Il prelievo ematico per l’accertamento del tasso alcolemico non richiede avviso della facoltà di farsi assistere se effettuato nell’applicazione di un protocollo sanitario (Cass. pen. sez. IV, 09/07/2020 n. 21390)

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La Corte di Cassazione, con sentenza n. 21390 del 2020, ha affrontato il tema del prelievo ematico su soggetto coinvolto in incidente stradale, finalizzato all’accertamento del tasso alcolemico, in relazione all’avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore, prevista dagli articoli 356 c.p.p. e 114 disp. att. c.p.p. .

Preliminarmente, è opportuno procedere ad una breve disamina della fattispecie di reato prevista dall’art. 186 del codice della strada, rubricata “guida sotto l’influenza dell’alcool”.

Tale disposizione vieta la guida di un veicolo “in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche”; sotto il profilo giuridico, e in modo non dissimile secondo la scienza medica, lo stato di ebbrezza è definito come “una condizione fisiopsichica transitoria dovuta all’ingestione di bevande alcoliche, inducente nell’individuo uno stato di alterazione dei processi cognitivo-reattivi, tale da annebbiare semplicemente le facoltà mentali, incidendo sulla prontezza dei riflessi, senza che ciò debba importare necessariamente la perdita, totale o parziale, della capacità di intendere o di volere, ovvero la degradazione completa della personalità[1]”.

La guida in stato di ebbrezza è un reato:

  • di natura contravvenzionale, punito, ai sensi dell’art. 186 CdS, con l’ammenda da euro 800 a euro 3.200 e l’arresto fino a sei mesi, qualora sia accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l); con l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l’arresto da sei mesi ad un anno, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l); nel caso in cui la quantità accertata dall’alcool test oscilli tra 0,5 e 0,8 grammi per litro (g/l) si configura solo un illecito amministrativo. E’ sempre irrogata la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo di tempo che varia a seconda del tasso alcolemico riscontrato al conducente;
  • di mera condotta, poiché prescinde dalla realizzazione di un risultato;
  • di pericolo (“incriminazione di pericolo a tutela avanzata” Cass., sez. 4, sentenza n. 22260 del 25/03/2014 – Rv. 259231), in quanto non postula una lesione effettiva del bene giuridico tutelato, da identificarsi nella sicurezza della circolazione stradale e nell’incolumità degli utenti della strada, essendo invece sufficiente un comportamento che esponga lo stesso semplicemente a pericolo.

incidente stato di ebrezza Cass. pen. sez. IV 09-07-2020 n. 21390

Indice

1. I fatti di causa
2. I motivi dell’impugnazione
3. La decisione della Suprema Corte
4. Massima
5. La sentenza integrale

1. I fatti di causa

Con ordinanza del 12 marzo 2020 il Tribunale del riesame di Salerno, in accoglimento dell’istanza di riesame proposta da L.M., ha annullato l’ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Nocera Inferiore, con cui veniva disposta nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere, in relazione al delitto di cui all’art. 590 bis c.p., commi 1 e 2, essendogli stato contestato, con l’imputazione provvisoria, di aver causato lesioni personali gravi a H.R., perché con colpa consistita in imprudenza, negligenza e imperizia, nonché in violazione dell’art. 186 C.d.S., comma 2, lett. c), artt. 141, 142 e 143 C.d.S., si poneva alla guida di un’autovettura, senza mai aver conseguito la patente di guida, in stato di ebbrezza alcolica, con tasso gr/l. 2,07 e – dopo avere superato l’automobile condotta da M.M. – invadeva l’opposta corsia di marcia, travolgendo la persona offesa.

Il provvedimento ha ritenuto inutilizzabili gli accertamenti relativi al tasso alcolemico, ai sensi dell’art. 356 c.p.p. e art. 114 disp. att. c.p.p., osservando che l’accertamento del tasso alcolemico, effettuato tramite esame ematico presso il nosocomio ove l’indagato era stato condotto, a seguito del sinistro, non era stato preceduto dall’avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, pur essendo l’analisi stata richiesta autonomamente dalla polizia giudiziaria.

