Cosa succede se mi fermano ubriaco o se rifiuto di fare l’alcol test?

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C’è gente che nonostante abbia alzato un po’ troppo il gomito a tavola decide di mettersi comunque alla guida del proprio mezzo di circolazione. Purtroppo mettersi alla guida di un veicolo in condizioni psico-fisiche minorate dall’alcol comporta innanzitutto il rischio per la incolumità propria e degli altri e poi espone al rischio di importanti sanzioni nel caso in cui si dovesse essere fermati dalla polizia stradale.
Ma è possibile rifiutarsi di fare l’alcol test?

1. Inquadramento normativo alcol-test

La possibilità di essere sottoposti ad alcol-test è prevista dall’art. 186 del Codice della Strada. Il terzo comma del predetto articolo prescrive che “Al fine di acquisire elementi utili per motivare l’obbligo di sottoposizione agli accertamenti di cui al comma 4, gli organi di Polizia stradale di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, secondo le direttive fornite dal Ministero dell’interno, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l’integrità fisica, possono sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili”.
Qualora a seguito degli esami qualitativi dovesse risultare un certo grado di alterazione, gli agenti di polizia stradale hanno la facoltà di accompagnare il conducente sottoposto al test presso il più vicino ufficio nella loro disponibilità, per effettuare un ulteriore accertamento con gli strumenti e le procedure determinate dal regolamento fornito dal ministero dell’intero.

2. Quali sono le sanzioni in caso di alcol-test positivo?

Va premesso, intanto, che l’assunzione di sostanze alcoliche non comporta di per sé una impossibilità al guidare. Il legislatore, infatti, ha stabilito una sorta di soglia di tolleranza che se non superata consente comunque di mettersi alla guida. Tale soglia corrisponde a 0,5 grammi di alcol per litro di sangue. Superata tale soglia, sono stati individuati diversi scaglioni che, con l’aggravamento del tasso, conducono ad un aggravamento della sanzione. Tali scaglioni sono sintetizzati nella tabella sottostante:

Tasso alcolemicoSanzioni, ammende e reato
Tra 0,51 e 0,8 g/lSanzione pecuniaria = compresa tra € 527 ed € 2.108
Sanzione accessoria = sospensione patente da tre a sei mesi e decurtazione di punti 10 sulla patente di guida
Tra 0,81 e 1,5 g/lSanzione pecuniaria = compresa tra € 800 ed € 3.200
Sanzione accessoria = sospensione patente da sei mesi a un anno e decurtazione di punti 10 sulla patente di guida
Superiore a 1,5 g/lAmmenda = compresa tra € 1.500 ed € 6.000
Sanzione accessoria = sospensione della patente da uno a due anni, confisca dell’auto se di proprietà del conducente o raddoppio del periodo di sospensione della patente se il veicolo è di proprietà di persona diversa dal conducente
Pena detentiva = da sei mesi a un anno

Alle sanzioni indicate nella tabella, dovrà essere applicato un incremento pari ad 1/3 qualora la violazione indicata dall’art. 186 del Codice della Strada venga commessa tra le 22 e le 7 (quindi in orari notturni).
La normativa prevede, infine, che in caso di recidiva commessa entro due anni al conducente dovrà essere revocata la patente di guida.

3. Cosa succede se rifiuto di fare l’alcol-test?

Per la legge, il conducente che rifiuta di sottoporsi ad alcol-test dovrà essere punito allo stesso modo in cui vengono puniti i soggetti in cui è stato riscontrato un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, quindi con le pene più severe, ovvero:

  • Ammenda fino a 6.000 euro;
  • Sospensione della patente di guida da uno a due anni;
  • Decurtazione dalla patente di guida di 10 punti;
  • Confisca del veicolo se di proprietà, altrimenti raddoppio della sospensione della patente;
  • Arresto fino ad un anno.

Quindi, non è mai buona cosa rifiutarsi di fare l’alcol-test perché in ogni caso si andrà incontro al peggior regime sanzionatorio. Se si è bevuto tanto, magari si potrà rientrare comunque nella fascia inferiore ad 1.5 g/l, evitando pertanto di rientrare nella sfera penale del dettato normativo.

4. Cosa succede se rifiuto di sottopormi ad alcol-test dopo un incidente stradale?

Qualora il conducente di un veicolo coinvolto in un sinistro stradale, risulti positivo ad alcol test, la normativa prevede il raddoppio delle sanzioni applicate in base al livello di alcol nel sangue.
Se invece ci si rifiuta di sottoporsi all’alcol test, verrà applicata la sanzione massima stabilita dalla legge ma non ci sarà alcun raddoppio delle sanzioni, principali o accessorie.

5. Ultimi interventi della Corte di Cassazione in tema di alcol-test

In tema di guida in stato di ebbrezza, l’avvertimento della facoltà di farsi assistere da un difensore, ex art. 114 disp. att. cod. proc. pen., deve essere rivolto al conducente del veicolo nel momento in cui venga avviata la procedura di accertamento strumentale dell’alcolemia con la richiesta di sottoporsi al relativo test, sì che tale obbligo opera anche nel caso in cui l’interessato rifiuti poi di sottoporsi all’accertamento. (Cassazione Penale, Sez IV, sentenza n. 13493 del 30 aprile 2020)

Il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti alcolimetrici, che integra il reato di cui all’art. 186, comma 7 del codice della strada, si configura non solo in presenza di manifestazioni espresse di indisponibilità a sottoporsi al test, ma anche quando il conducente del veicolo – pur opportunamente edotto circa le modalità di esecuzione dell’accertamento – attui una condotta ripetutamente elusiva del metodo di misurazione del tasso alcolemico. (Fattispecie in cui l’imputato, durante l’alcoltest, aveva, per dodici volte, smesso di soffiare appena l’apparecchio si metteva in funzione, adducendo uno stato di agitazione). (Cassazione Penale, Sez IV, sentenza n. 3202 del 27 gennaio 2020)

Integra il reato di cui all’art. 186, comma settimo, C.d.S. (rifiuto di sottoporsi agli accertamenti alcolimetrici), la condotta di colui che, pur essendosi sottoposto alla prima prova del relativo test, rifiuti di eseguire la seconda, in quanto, ai fini del perfezionamento della fattispecie criminosa in questione, è sufficiente che il soggetto rifiuti di completare l’iter degli accertamenti previsti, i quali constano di due prove da effettuarsi a breve distanza l’una dall’altra. (Cassazione Penale, Sez VI, sentenza n. 15967 del 18 aprile 2016)