Art. 602 – Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Acquisto e alienazione di schiavi

Articolo 602 - Codice Penale

(1) (2) (3) (4) Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo 601, acquista o aliena o cede una persona che si trova in una delle condizioni di cui all’articolo 600 è punito con la reclusione da otto a venti anni.
La pena è aumentata da un terzo alla metà se la persona offesa è minore degli anni diciotto ovvero se i fatti di cui al primo comma sono diretti allo sfruttamento della prostituzione o al fine di sottoporre la persona offesa al
prelievo di organi (5).

Articolo 602 - Codice Penale

(1) (2) (3) (4) Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo 601, acquista o aliena o cede una persona che si trova in una delle condizioni di cui all’articolo 600 è punito con la reclusione da otto a venti anni.
La pena è aumentata da un terzo alla metà se la persona offesa è minore degli anni diciotto ovvero se i fatti di cui al primo comma sono diretti allo sfruttamento della prostituzione o al fine di sottoporre la persona offesa al
prelievo di organi (5).

Note

(1) Questo articolo è stato così sostituito dall’art. 3 della L. 11 agosto 2003, n. 228, recante misure contro la tratta di persone.
(2) L’art. 71 del D.L.vo 6 settembre 2011, n. 159, recante codice delle leggi antimafia antimafia, prevede che le pene stabilite per i delitti di cui a questo articolo, sono aumentate da un terzo alla metà se il fatto è commesso da persona sottoposta con provvedimento definitivo ad una misura di prevenzione personale durante il periodo previsto di applicazione e sino a tre anni dal momento in cui ne è cessata l’esecuzione. In ogni caso si procede d’ufficio e quando i delitti di cui al comma 1 del predetto art. 71, per i quali è consentito l’arresto in flagranza, sono commessi da persone sottoposte alla misura di prevenzione, la polizia giudiziaria può procedere all’arresto anche fuori dei casi di flagranza. Alla pena è aggiunta una misura di sicurezza detentiva.
(3) A norma dell’art. 609 decies, primo comma, c.p. così come sostituito dall’art. 4, comma 1, lett. v), n. 1), della L. 1° ottobre 2012, n. 172, quando si procede per taluno dei delitti previsti dagli articoli 600, 600 bis, 600 ter, 600 quinquies, 601, 602, 609 bis, 609 ter, 609 quinquies, 609 octies e 609 undecies commessi in danno di minorenni, ovvero per il delitto previsto dall’articolo 609 quater, il procuratore della Repubblica ne dà notizia al tribunale per i minorenni.
(4) A norma dell’art. 11 del D.L. 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni, nella L. 23 aprile 2009, n. 38, così come modificato dall’art. 1, comma 4 bis, del D.L. 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, nella L. 15 ottobre 2013, n. 119, le forze dell’ordine, i presidi sanitari e le istituzioni pubbliche che ricevono dalla vittima notizia del reato di atti persecutori, hanno l’obbligo di fornire alla vittima stessa tutte le informazioni relative ai centri antiviolenza presenti sul territorio e, in particolare, nella zona di residenza della vittima. Le forze dell’ordine, i presidi sanitari e le istituzioni pubbliche provvedono a mettere in contatto la vittima con i centri antiviolenza, qualora ne faccia espressamente richiesta.
(5) Questo comma è stato abrogato dall’art. 3, comma 1, lett. c), della L. 2 luglio 2010, n. 108.

Tabella procedurale

Arresto: facoltativo in flagranza. (380 c.p.p.)
Fermo di indiziato di delitto: consentito. (384 c.p.p.)
Misure cautelari personali: consentite; consentito l’allontanamento dalla casa familiare se il delitto è commesso in danno dei prossimi congiunti o del convivente. (280287 c.p.p.); (282 bis c.p.p.)
Autorità giudiziaria competente: Corte di assise. (5 c.p.p.)
Procedibilità: d’ufficio. (50 c.p.p.)

Massime

Il soggetto che si sia già reso responsabile della riduzione di taluno in schiavitù (art. 600 c.p.) può commettere anche il reato di cui all’art. 602 c.p. non solo nel caso in cui alieni ad altri la persona resa schiava ma anche in quello in cui ne acquisti la «proprietà esclusiva» avendo in precedenza contribuito a rendere schiava la medesima persona senza tuttavia diventarne l’unico «proprietario». Cass. pen. sez. I 7 gennaio 2003 n. 21

Non è adottabile la misura cautelare in relazione ad una fattispecie delittuosa (nella specie di cui all’art. 602 c.p.) che per essere in concreto punibile ricorrendo gli estremi di cui all’art. 10 comma secondo c.p. necessita della richiesta del Ministro della giustizia trattandosi di reato commesso all’estero da cittadini stranieri in danno di cittadina straniera. (Nell’occasione la Corte ha precisato che la richiesta ministeriale essendo di natura politico-amministrativa è incerta con il conseguente rischio di ancorare la misura cautelare ad una mera eventualità di condanna). Cass. pen. sez. III 10 aprile 2000 n. 1015

La Convenzione di Ginevra del 25 settembre 1926 rinnovata nella successiva Convenzione del 7 settembre 1956 ratificata con la legge italiana 20 dicembre 1957 n. 1304 nell’elenco delle varie situazioni considerate analoghe alla schiavitù contemplava anche situazioni di fatto e non di diritto perché realizzabili senza alcun fatto normativo. Pertanto condizione analoga alla schiavitù deve interpretarsi come condizione in cui sia socialmente possibile per prassi tradizioni circostanze ambientali costringere una persona al proprio esclusivo servizio. (Fattispecie relativa a ritenuta sussistenza dei reati di cui agli artt. 600 e 602 c.p. per accertata padronanza assoluta su dei bambini acquisita mediante cessioni o rapimenti e stato di soggezione e costrizione a rubare dei bambini medesimi). Cass. pen. sez. V 4 aprile 1990 n. 4852

«Condizione analoga alla schiavitù secondo la disposizione dell’art. 602 c.p. è una posizione di sottoposizione permanente al lavoro forzato e obbligatorio. La condizione di schiavitù e quelle analoghe contemplate dall’art. 602 c.p. sono situazioni di diritto cioè veri e propri status di diritto. Pertanto si è fuori della suddetta ipotesi ove manchi un tale status e ricorra invece una mera situazione di fatto. Il delitto di cui all’art. 602 c.p. presuppone come soggetto passivo una persona che già si trovi in stato di schiavitù o in condizione analoga e cioè di sottoposizione a lavoro forzato e obbligatorio. Nella nozione di «condizione analoga alla schiavitù secondo la disposizione dell’art. 602 c.p. non può rientrare quella di adozione di fatto per cessione venale di un neonato. Cass. pen. sez. V 20 gennaio 1984

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