2. I motivi dell’impugnazione

Avverso l’ordinanza ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore, affidandolo ad un unico articolato motivo, con il quale ha lamentato la violazione dell’art 356 c.p.p. e dell’art. 114 disp. att. c.p.p., nonché il vizio di motivazione.

La doglianza, ricostruendo la vicenda, sottolinea che l’indagato, condotto in ospedale in stato di incoscienza, in codice rosso, fu immediatamente sottoposto a visita alle ore 2:14, risultando “non collaborante”.

In quella sede – e precisamente alle ore 2:20 – furono prescritti dal Dott. P.G. esami ematici e tossicologici, oltre ad altre indagini cliniche.

Solo alle ore 3:00, invece, giungeva alla Direzione sanitaria la richiesta della polizia giudiziaria per l’effettuazione dei test alcolemici e per la ricerca di tracce di stupefacenti nel sangue. Essendo, nondimeno, siffatti controlli già stati richiesti ed effettuati nell’ambito del protocollo sanitario-terapeutico, il previo avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore non era dovuto, con la conseguenza dell’utilizzabilità dell’accertamento.

Il Procuratore ricorrente ha concluso per l’annullamento dell’ordinanza impugnata, allegando il verbale di accettazione dell’interessato presso il pronto soccorso in codice rosso e documentazione sulle prestazioni sanitarie disposte, nonché la richiesta della polizia giudiziaria di sottoporre il medesimo a prelievo destinato all’accertamento della presenza di alcool nel sangue.

Il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, con requisitoria ritualmente depositata, in data 23 giugno 2020, ha chiesto l’annullamento con rinvio dell’ordinanza impugnata.

Con memoria trasmessa in cancelleria, in data 30 giugno 2020, L.M., a mezzo del suo difensore, ricostruendo la vicenda e ripercorrendo le argomentazioni dell’ordinanza impugnata, ha concluso per la reiezione del ricorso.

3. La decisione della Suprema Corte

La quarta sezione della Corte di Cassazione ha disposto l’annullamento dell’ordinanza impugnata con rinvio, per nuovo esame, al Tribunale di Salerno.
Secondo i giudici di legittimità, tale provvedimento non ha considerato un dato fondamentale: “l’antecedenza della disposizione medica rispetto alla richiesta investigativa”.
Invero, come sottolineato dalla Pubblica Accusa, gli esami ematici per la ricerca della presenza di alcool e droga risultano disposti dal medico di pronto soccorso alle ore 2:20 mentre la richiesta di accertamento del tasso alcolemico, avanzata dalla polizia giudiziaria e finalizzata alla ricerca delle prove di un reato, è intervenuta solo successivamente, alle ore 3.00 del mattino.
Pertanto, come già affermato dalla Corte in una recente pronuncia in tema di guida in stato di ebbrezza (Cassazione penale sez. IV, 18/01/2018, n. 6514), non sussiste, in tal caso, l’obbligo di previo avviso ex art. 356 c.p.p. e 114 disp. att. c.p.p. poiché l’esecuzione del prelievo ematico, avvenuta nell’ambito degli ordinari protocolli sanitari ai fini di cura della persona, non ha nulla a che vedere con l’esercizio del diritto di difesa da parte del soggetto sottoposto al trattamento o alle cure.

