Art. 615 quater – Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici

Articolo 615 quater - Codice Penale

Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto o di arrecare ad altri un danno, abusivamente si procura, riproduce, diffonde, comunica o consegna codici, parole chiave o altri mezzi idonei all’accesso ad un sistema informatico o telematico, protetto da misure di sicurezza, o comunque fornisce indicazioni o istruzioni idonee al predetto scopo, è punito con la reclusione sino ad un anno e con la multa sino a € 5.164.
La pena è della reclusione da uno a due anni e della multa da € 5.164 a € 10.329 se ricorre taluna delle circostanze di cui ai numeri 1) e 2) del quarto comma dell’articolo 617 quater.

Articolo 615 quater - Codice Penale

Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto o di arrecare ad altri un danno, abusivamente si procura, riproduce, diffonde, comunica o consegna codici, parole chiave o altri mezzi idonei all’accesso ad un sistema informatico o telematico, protetto da misure di sicurezza, o comunque fornisce indicazioni o istruzioni idonee al predetto scopo, è punito con la reclusione sino ad un anno e con la multa sino a € 5.164.
La pena è della reclusione da uno a due anni e della multa da € 5.164 a € 10.329 se ricorre taluna delle circostanze di cui ai numeri 1) e 2) del quarto comma dell’articolo 617 quater.

Note

Tabella procedurale

Arresto: non consentito.
Fermo di indiziato di delitto: non consentito.
Misure cautelari personali: non consentite.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico. 33 ter c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

Il delitto di cui all’art. 615-quater cod. pen. non può concorrere con quello più grave di cui all’art. 615-ter cod. pen. del quale costituisce naturalisticamente un antecedente necessario sempre che quest’ultimo oltre ad essere procedibile risulti integrato nel medesimo contesto spazio-temporale in cui sia stato perpetrato l’antefatto ed in danno della medesima persona offesa. Cass. pen. sez. II 20 maggio 2019 n. 21987

Integra il reato di detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a servizi informatici e telematici (art. 615 quater cod. pen.) e non quello di ricettazione la condotta di chi riceve i codici di carte di credito abusivamente scaricati dal sistema informatico ad opera di terzi e li inserisce in carte di credito clonate poi utilizzate per il prelievo di denaro contante attraverso il sistema bancomat. Cass. pen. sez. II 26 novembre 2013 n. 47021

Integra il reato di detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a servizi informatici o telematici (art. 615 quater c.p.) la condotta di colui che si procuri abusivamente il numero seriale di un apparecchio telefonico cellulare appartenente ad altro soggetto poiché attraverso la corrispondente modica del codice di un ulteriore apparecchio (c.d. clonazione) è possibile realizzare una illecita connessione alla rete di telefonia mobile che costituisce un sistema telematico protetto anche con riferimento alle banche concernenti i dati esteriori delle comunicazioni gestite mediante tecnologie informatiche. Ne consegue che l’acquisto consapevole a fini di profitto di un telefono cellulare predisposto per l’accesso alla rete di telefonia mediante i codici di altro utente («clonato») integra il delitto di ricettazione (art. 648 c.p.) di cui costituisce reato presupposto quello ex art. 615 quater c.p. Cass. pen. sez. II 22 settembre 2003 n. 36288

Non configura il reato di detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici e telematici (art. 615 quater c.p.) il possesso di un decodificatore di segnali satellitari e di schede per la ricezione degli stessi (c.d. “Pic-card” o “Smart-card”) atteso che con tali strumenti non si viola alcun domicilio informatico protetto da misure di sicurezza ma si utilizzano irregolarmente servizi di trasmissione o comunicazione ad accesso condizionato contravvenendo in tal modo alle disposizioni sul diritto d’autore di cui all’art. 6 D.L.vo 15 novembre 2000 n. 373 sanzionato solo in via amministrativa prima dell’entrata in vigore della legge 7 febbraio 2003 n. 38. Cass. pen. sez. V 20 maggio 2003 n. 22319

In tema di detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici la detenzione di una scheda contraffatta (pic card) per la decrittazione delle trasmissioni a pagamento (pay-tv) configura il reato di cui all’art. 615 quater c.p. ma non rientra nella previsione di cui all’art. 171 octies della L. n. 248 del 2000 che invece concerne la tutela del diritto di autore con la conseguenza che tra le due previsioni non sussiste alcun rapporto di specialità. Cass. pen. sez. V 27 giugno 2002 n. 24847

In tema di criminalità informatica l’art. 615 quater c.p. si applica anche all’ipotesi di detenzione o diffusione abusiva delle pics-cards schede informatiche che consentono di vedere programmi televisivi criptati attraverso la decodifica di segnali trasmessi secondo modalità tecniche di carattere telematico. Cass. pen. sez. V 21 ottobre 1998 n. 4389

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