Art. 70 – Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Circostanze oggettive e soggettive

Articolo 70 - Codice Penale

Agli effetti della legge penale (118, 119):
1) sono circostanze oggettive quelle che concernono la natura, la specie, i mezzi, l’oggetto, il tempo, il luogo e ogni altra modalità dell’azione, la gravità del danno o del pericolo, ovvero le condizioni o le qualità personali dell’offeso (61 n. 5, 625 nn. 1, 5, 7, 609 quinquies);
2) sono circostanze soggettive quelle che concernono la intensità del dolo o il grado della colpa, o le condizioni e le qualità personali del colpevole, o i rapporti fra il colpevole e l’offeso, ovvero che sono inerenti alla persona del colpevole (376, 576 n. 2, 605, 649).
Le circostanze inerenti alla persona del colpevole riguardano la imputabilità (8598) e la recidiva (99 ss.).

Articolo 70 - Codice Penale

Agli effetti della legge penale (118, 119):
1) sono circostanze oggettive quelle che concernono la natura, la specie, i mezzi, l’oggetto, il tempo, il luogo e ogni altra modalità dell’azione, la gravità del danno o del pericolo, ovvero le condizioni o le qualità personali dell’offeso (61 n. 5, 625 nn. 1, 5, 7, 609 quinquies);
2) sono circostanze soggettive quelle che concernono la intensità del dolo o il grado della colpa, o le condizioni e le qualità personali del colpevole, o i rapporti fra il colpevole e l’offeso, ovvero che sono inerenti alla persona del colpevole (376, 576 n. 2, 605, 649).
Le circostanze inerenti alla persona del colpevole riguardano la imputabilità (8598) e la recidiva (99 ss.).

Note

Tabella procedurale

Massime

In tema di circostanze, sono estendibili ai concorrenti, e sempre che questi ne fossero consapevoli, le sole aggravanti soggettive che, oltre a non essere “inerenti alla persona del colpevole”, a norma dell’art. 70, secondo comma, cod. pen., abbiano in qualche modo agevolato la realizzazione del reato, dovendo procedersi ad una interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 118 cod. pen. (Fattispecie relativa alla comunicabilità ai correi dell’aggravante speciale prevista dall’art. 600-sexies cod. pen.). Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 27046 del 1 luglio 2016 (Cass. pen. n. 27046/2016)

A seguito della sostituzione del testo dell’art. 118 c.p. ad opera dell’art. 3, L. 7 febbraio 1990, n. 19, al concorrente non si comunicano più le circostanze soggettive concernenti i motivi a delinquere, l’intensità del dolo, il grado della colpa e quelle relative all’imputabilità ed alla recidiva. Conseguentemente, sono ancora valutate riguardo a lui le altre circostanze soggettive indicate dall’art. 70, primo comma, n. 2, c.p., cioè quelle attinenti alle qualità personali del colpevole ed ai rapporti tra il colpevole e la persona offesa. Si estendono, dunque, al concorrente – il quale ne sia a conoscenza o le ignori per colpa – le circostanze relative al munus publicum del colpevole. (Applicazione in tema di estensione della circostanza aggravante della qualità di custode al concorrente nel reato di violazione di sigilli). Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 853 del 21 maggio 1993 (Cass. pen. n. 853/1993)

L’attenuante di cui all’art. 73 T.U. stupefacenti, pur nella più ampia articolazione che il testo normativo consente di attribuirle, non può avere, anche in concreto, valenza di circostanza attenuante soggettiva, agli effetti degli artt. 118 e 70 c.p., attenendo alla offensività del reato, potendosi essa ravvisare solo ove possa affermarsi che il fatto debba globalmente qualificarsi come lievemente lesivo dell’interesse protetto. Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 7447 del 26 giugno 1992 (Cass. pen. n. 7447/1992)

La nuova normativa introdotta con L. 7 febbraio 1990, n. 19, mentre ha escluso all’art. 3 (che sostituisce l’art. 118 c.p.) la comunicabilità al compartecipe delle circostanze aggravanti propriamente soggettive e inerenti alla persona del colpevole (art. 70 comma primo n. 2 e comma secondo c.p.), ne ha ammesso la comunicabilità non solo quando siano conosciute dal concorrente, ma anche quando siano da questi ignorate per colpa, perché doveva conoscerle, ovvero ritenute insussistenti per errore determinato da colpa (art. 1 ultimo comma, che modifica l’art. 59 c.p.); si deve aggiungere che la prova di detta conoscenza o conoscibilità – vertente su fatto inerente alla sfera interiore dell’agente – può essere fornita anche per deduzioni logiche sulla base del materiale probatorio acquisito. Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 12211 del 29 novembre 1991 (Cass. pen. n. 12211/1991)

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