La pronuncia in commento trova conferma in un consolidato orientamento giurisprudenziale secondo il quale “in caso di richiesta, ai sensi dell’articolo 186, comma 5, del codice della strada, di prelievo ematico su soggetto coinvolto in incidente stradale e condotto presso struttura ospedaliera, al fine di accertare il tasso alcolemico e la presenza di droghe di abuso nel sangue, l’esecuzione deve essere preceduta dal “previo avviso” della facoltà di farsi assistere da un difensore, come disposto dagli articoli 356 del Cpp e 114 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, non solo nell’ipotesi in cui il prelievo venga effettuato esclusivamente su richiesta della polizia giudiziaria, ma anche nel caso in cui l’accertamento venga richiesto esclusivamente dalla polizia giudiziaria sul campione di sangue prelevato per esigenze diagnostiche di altro genere, disposte dal personale medico, non comprensive della verifica specifica. Al contrario, qualora l’esecuzione dell’accertamento intervenga nell’ambito dell’applicazione di un protocollo sanitario, essendo l’esame del quantitativo di alcool o della presenza di tracce di stupefacenti nel sangue destinato a fini di cura, e quindi disposto al di fuori del contesto di indagine, nessun previo avviso è richiesto a fini processuali, mancando qualunque rapporto fra l’effettuazione dell’analisi e il diritto di difesa”.

4. Massima

In tema di prelievo ematico su soggetto coinvolto in incidente stradale e condotto presso struttura ospedaliera, qualora l’esecuzione dell’accertamento intervenga nell’ambito dell’applicazione di un protocollo sanitario, essendo l’esame del quantitativo di alcool o della presenza di tracce di stupefacenti nel sangue destinato a fini di cura, e quindi disposto al di fuori del contesto di indagine, nessun previo avviso è richiesto dal rito, mancando qualunque rapporto fra l’effettuazione dell’analisi ed il diritto di difesa.

5. La sentenza integrale

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE QUARTA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PICCIALLI Patrizia – Presidente

Dott. NARDIN Maura – rel. Consigliere

Dott. CAPPELLO Gabriella – Consigliere

Dott. PAVICH Giuseppe – Consigliere

Dott. DAWAN Daniela – Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI SALERNO;

nel procedimento a carico di:

(OMISSIS), nato il (OMISSIS);

avverso l’ordinanza del 12/03/2020 del TRIB. LIBERTA’ di SALERNO;

udita la relazione svolta dal Consigliere MAURA NARDIN;

lette le conclusioni del P.G. FULVIO BALDI.

RITENUTO IN FATTO

1. Con ordinanza del 12 marzo 2020 il Tribunale del riesame di Salerno, in accoglimento dell’istanza di riesame proposta da (OMISSIS), ha annullato l’ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Nocera Inferiore, con cui veniva disposta nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere, in relazione al delitto di cui all’articolo 590 bis c.p., commi 1 e 2, essendogli stato contestato, con l’imputazione provvisoria, di avere causato lesioni personali gravi a (OMISSIS), perche’ con colpa consistita in imprudenza, negligenza ed imperizia, nonche’ in violazione dell’articolo 186 C.d.S., comma 2, lettera c), articoli 141, 142 e 143 C.d.S., si poneva alla guida di un’autovettura, senza mai aver mai avere conseguito la patente di guida, in stato di ebbrezza alcolica, con tasso gr/l. 2,07 e – dopo avere superato l’automobile condotta da (OMISSIS) – invadeva l’opposta corsia di marcia, travolgendo la persona offesa.

2. Il provvedimento ha ritenuto inutilizzabili gli accertamenti relativi al tasso alcolemico, ai sensi dell’articolo 356 c.p.p. e articolo 114 disp. att. c.p.p., osservando che l’accertamento del tasso alcolemico, effettuato tramite esame ematico presso il nosocomio ove l’indagato era stato condotto, a seguito del sinistro, non era stato preceduto dall’avviso della facolta’ di farsi assistere da un difensore di fiducia, pur essendo l’analisi stata richiesta autonomamente dalla Polizia giudiziaria.

3. Avverso l’ordinanza propone ricorso per cassazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore, affidandolo ad un unico articolato motivo, con il quale lamenta la violazione dell’articolo 356 c.p.p. e articolo 114 disp. att. c.p.p., nonche’ il vizio di motivazione.

