Art. 601 – Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Tratta di persone

Articolo 601 - Codice Penale

(1) (2) (3) È punito con la reclusione da otto a venti anni chiunque recluta, introduce nel territorio dello Stato, trasferisce anche al di fuori di esso, trasporta, cede l’autorità sulla persona, ospita una o più persone che si trovano nelle condizioni di cui all’articolo 600, ovvero, realizza le stesse condotte su una o più persone, mediante inganno, violenza, minaccia, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di vulnerabilità, di inferiorità fisica, psichica o di necessità, o mediante promessa o dazione di denaro o di altri vantaggi alla persona che su di essa ha autorità, al fine di indurle o costringerle a prestazioni lavorative, sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque al compimento di attività illecite che ne comportano lo sfruttamento o a sottoporsi al prelievo di organi.
Alla stessa pena soggiace chiunque, anche al di fuori delle modalità di cui al primo comma, realizza le condotte ivi previste nei confronti di persona minore di età.
La pena per il comandante o l’ufficiale della nave nazionale o straniera, che commette alcuno dei fatti previsti dal primo o dal secondo comma o vi concorre, è aumentata fino a un terzo (4).
Il componente dell’equipaggio di nave nazionale o straniera destinata, prima della partenza o in corso di navigazione, alla tratta è punito, ancorchè non sia stato compiuto alcun fatto previsto dal primo o dal secondo comma o di commercio di schiavi, con la reclusione da tre a dieci anni (4).

Articolo 601 - Codice Penale

(1) (2) (3) È punito con la reclusione da otto a venti anni chiunque recluta, introduce nel territorio dello Stato, trasferisce anche al di fuori di esso, trasporta, cede l’autorità sulla persona, ospita una o più persone che si trovano nelle condizioni di cui all’articolo 600, ovvero, realizza le stesse condotte su una o più persone, mediante inganno, violenza, minaccia, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di vulnerabilità, di inferiorità fisica, psichica o di necessità, o mediante promessa o dazione di denaro o di altri vantaggi alla persona che su di essa ha autorità, al fine di indurle o costringerle a prestazioni lavorative, sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque al compimento di attività illecite che ne comportano lo sfruttamento o a sottoporsi al prelievo di organi.
Alla stessa pena soggiace chiunque, anche al di fuori delle modalità di cui al primo comma, realizza le condotte ivi previste nei confronti di persona minore di età.
La pena per il comandante o l’ufficiale della nave nazionale o straniera, che commette alcuno dei fatti previsti dal primo o dal secondo comma o vi concorre, è aumentata fino a un terzo (4).
Il componente dell’equipaggio di nave nazionale o straniera destinata, prima della partenza o in corso di navigazione, alla tratta è punito, ancorchè non sia stato compiuto alcun fatto previsto dal primo o dal secondo comma o di commercio di schiavi, con la reclusione da tre a dieci anni (4).

Note

(1) Questo articolo è stato, da ultimo, così sostituito dall’art. 2, comma 1, lett. b), del D.L.vo 4 marzo 2014, n. 24.
(2) A norma dell’art. 609 decies, primo comma, c.p. così come sostituito dall’art. 4, comma 1, lett. v), n. 1), della L. 1° ottobre 2012, n. 172, quando si procede per taluno dei delitti previsti dagli articoli 600, 600 bis, 600 ter, 600 quinquies, 601, 602, 609 bis, 609 ter, 609 quinquies, 609 octies e 609 undecies commessi in danno di minorenni, ovvero per il delitto previsto dall’articolo 609 quater, il procuratore della Repubblica ne dà notizia al tribunale per i minorenni.
(3) A norma dell’art. 11 del D.L. 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni, nella L. 23 aprile 2009, n. 38, così come modificato dall’art. 1, comma 4 bis, del D.L. 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, nella L. 15 ottobre 2013, n. 119, le forze dell’ordine, i presidi sanitari e le istituzioni pubbliche che ricevono dalla vittima notizia del reato di atti persecutori, hanno l’obbligo di fornire alla vittima stessa tutte le informazioni relative ai centri antiviolenza presenti sul territorio e, in particolare, nella zona di residenza della vittima. Le forze dell’ordine, i presidi sanitari e le istituzioni pubbliche provvedono a mettere in contatto la vittima con i centri antiviolenza, qualora ne faccia espressamente richiesta.
(4) Questo comma è stato aggiunto dall’art. 2, comma 1, lett. f), del D.L.vo 1 marzo 2018, n. 21.

Tabella procedurale

Arresto: primo, secondo e terzo comma, obbligatorio in flagranza; quarto comma facoltativo in flagranza 380 c.p.p.; 381 c.p.p.
Fermo di indiziato di delitto: consentito. 384 c.p.p.
Misure cautelari personali: consentite; consentito l’allontanamento dalla casa familiare se il delitto è commesso in danno dei prossimi congiunti o del convivente. 280287 c.p.p.; 282 bis c.p.p.
Autorità giudiziaria competente: Corte di assise. 5 c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

Ai fini della configurabilità del delitto di tratta di persone (art. 601 c.p.) non è richiesto che il soggetto passivo si trovi già in schiavitù o condizione analoga con la conseguenza che il delitto in questione si ravvisa anche se una persona libera sia condotta con inganno in Italia al fine di porla nel nostro territorio in condizione analoga alla schiavitù il reato di tratta può essere infatti commesso anche con induzione mediante inganno in alternativa alla costrizione con violenza o minaccia al fine di commettere i delitti di cui all’art. 600 comma primo c.p. (In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha ritenuto immune da censure la decisione con cui il giudice di appello ha confermato la responsabilità in ordine al delitto di cui all’art. 601 c.p. nei confronti degli imputati i quali avevano pubblicato su stampa in Polonia ed altri Paesi dell’Est nonché via internet annunci ingannevoli di lavoro ben remunerato in Italia assicurando trasferimento alloggio e vitto nel luogo di destinazione dove singole cellule smistavano i lavoratori nei campi e li riducevano in schiavitù. Cass. pen. sez. V 12 novembre 2010 n. 40045

Il delitto di favoreggiamento dell’ingresso nel territorio dello Stato di uno straniero extracomunitario resta assorbito nel delitto di tratta di persone se realizzato per compiere questo ultimo delitto in quanto la clausola di riserva “salvo che il fatto costituisca più grave reato” di cui alla norma di previsione del delitto di favoreggiamento dell’ingresso clandestino comporta l’applicazione della norma incriminatrice della tratta delitto più gravemente punito. Cass. pen. sez. V 1 giugno 2010 n. 20740

Ai fini della consumazione del reato di tratta di persone con riguardo alla seconda delle ipotesi previste dall’art. 601 comma primo c.p. non è necessario che venga consumato anche il reato di riduzione in schiavitù quale previsto dalla richiamata norma atteso che con tale richiamo si è inteso soltanto da parte del legislatore stabilire la necessità del dolo specifico da cui la condotta dell’agente dev’essere accompagnata nulla rilevando quindi che la finalità da lui perseguita non si realizzi ovvero si realizzi ad opera di soggetto diverso non necessariamente concorrente con il primo. Cass. pen. sez. V 10 giugno 2008 n. 23368

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