Art. 64 – Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Aumento di pena nel caso di una sola circostanza aggravante

Articolo 64 - Codice Penale

Quando ricorre una circostanza aggravante, e l’aumento di pena non è determinato dalla legge, è aumentata fino a un terzo la pena che dovrebbe essere inflitta per il reato commesso (18 coord.).
Nondimeno, la pena della reclusione da applicare per effetto dell’aumento non può superare gli anni trenta.

Articolo 64 - Codice Penale

Quando ricorre una circostanza aggravante, e l’aumento di pena non è determinato dalla legge, è aumentata fino a un terzo la pena che dovrebbe essere inflitta per il reato commesso (18 coord.).
Nondimeno, la pena della reclusione da applicare per effetto dell’aumento non può superare gli anni trenta.

Note

Tabella procedurale

Massime

In tema di quantificazione della pena, il divieto di oltrepassare il limite legale della pena sancito dall’art 132, comma secondo, cod. pen. si riferisce anche ai conteggi intermedi resi necessari, ai fini della determinazione della pena finale, dal concorso di circostanze aggravanti ed attenuanti non bilanciabili ai sensi dell’art. 69 cod. pen. (In applicazione del principio, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza che, riconosciuta la penale responsabilità dell’imputato per il delitto di sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato ai sensi dell’art. 7, d.l. n. 152 del 1991, conv. con modif. dalla legge n. 203 del 1991, e concessagli l’attenuante di cui all’art. 311 cod. pen., partendo dalla pena-base di anni 25 di reclusione, l’aveva aumentata per l’aggravante ad anni 33 e mesi 4 di reclusione – in violazione del limite di anni 30 di reclusione previsto dall’art. 64, comma 2, cod. pen. – e su tale pena aveva poi operato la riduzione per l’attenuante) Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 16226 del 28 maggio 2020 (Cass. pen. n. 16226/2020)

In tema di sentenza di patteggiamento, l’obbligo di verifica della correttezza dell’applicazione e della comparazione delle circostanze, previsto dall’art. 444, comma 2, cod. proc. pen., non attiene solo alla loro configurabilità, ma implica anche il controllo della conformità ai criteri legali del computo degli aumenti o delle diminuzioni di pena, disposti per effetto del loro riconoscimento, anche se concordati dalle parti. (Fattispecie in cui la Corte ha rilevato la violazione dell’art. 64, comma primo, cod. pen., che fissa il limite legale per l’aumento della pena conseguente al riconoscimento di una circostanza aggravante, qualora la legge non fissi la relativa misura, nella quale è stato precisato che il giudizio sulla legalità del criterio di computo degli aumenti o della diminuzione delle pena, conseguente all’applicazione delle circostanze, è diverso dalla valutazione di congruità della pena concordata dalle parti, che deve essere compiuta dal giudice in relazione alla misura della pena finale, indipendentemente dai singoli passaggi interni di computo). Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 12961 del 21 marzo 2019 (Cass. pen. n. 12961/2019)

Non è esperibile la procedura di cui all’art. 130 cod. proc. pen. qualora il contrasto tra la determinazione della pena indicata in dispositivo e quella effettuata in motivazione non sia conseguente ad un errato calcolo matematico ma sia il risultato dell’applicazione di un errato criterio giuridico. (Fattispecie nella quale la Corte ha annullato il provvedimento di correzione del Tribunale che, pur lasciando inalterata la pena finale, aveva modificato, in aumento la pena base e in diminuzione l’incremento riferito ad una circostanza aggravante comune, in modo da ricondurre quest’ultimo nella misura massima consentita dall’art. 64 cod. pen., pari ad un terzo).  Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 16367 del 15 aprile 2014 (Cass. pen. n. 16367/2014)

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