4. La doglianza, ricostruendo la vicenda, sottolinea che l’indagato, condotto in ospedale in stato di incoscienza, in codice rosso, fu immediatamente sottoposto a visita alle ore 2:14, risultando “non collaborante”. In quella sede – e precisamente alle ore 2:20 – furono prescritti dal Dott. (OMISSIS) esami ematici e tossicologici, oltre ad altre indagini cliniche. Solo alle ore 3:00, invece, giungeva alla Direzione sanitaria la richiesta della Polizia giudiziaria per l’effettuazione dei test alcolemici e per la ricerca di tracce di stupefacenti nel sangue. Essendo, nondimeno, siffatti controlli gia’ stati gia’ richiesti ed effettuati nell’ambito del protocollo sanitario-terapeutico, il previo avviso della facolta’ di farsi assistere da un difensore non era dovuto, con la conseguenza dell’utilizzabilita’ dell’accertamento. Conclude per l’annullamento dell’ordinanza impugnata, allegando il verbale di accettazione dell’interessato presso il Pronto Soccorso in codice rosso e documentazione sulle prestazioni sanitarie disposte, nonche’ la richiesta della polizia giudiziaria di sottoporre il medesimo a prelievo destinato all’accertamento della presenza di alcool nel sangue.

5. Il Procuratore generale presso la Corte di cassazione, con requisitoria ritualmente depositata, in data 23 giugno 2020, ha chiesto l’annullamento con rinvio dell’ordinanza impugnata.

6. Con memoria trasmessa in cancelleria, in data 30 giugno 2020, (OMISSIS), a mezzo del suo difensore, ricostruendo la vicenda e ripercorrendo le argomentazioni dell’ordinanza impugnata, ha concluso per la reiezione del ricorso.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso e’ fondato.

2. Secondo l’ormai consolidato orientamento di questa Corte, in caso di richiesta, ai sensi dell’articolo 186 C.d.S., comma 5, di prelievo ematico su soggetto coinvolto in incidente stradale e condotto presso struttura ospedaliera, al fine di accertare il tasso alcolemico e la presenza di droghe d’abuso nel sangue, l’esecuzione deve essere preceduta dal “previo avviso” della facolta’ di farsi assistere da un difensore, come disposto dall’articolo 356 c.p.p. e articolo 114 disp. att. c.p.p., non solo nell’ipotesi in cui il prelievo venga effettuato esclusivamente su richiesta della polizia giudiziaria, ma anche nel caso in cui l’accertamento venga richiesto esclusivamente dalla polizia giudiziaria sul campione di sangue prelevato per esigenze diagnostiche di altro genere, disposte dal personale medico, non comprensive della verifica specifica (ex multis, Sez. 4, n. 49371 del 25/09/2018 – dep. 29/10/2018, C, Rv. 274039). Al contrario, qualora l’esecuzione dell’accertamento intervenga nell’ambito dell’applicazione di un protocollo sanitario, essendo l’esame del quantitativo di alcool o della presenza di tracce di stupefacenti nel sangue destinato a fini di cura, e quindi disposto al di fuori del contesto di indagine, nessun previo avviso e’ richiesto dal rito, mancando qualunque rapporto fra l’effettuazione dell’analisi ed il diritto di difesa (cfr. per la ricostruzione dell’evoluzione della giurisprudenza di legittimita’ Sez. 4, n. 11722 del 19/02/2019 – dep. 18/03/2019, Ellera Francesco, Rv. 275281; Sez. 4, n. 8862 del 19/02/2020 – dep. 05/03/2020, Zanni Ileana Flavia, Rv. 278676).

3. Cio’ premesso, va rilevato che il pubblico ministero ricorrente sottolinea che l’ordinanza impugnata, dando atto della richiesta da parte della Polizia giudiziaria di effettuare l’esame del tasso alcolemico, intervenuto alle ore 3:00, omette di valutare come dagli atti emergesse che alle ore 2:20 il medico che aveva sottoposto a visita l’indagato, giunto in ospedale in codice rosso ed in stato di incoscienza, avesse gia’ disposto, per ragioni di cura, gli accertamenti successivamente richiesti dalla polizia giudiziaria e risultati positivi.

