Autovelox: come difendersi dalle multe “ingiuste”?

L’Italia è la patria degli autovelox. Siamo infatti i primi a livello europeo per numero di impianti. Secondo le ultime statistiche, nelle casse dei Comuni italiani sarebbero entrati circa un miliardo e settecento milioni grazie alle multe per eccesso di velocità: le macchinette rappresentano il cuore di questo sistema.

1. Premessa

Non solo l’Italia, come detto, si attesta al primo posto, ma ha un numero di autovelox superiori di oltre il doppio rispetto a quelli delle nazioni che la seguono in classifica.
Di conseguenza, gli automobilisti in Italia risultano più esposti che mai al rischio di incappare in un controllo con autovelox con conseguente multa (salata).
Il modo più semplice e sicuro per evitare il pericolo di incappare in una multa è quello di rispettare i limiti di velocità, essere prudenti nella guida e tenere gli occhi ben aperti per avvistare in anticipo le segnalazioni.
Vi sono però anche margini per contestare o fare ricorso contro una multa presa – ingiustamente – con l’autovelox.
Nel 2015 la Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sul punto, con la sentenza 113 ha stabilito che:
gli apparecchi di rilevazione della velocità sulle strade devono essere necessariamente revisionati periodicamente, altrimenti sono irregolari e le multe che derivano da un loro rilevamento illegittime”.
Quindi, tutte le multe comminate attraverso autovelox non revisionati e non ancora pagate, a seguito della pronuncia della Consulta, possono essere annullate.
Ma vi è una doverosa precisazione: per legge la necessità di revisione riguardava gli autovelox fissi e non quelli utilizzati dalle pattuglie nelle postazioni di controllo mobili.
Per questi ultimi, infatti, spesso la corretta funzionalità dell’apparecchio è accertata dall’operatore prima dell’inizio dell’attività di controllo e attestata in un apposito verbale.

2. L’autovelox deve sempre essere segnalato

Gli autovelox devono avere delle caratteristiche che non li rendano un pericolo per gli automobilisti e devono essere segnalati con congruo anticipo.
La ragione di questa previsione è che per la circolazione risultano molto più pericolose una serie di auto che frenano all’improvviso perché si accorgono di una pattuglia all’ultimo minuto, piuttosto che una colonna ordinata che rallenta in modo graduale alla vista di un cartello. 
Per quanto riguarda le modalità di segnalazione, è possibile che si tratti di cartello fisso, o mobile, a contenuto fisso o variabile. Nella scelta si tiene conto dell’illuminazione e delle condizioni di visibilità dovute a eventi metereologici.
I cartelli devono inoltre essere posizionati a un’adeguata distanza dell’autovelox, così da avvertire per tempo l’automobilista. Pur non essendoci dei limiti di legge, in genere le distanze sono:

  • in autostrada 400 metri prima dell’autovelox;
  • nelle strade extraurbane 250 metri;
  • nelle strade extraurbane secondarie 150 metri;
  • nelle strade urbane 80 metri.

Se l’autovelox è fisso deve sempre presentare in modo visibile il logo dell’autorità che lo ha installato. Quelli mobili, invece, devono sempre essere in mano a una persona con la divisa, e in genere deve trovarsi lì vicino anche l’auto di pattuglia con i contrassegnai regolari.

3. Quando una multa dell’autovelox è nulla

Una multa rilasciata con autovelox o con altro mezzo deve avere delle caratteristiche, senza le quali è da considerare nulla.
In particolare, occorre:

  • data della contestazione;
  • ora e luogo in cui è stata rilevata l’infrazione;
  • targa esatta del veicolo;
  • norma del codice della strada che è stata violata e l’indicazione di chi l’abbia emessa.

4. Posso fare ricorso contro una multa dell’autovelox già pagata?

In linea di massima non è possibile. Il principio è che se un soggetto paga una multa, presa anche con l’autovelox, di fatto ammette la propria responsabilità. Inoltre il nostro ordinamento per chi paga una multa entro i cinque giorni successivi a quello in cui è stata emessa riconosce uno sconto del 30% sulla sanzione totale.
Nel caso però ci si accorga in seguito che la multa presenti delle evidenti nullità o incongruenze è comunque possibile ricorrere all’autotutela. Questo strumento ci permette di chiedere allo stesso organo che ha emesso la multa di cancellarla. Stesso tipo di ricorso può essere tentato anche prima di pagare la multa. In tal caso, però, in caso di esito negativo rimane aperta le strada del ricorso davanti al Giudice di Pace o al Prefetto.

5. Come presentare ricorso contro la multa dell’autovelox al Giudice di Pace

Se non si è pagata la multa, si può fare ricorso al Giudice di Pace del territorio; il ricorso va proposto entro 30 giorni dalla avvenuta notifica o contestazione dell’infrazione, pagando 43 euro di tassa e va depositato a mano presso la cancelleria dell’ufficio del Giudice o a mezzo posta ordinaria con raccomandata A/R.
Davanti al Giudice di Pace è possibile presentare un ricorso contro una multa da autovelox sia in autonomia, che con l’assistenza di un legale. Questa scelta deve essere valutata tenendo conto sia dei costi aggiuntivi di un legale, che si sommano alle spese di cancelleria, sia delle capacità personali di far valere le proprie ragioni.

Il Giudice di Pace potrà annullare la multa, oppure confermarla. In questo caso rimane ancora la possibilità di fare ricorso davanti al Tribunale, valutando però i costi aggiuntivi che aumentano tenendo conto che in quel caso l’assistenza di un legale è richiesta.

6. Come presentare un ricorso contro multa autovelox davanti al Prefetto

È possibile presentare un ricorso alla prefettura con lettera raccomandata A/R, oppure presentandolo a mano, presso l’ufficio competente o anche al Comando della Polizia Municipale da cui dipende l’ufficiale che ha redatto il verbale, che lo trasmetterà a sua volta al Prefetto.
Con esso si potrà anche chiedere di essere ascoltati personalmente.
Il termine per ricorrere al Prefetto è di 60 giorni, a far tempo dalla data della contestazione della violazione o, se questa non è stata immediata, dalla notifica del verbale di contravvenzione.
Bisogna tenere presente che il Prefetto è un organo “di parte” e, quindi, senza motivazioni e prove davvero evidenti, cioè che non richiedono interpretazione, è più difficile che venga accolto.

7. Annullamento multa in autotutela

Per contestare una multa è possibile seguire anche una terza via: nel caso in cui il verbale contenga un’errata valutazione del fatto contestato o vizi di forma o di procedura, si può ricorrere all’autotutela, ovverosia rivolgersi allo stesso organo amministrativo che ha emanato la contravvenzione chiedendone l’annullamento.