(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Abuso della credulità popolare

Articolo 661 - Codice Penale

Chiunque, pubblicamente (266) cerca con qualsiasi impostura, anche gratuitamente, di abusare della credulità popolare è soggetto (1), se dal fatto può derivare un turbamento dell’ordine pubblico, alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 15.000 (640; 121 T.U. di P.S.) (2) (3).

Articolo 661 - Codice Penale

Chiunque, pubblicamente (266) cerca con qualsiasi impostura, anche gratuitamente, di abusare della credulità popolare è soggetto (1), se dal fatto può derivare un turbamento dell’ordine pubblico, alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 15.000 (640; 121 T.U. di P.S.) (2) (3).

Note

(1) Le parole: «è punito» sono state così sostituite dalle attuali: «è soggetto» dall’art. 2, comma 4, del D.L.vo 15 gennaio 2016, n. 8.
(2) Le parole: «con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 1.032» sono state così sostituite dalle attuali: «alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 15.000» dall’art. 2, comma 4, del D.L.vo 15 gennaio 2016, n. 8.
(3) A norma dell’art. 8 del D.L.vo 15 gennaio 2016, n. 8, le disposizioni del presente decreto che sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto stesso (G.U. Serie gen. – n. 17 del 22 gennaio 2016), sempre che il procedimento penale non sia stato definito con sentenza o con decreto divenuti irrevocabili. Se i procedimenti penali per i reati depenalizzati dal presente decreto sono stati definiti, prima della sua entrata in vigore, con sentenza di condanna o decreto irrevocabili, il giudice dell’esecuzione revoca la sentenza o il decreto, dichiarando che il fatto non è previsto dalla legge come reato e adotta i provvedimenti conseguenti. Il giudice dell’esecuzione provvede con l’osservanza delle disposizioni dell’articolo 667, comma 4, del codice di procedura penale. Ai fatti commessi prima della data di entrata in vigore del presente decreto non può essere applicata una sanzione amministrativa pecuniaria per un importo superiore al massimo della pena originariamente inflitta per il reato, tenuto conto del criterio di ragguaglio di cui all’articolo 135 del codice penale. A tali fatti non si applicano le sanzioni amministrative accessorie introdotte dal presente decreto, salvo che le stesse sostituiscano corrispondenti pene accessorie.

Tabella procedurale

Massime

Office Advice Logo

Office Advice © 2020 – Tutti i diritti riservati