Ora, effettivamente dagli atti richiamati dal ricorso per cassazione emerge che gli esami ematici per la ricerca della presenza di alcool e droghe di abuso furono disposti alle ore 2:20 dal medico del pronto soccorso, e che la richiesta della polizia giudiziaria intervenne solo alle ore 3:00. Si tratta di una circostanza non menzionata dall’ordinanza, che si limita alla constatazione dell’intervento dell’istanza dei Carabinieri, senza far cenno al momento in cui l’accertamento fu ordinato dal personale medico.

4. L’assenza del vaglio dell’antecedenza della disposizione medica, rispetto alla richiesta investigativa, impone, alla luce dei principi supra enunciati, l’annullamento con rinvio dell’ordinanza impugnata, al fine della valutazione circa l’utilizzabilita’ dell’accertamento, in assenza del previo avviso della facolta’ di farsi assistere da un difensore.

P.Q.M.

Annulla l’ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di Salerno.


[1] Estratto della nota a Cass. pen. n. 19846/2008 “Strumentario Avvocati. Rivista di Diritto e Procedura Penale”, a cura del Dott. Francesco Morelli, Novembre 2008 – Edizione Diritto Italia S.r.l.

incidente stato di ebrezza Cass. pen. sez. IV 09-07-2020 n. 21390

Indice

1. I fatti di causa
2. I motivi dell’impugnazione
3. La decisione della Suprema Corte
4. Massima
5. La sentenza integrale

1. I fatti di causa

Con ordinanza del 12 marzo 2020 il Tribunale del riesame di Salerno, in accoglimento dell’istanza di riesame proposta da L.M., ha annullato l’ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Nocera Inferiore, con cui veniva disposta nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere, in relazione al delitto di cui all’art. 590 bis c.p., commi 1 e 2, essendogli stato contestato, con l’imputazione provvisoria, di aver causato lesioni personali gravi a H.R., perché con colpa consistita in imprudenza, negligenza e imperizia, nonché in violazione dell’art. 186 C.d.S., comma 2, lett. c), artt. 141, 142 e 143 C.d.S., si poneva alla guida di un’autovettura, senza mai aver conseguito la patente di guida, in stato di ebbrezza alcolica, con tasso gr/l. 2,07 e – dopo avere superato l’automobile condotta da M.M. – invadeva l’opposta corsia di marcia, travolgendo la persona offesa.

Il provvedimento ha ritenuto inutilizzabili gli accertamenti relativi al tasso alcolemico, ai sensi dell’art. 356 c.p.p. e art. 114 disp. att. c.p.p., osservando che l’accertamento del tasso alcolemico, effettuato tramite esame ematico presso il nosocomio ove l’indagato era stato condotto, a seguito del sinistro, non era stato preceduto dall’avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, pur essendo l’analisi stata richiesta autonomamente dalla polizia giudiziaria.

2. I motivi dell’impugnazione

Avverso l’ordinanza ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore, affidandolo ad un unico articolato motivo, con il quale ha lamentato la violazione dell’art 356 c.p.p. e dell’art. 114 disp. att. c.p.p., nonché il vizio di motivazione.

La doglianza, ricostruendo la vicenda, sottolinea che l’indagato, condotto in ospedale in stato di incoscienza, in codice rosso, fu immediatamente sottoposto a visita alle ore 2:14, risultando “non collaborante”.

In quella sede – e precisamente alle ore 2:20 – furono prescritti dal Dott. P.G. esami ematici e tossicologici, oltre ad altre indagini cliniche.

Solo alle ore 3:00, invece, giungeva alla Direzione sanitaria la richiesta della polizia giudiziaria per l’effettuazione dei test alcolemici e per la ricerca di tracce di stupefacenti nel sangue. Essendo, nondimeno, siffatti controlli già stati richiesti ed effettuati nell’ambito del protocollo sanitario-terapeutico, il previo avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore non era dovuto, con la conseguenza dell’utilizzabilità dell’accertamento.

