(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Omesso collocamento o rimozione di segnali o ripari

Articolo 673 - Codice Penale

Chiunque omette di collocare i segnali o i ripari prescritti dalla legge o dall’Autorità per impedire pericoli alle persone in un luogo di pubblico transito, ovvero rimuove i segnali o i ripari suddetti, o spegne i fanali collocati come segnali, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a € 516 (162 bis).
Alla stessa pena soggiace chi rimuove apparecchi o segnali diversi da quelli indicati nella disposizione precedente e destinati a un servizio pubblico o di pubblica necessità, ovvero spegne i fanali della pubblica
illuminazione (428, 437, 451; 1112 c.n.).

Articolo 673 - Codice Penale

Chiunque omette di collocare i segnali o i ripari prescritti dalla legge o dall’Autorità per impedire pericoli alle persone in un luogo di pubblico transito, ovvero rimuove i segnali o i ripari suddetti, o spegne i fanali collocati come segnali, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a € 516 (162 bis).
Alla stessa pena soggiace chi rimuove apparecchi o segnali diversi da quelli indicati nella disposizione precedente e destinati a un servizio pubblico o di pubblica necessità, ovvero spegne i fanali della pubblica
illuminazione (428, 437, 451; 1112 c.n.).

Note

Tabella procedurale

Massime

Il reato di omesso collocamento di segnali o ripari di cui all’art. 673 cod. pen. deve ritenersi sussistente ogniqualvolta il soggetto destinatario delle prescrizioni dettate dall’Autorità sulla sicurezza delle strade non esegua le opere necessarie allo scopo nei termini stabiliti anche qualora tali opere siano soggette a provvedimenti autorizzativi di terzi essendo compito del soggetto preposto di adoperarsi sollecitamente per rimuovere gli eventuali ostacoli che si frappongano all’attuazione dell’adempimento. Cass. pen. sez. I 11 febbraio 2011 n. 5098

Poiché la norma di cui all’art. 15 c.s. che prevede una sanzione amministrativa per il danneggiamento lo spostamento la rimozione o l’imbrattamento della segnaletica stradale e di ogni altro manifesto ad essa attinente prescinde del tutto dal considerare situazioni di pericolo per la pubblica incolumità essa non può considerarsi speciale rispetto a quella prevista dall’art. 673 c.p. e pertanto non ne esclude l’applicabilità a norma dell’art. 9 della legge n. 689 del 1981. (Fattispecie relativa alla rimozione di un segnale stradale di pericolo collocato in prossimità di una scuola). Cass. pen. sez. I 22 maggio 2000 n. 5985

L’art. 673 c.p. sull’omesso collocamento o rimozione di segnali o ripari configura una fattispecie del tutto diversa ed autonoma rispetto a quella delineata dall’art. 38 del codice della strada. Mentre infatti quest’ultima disposizione fatti salvi i casi di urgenza riguarda l’apposizione l’uso e la manutenzione da parte degli enti proprietari delle strade in condizioni di normalità dei segnali stradali secondo norme ispirate a criteri di uniformità a livello nazionale fissate con decreto del Ministro dei lavori pubblici la disposizione di cui all’art. 673 c.p. delinea una ipotesi contravvenzionale volta a salvaguardare l’incolumità delle persone nei luoghi di pubblico transito in situazioni di anomalia che possano dar vita a pericolo per chi circola in tali luoghi. Cass. pen. sez. I 15 maggio 1997 n. 4477

L’omissione di collocamento del riparo di cui all’art. 673 c.p. va riferita non al fatto in se stesso bensì allo scopo per cui è prescritto dalla legge o dall’autorità che è quello di impedire pericoli alle persone in un luogo di pubblico transito. Di conseguenza se le prescrizioni della legge o dell’autorità non contengono particolari indicazioni in ordine al collocamento del riparo esso deve farsi secondo il criterio dell’adeguatezza allo scopo. L’obbligato deve pertanto fare tutto ciò che è necessario e possibile affinché il riparo abbia piena efficienza sì da collocarlo in modo che non possa facilmente cadere o spostarsi. Cass. pen. sez. I 22 febbraio 1990 n. 2535

Nell’espressione «luogo di pubblico transito» di cui all’art. 673 c.p. sono compresi non solo i luoghi pubblici destinati al passaggio di un numero indeterminato di persone ma anche i luoghi privati soggetti al transito di terzi estranei in numero indeterminato. Cass. pen. sez. I 22 febbraio 1990 n. 2535

La norma contenuta dell’art. 4 D.P.R. 7 gennaio 1956 n. 164 concernente la viabilità nei cantieri (prevedendo che alle vie di accesso ed ai punti pericolosi non proteggibili debbano apporsi segnalazioni opportune) si presenta come caratterizzata da un elemento specializzante rispetto a quello generale di cui all’art. 673 c.p. (omesso collocamento o rimozione di segnali o ripari) atteso che oltre a comprendere tutti gli elementi costitutivi della fattispecie delineata da quest’ultimo possiede come dato specifico e peculiare quello relativo alla tipicità dell’ambiente (cantiere di lavoro) in cui le misure cautelari devono attuarsi a tutela della incolumità pubblica. Cass. pen. sez. I 10 novembre 1986 n. 12620

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