infatti chiarito il concetto che “chi parla in presenza di altre persone accetta il rischio di essere registrato”.
Tuttavia, una volta acquisita, la registrazione non potrà comunque essere oggetto di diffusione a terzi o, peggio ancora, di una condivisione online poiché in tal caso si andrebbe incontro ad una grave violazione della privacy del nostro interlocutore.

2. In che modo può essere utilizzata la registrazione di una conversazione?

Partendo quindi dal via libera della Suprema Corte alle registrazioni e all’illeceità della divulgazione del suo contenuto a terze persone, bisogna capire per quali fini può comunque essere consentita la consegna a terze persone del contenuto registrato.
In realtà, tendenzialmente, il motivo principale per cui un soggetto decide di registrare una conversazione con il proprio interlocutore la tutela dei propri diritti. Qualora, infatti, dalla registrazione dovesse emergere la commissione di un reato, quale ad esempio la minaccia o l’estorsione, questa potrà essere depositata a corredo di opportuna denuncia/querela. Anche in questo caso, comunque, resta fermo il divieto di una divulgazione libera a terze persone.

3. Ci sono casi in cui non è possibile registrare una conversazione?

Sebbene la registrazione sia generalmente consentita, il nostro ordinamento giuridico ha comunque fissato alcune modalità ben precise affinchè si possa lecitamente registrare: in caso contrario si andrebbe incontro alla commissione di un reato, ovvero indebite interferenze nella vita privata altrui. Le modalità previste dalla legge possono essere riassunte nel modo che segue:

  • La conversazione deve essere registrata in presenza di chi registra, questi non è obbligato a parlare ma non potrà in alcun modo allontanarsi e lasciar proseguire la registrazione;
  • L’interlocutore registrato, quindi, dovrà avere piena consapevolezza di parlare alla presenza di chi ha deciso di registrare di nascosto;
  • Non è ritenuto lecito registrare la conversazione nell’altrui dimora o nell’altrui ufficio privato ovvero nel suo studio professionale o anche nella sua automobile.

4. È possibile registrare una conversazione sul luogo di lavoro?

Seppur con delle limitazioni, la legge prevede la possibilità di registrare una conversazione sul luogo di lavoro, qualora lo scopo della stessa sia quello di tutelare i propri diritti. Questo vale, ad esempio, per il dipendente che registra le conversazioni con capi o colleghi di lavoro senza il consenso degli interessati se agisce per tutelare il proprio diritto di difesa dinanzi al giudice del lavoro (si pensi al lavoratore mobbizzato o minacciato o viceversa ad una condotta illegale da parte del dipendente nei confronti del lavoratore).
La registrazione, se effettuata per i fini appena indicati, non potrà nemmeno essere considerata ai fini di un eventuale licenziamento o ammonimento lavorativo, poiché in tal caso si andrebbe a finire sul concetto di ritorsione che è vietato dal nostro ordinamento.

5. Si può registrare una conversazione con il proprio partner?

In questo caso è del tutto lecito, sempre rispettando la sfera della privacy del registrato, evitando la diffusione del file audio a terze persone.
Tale registrazione potrà comunque essere utilizzata per fini legali, come ad esempio, per l’addebito della separazione per motivi ammessi durante una conversazione (es. confessione di un tradimento, maltrattamento ecc.)
Anche in questo caso, comunque, la registrazione potrà avvenire soltanto in compresenza di chi registra. Quindi non sarà possibile lasciare un registratore acceso in casa e poi andar via.
Essendoci una componente emotiva molto elevata, è accaduto in diverse occasioni che per ripicca nei confronti del proprio partner si è proceduto ad una divulgazione di contenuti audio attraverso l’utilizzo dei social network. In questo caso è bene sapere che anche nell’ipotesi in cui l’altra persona non stia rispettando i principi cardine del matrimonio, così come previsti dalla legge, la divulgazione degli audio registrati costituisce una grave violazione della privacy, che ha già portato a diverse condanne di natura penale.

6. Qual è la differenza tra registrazione e intercettazione?

Con riferimento alla differenza tra registrazione e intercettazione, da un punto di vista tecnic,o non vi è alcuna differenza. La differenza sussiste soltanto da chi compie materialmente le operazioni di registrazione. Mentre per il caso della registrazione, infatti, questa viene compiuta da un privato cittadino, per il caso di dell’intercettazione ambientale questa viene compiuta dagli ufficiali di polizia giudiziaria, previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria competente.
L’attività di intercettazione ambientale è sottoposta ai limiti previsti dall’art. 266 del codice di procedura penale.
Inoltre, ai fini di un suo utilizzo probatorio, per l’intercettazione ambientale non è necessaria la presenza nella conversazione da parte di chi sta materialmente intercettando. Viceversa, come già spiegato nei paragrafi precedenti, per le intercettazioni private è necessaria la presenza di colui che registra.