Il Procuratore ricorrente ha concluso per l’annullamento dell’ordinanza impugnata, allegando il verbale di accettazione dell’interessato presso il pronto soccorso in codice rosso e documentazione sulle prestazioni sanitarie disposte, nonché la richiesta della polizia giudiziaria di sottoporre il medesimo a prelievo destinato all’accertamento della presenza di alcool nel sangue.

Il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, con requisitoria ritualmente depositata, in data 23 giugno 2020, ha chiesto l’annullamento con rinvio dell’ordinanza impugnata.

Con memoria trasmessa in cancelleria, in data 30 giugno 2020, L.M., a mezzo del suo difensore, ricostruendo la vicenda e ripercorrendo le argomentazioni dell’ordinanza impugnata, ha concluso per la reiezione del ricorso.

3. La decisione della Suprema Corte

La quarta sezione della Corte di Cassazione ha disposto l’annullamento dell’ordinanza impugnata con rinvio, per nuovo esame, al Tribunale di Salerno.
Secondo i giudici di legittimità, tale provvedimento non ha considerato un dato fondamentale: “l’antecedenza della disposizione medica rispetto alla richiesta investigativa”.
Invero, come sottolineato dalla Pubblica Accusa, gli esami ematici per la ricerca della presenza di alcool e droga risultano disposti dal medico di pronto soccorso alle ore 2:20 mentre la richiesta di accertamento del tasso alcolemico, avanzata dalla polizia giudiziaria e finalizzata alla ricerca delle prove di un reato, è intervenuta solo successivamente, alle ore 3.00 del mattino.
Pertanto, come già affermato dalla Corte in una recente pronuncia in tema di guida in stato di ebbrezza (Cassazione penale sez. IV, 18/01/2018, n. 6514), non sussiste, in tal caso, l’obbligo di previo avviso ex art. 356 c.p.p. e 114 disp. att. c.p.p. poiché l’esecuzione del prelievo ematico, avvenuta nell’ambito degli ordinari protocolli sanitari ai fini di cura della persona, non ha nulla a che vedere con l’esercizio del diritto di difesa da parte del soggetto sottoposto al trattamento o alle cure.

La pronuncia in commento trova conferma in un consolidato orientamento giurisprudenziale secondo il quale “in caso di richiesta, ai sensi dell’articolo 186, comma 5, del codice della strada, di prelievo ematico su soggetto coinvolto in incidente stradale e condotto presso struttura ospedaliera, al fine di accertare il tasso alcolemico e la presenza di droghe di abuso nel sangue, l’esecuzione deve essere preceduta dal “previo avviso” della facoltà di farsi assistere da un difensore, come disposto dagli articoli 356 del Cpp e 114 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, non solo nell’ipotesi in cui il prelievo venga effettuato esclusivamente su richiesta della polizia giudiziaria, ma anche nel caso in cui l’accertamento venga richiesto esclusivamente dalla polizia giudiziaria sul campione di sangue prelevato per esigenze diagnostiche di altro genere, disposte dal personale medico, non comprensive della verifica specifica. Al contrario, qualora l’esecuzione dell’accertamento intervenga nell’ambito dell’applicazione di un protocollo sanitario, essendo l’esame del quantitativo di alcool o della presenza di tracce di stupefacenti nel sangue destinato a fini di cura, e quindi disposto al di fuori del contesto di indagine, nessun previo avviso è richiesto a fini processuali, mancando qualunque rapporto fra l’effettuazione dell’analisi e il diritto di difesa”.

4. Massima

In tema di prelievo ematico su soggetto coinvolto in incidente stradale e condotto presso struttura ospedaliera, qualora l’esecuzione dell’accertamento intervenga nell’ambito dell’applicazione di un protocollo sanitario, essendo l’esame del quantitativo di alcool o della presenza di tracce di stupefacenti nel sangue destinato a fini di cura, e quindi disposto al di fuori del contesto di indagine, nessun previo avviso è richiesto dal rito, mancando qualunque rapporto fra l’effettuazione dell’analisi ed il diritto di difesa.

5. La sentenza integrale

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE QUARTA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PICCIALLI Patrizia – Presidente

Dott. NARDIN Maura – rel. Consigliere

Dott. CAPPELLO Gabriella – Consigliere

Dott. PAVICH Giuseppe – Consigliere

Dott. DAWAN Daniela – Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI SALERNO;

nel procedimento a carico di:

(OMISSIS), nato il (OMISSIS);

avverso l’ordinanza del 12/03/2020 del TRIB. LIBERTA’ di SALERNO;

udita la relazione svolta dal Consigliere MAURA NARDIN;

lette le conclusioni del P.G. FULVIO BALDI.

RITENUTO IN FATTO

1. Con ordinanza del 12 marzo 2020 il Tribunale del riesame di Salerno, in accoglimento dell’istanza di riesame proposta da (OMISSIS), ha annullato l’ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Nocera Inferiore, con cui veniva disposta nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere, in relazione al delitto di cui all’articolo 590 bis c.p., commi 1 e 2, essendogli stato contestato, con l’imputazione provvisoria, di avere causato lesioni personali gravi a (OMISSIS), perche’ con colpa consistita in imprudenza, negligenza ed imperizia, nonche’ in violazione dell’articolo 186 C.d.S., comma 2, lettera c), articoli 141, 142 e 143 C.d.S., si poneva alla guida di un’autovettura, senza mai aver mai avere conseguito la patente di guida, in stato di ebbrezza alcolica, con tasso gr/l. 2,07 e – dopo avere superato l’automobile condotta da (OMISSIS) – invadeva l’opposta corsia di marcia, travolgendo la persona offesa.

2. Il provvedimento ha ritenuto inutilizzabili gli accertamenti relativi al tasso alcolemico, ai sensi dell’articolo 356 c.p.p. e articolo 114 disp. att. c.p.p., osservando che l’accertamento del tasso alcolemico, effettuato tramite esame ematico presso il nosocomio ove l’indagato era stato condotto, a seguito del sinistro, non era stato preceduto dall’avviso della facolta’ di farsi assistere da un difensore di fiducia, pur essendo l’analisi stata richiesta autonomamente dalla Polizia giudiziaria.

3. Avverso l’ordinanza propone ricorso per cassazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore, affidandolo ad un unico articolato motivo, con il quale lamenta la violazione dell’articolo 356 c.p.p. e articolo 114 disp. att. c.p.p., nonche’ il vizio di motivazione.

4. La doglianza, ricostruendo la vicenda, sottolinea che l’indagato, condotto in ospedale in stato di incoscienza, in codice rosso, fu immediatamente sottoposto a visita alle ore 2:14, risultando “non collaborante”. In quella sede – e precisamente alle ore 2:20 – furono prescritti dal Dott. (OMISSIS) esami ematici e tossicologici, oltre ad altre indagini cliniche. Solo alle ore 3:00, invece, giungeva alla Direzione sanitaria la richiesta della Polizia giudiziaria per l’effettuazione dei test alcolemici e per la ricerca di tracce di stupefacenti nel sangue. Essendo, nondimeno, siffatti controlli gia’ stati gia’ richiesti ed effettuati nell’ambito del protocollo sanitario-terapeutico, il previo avviso della facolta’ di farsi assistere da un difensore non era dovuto, con la conseguenza dell’utilizzabilita’ dell’accertamento. Conclude per l’annullamento dell’ordinanza impugnata, allegando il verbale di accettazione dell’interessato presso il Pronto Soccorso in codice rosso e documentazione sulle prestazioni sanitarie disposte, nonche’ la richiesta della polizia giudiziaria di sottoporre il medesimo a prelievo destinato all’accertamento della presenza di alcool nel sangue.

5. Il Procuratore generale presso la Corte di cassazione, con requisitoria ritualmente depositata, in data 23 giugno 2020, ha chiesto l’annullamento con rinvio dell’ordinanza impugnata.

6. Con memoria trasmessa in cancelleria, in data 30 giugno 2020, (OMISSIS), a mezzo del suo difensore, ricostruendo la vicenda e ripercorrendo le argomentazioni dell’ordinanza impugnata, ha concluso per la reiezione del ricorso.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso e’ fondato.

2. Secondo l’ormai consolidato orientamento di questa Corte, in caso di richiesta, ai sensi dell’articolo 186 C.d.S., comma 5, di prelievo ematico su soggetto coinvolto in incidente stradale e condotto presso struttura ospedaliera, al fine di accertare il tasso alcolemico e la presenza di droghe d’abuso nel sangue, l’esecuzione deve essere preceduta dal “previo avviso” della facolta’ di farsi assistere da un difensore, come disposto dall’articolo 356 c.p.p. e articolo 114 disp. att. c.p.p., non solo nell’ipotesi in cui il prelievo venga effettuato esclusivamente su richiesta della polizia giudiziaria, ma anche nel caso in cui l’accertamento venga richiesto esclusivamente dalla polizia giudiziaria sul campione di sangue prelevato per esigenze diagnostiche di altro genere, disposte dal personale medico, non comprensive della verifica specifica (ex multis, Sez. 4, n. 49371 del 25/09/2018 – dep. 29/10/2018, C, Rv. 274039). Al contrario, qualora l’esecuzione dell’accertamento intervenga nell’ambito dell’applicazione di un protocollo sanitario, essendo l’esame del quantitativo di alcool o della presenza di tracce di stupefacenti nel sangue destinato a fini di cura, e quindi disposto al di fuori del contesto di indagine, nessun previo avviso e’ richiesto dal rito, mancando qualunque rapporto fra l’effettuazione dell’analisi ed il diritto di difesa (cfr. per la ricostruzione dell’evoluzione della giurisprudenza di legittimita’ Sez. 4, n. 11722 del 19/02/2019 – dep. 18/03/2019, Ellera Francesco, Rv. 275281; Sez. 4, n. 8862 del 19/02/2020 – dep. 05/03/2020, Zanni Ileana Flavia, Rv. 278676).

3. Cio’ premesso, va rilevato che il pubblico ministero ricorrente sottolinea che l’ordinanza impugnata, dando atto della richiesta da parte della Polizia giudiziaria di effettuare l’esame del tasso alcolemico, intervenuto alle ore 3:00, omette di valutare come dagli atti emergesse che alle ore 2:20 il medico che aveva sottoposto a visita l’indagato, giunto in ospedale in codice rosso ed in stato di incoscienza, avesse gia’ disposto, per ragioni di cura, gli accertamenti successivamente richiesti dalla polizia giudiziaria e risultati positivi.

Ora, effettivamente dagli atti richiamati dal ricorso per cassazione emerge che gli esami ematici per la ricerca della presenza di alcool e droghe di abuso furono disposti alle ore 2:20 dal medico del pronto soccorso, e che la richiesta della polizia giudiziaria intervenne solo alle ore 3:00. Si tratta di una circostanza non menzionata dall’ordinanza, che si limita alla constatazione dell’intervento dell’istanza dei Carabinieri, senza far cenno al momento in cui l’accertamento fu ordinato dal personale medico.

4. L’assenza del vaglio dell’antecedenza della disposizione medica, rispetto alla richiesta investigativa, impone, alla luce dei principi supra enunciati, l’annullamento con rinvio dell’ordinanza impugnata, al fine della valutazione circa l’utilizzabilita’ dell’accertamento, in assenza del previo avviso della facolta’ di farsi assistere da un difensore.

P.Q.M.

Annulla l’ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di Salerno.


[1] Estratto della nota a Cass. pen. n. 19846/2008 “Strumentario Avvocati. Rivista di Diritto e Procedura Penale”, a cura del Dott. Francesco Morelli, Novembre 2008 – Edizione Diritto Italia S.r.l.

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