Art. 593 – Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 - aggiornato alla L. 28.03.2022, n. 25)

Omissione di soccorso

Articolo 593 - codice penale

Chiunque, trovando abbandonato o smarrito un fanciullo minore degli anni dieci, o un’altra persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia o per altra causa, omette di darne immediato avviso all’Autorità, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 2.500 euro (1).
Alla stessa pena soggiace chi, trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso all’Autorità.
Se da siffatta condotta del colpevole deriva una lesione personale (582), la pena è aumentata (64); se ne deriva la morte, la pena è raddoppiata.

Articolo 593 - Codice Penale

Chiunque, trovando abbandonato o smarrito un fanciullo minore degli anni dieci, o un’altra persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia o per altra causa, omette di darne immediato avviso all’Autorità, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 2.500 euro (1).
Alla stessa pena soggiace chi, trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso all’Autorità.
Se da siffatta condotta del colpevole deriva una lesione personale (582), la pena è aumentata (64); se ne deriva la morte, la pena è raddoppiata.

Note

(1) Le parole: «è punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a lire seicentomila (N.d.R.: € 309)» sono state così sostituite dalle attuali: «è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a 2.500 euro» dall’art. 1 della L. 9 aprile 2003, n. 72.

Tabella procedurale

Arresto: non consentito.
Fermo di indiziato di delitto: non consentito.
Misure cautelari personali: non consentite.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico. 33 ter c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

Si configura il delitto di omicidio colposo mediante omissione ai sensi dell’art. 40, comma secondo, cod. pen., e non quello, meno severamente sanzionato, di omissione di soccorso aggravato ai sensi dell’art. 593, comma terzo, cod. pen., qualora, in capo all’agente, ricorra, non già un generico obbligo di attivazione, ma una specifica posizione di garanzia avente fondamento in una legge extra-penale o in altra fonte, anche contrattuale, produttiva di obblighi giuridici, che gli attribuisca adeguati poteri per l’impedimento di eventi lesivi di altrui beni in ragione dell’incapacità del titolare di provvedervi autonomamente. (Fattispecie in tema di omicidio, con riferimento alla quale la Corte ha ritenuto che gli imputati avessero volontariamente assunto un dovere di protezione – con conseguente obbligo di impedire l’evento – nei confronti di un giovane di cui si erano presi cura nell’apprezzabile intervallo di tempo durante il quale il medesimo era sopravvissuto dopo essere stato attinto da un colpo d’arma da fuoco esploso accidentalmente da uno dei predetti mentre, trovandosi nella loro abitazione per ragioni di familiarità, era intento a farsi la doccia). Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 9049 del 6 marzo 2020 (Cass. pen. n. 9049/2020)

Mentre il delitto di omissione di soccorso sussiste, sotto il profilo dell’omesso avviso all’autorità, anche ove si accerti che l’assistenza sarebbe stata impossibile o inutile e deve escludersi solo se la persona da assistere sia già deceduta – per l’applicazione dell’art. 593, comma terzo, cod. pen., è necessario accertare il nesso causale tra omissione ed evento, alla stregua di un giudizio di alta probabilità logica, per cui la fattispecie è configurabile solo se si accerti che, ipotizzandosi come avvenuta l’azione che sarebbe stata doverosa ed esclusa l’interferenza di decorsi causali alternativi, l’evento, con elevato grado di credibilità razionale, non avrebbe avuto luogo, ovvero avrebbe avuto luogo in epoca significativamente posteriore o con minore intensità lesiva. Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 38200 del 16 settembre 2019 (Cass. pen. n. 38200/2019)

La fattispecie di omissione di atti d’ufficio è speciale rispetto a quella di omissione di soccorso. (Fattispecie relativa alla condotta del medico che ometta di prestare le cure del caso al paziente presentatosi all’ambulatorio di guardia medica per richiedere la suturazione di una ferita lacerocontusa). Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 28005 del 15 luglio 2011 (Cass. pen. n. 28005/2011)

Il delitto di omissione di soccorso (art. 593 cod. pen.), avente natura di reato di pericolo, sussiste sotto il profilo dell’omesso avviso all’autorità anche se si accerti che l’assistenza sarebbe stata impossibile o inutile, mentre esso è escluso soltanto se la persona da assistere fosse già morta. Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 29891 del 17 luglio 2008 (Cass. pen. n. 29891/2008)

In tema di omissione di soccorso, lo stato di pericolo è elemento costitutivo delle diverse ipotesi di reato previste nel primo e secondo comma dell’art. 593 c.p. e in quest’ultima fattispecie — a differenza della prima nella quale il pericolo è «presunto» in presenza delle situazioni descritte — lo stato di pericolo deve essere accertato, in base agli elementi che caratterizzano il reato, con valutazione ex ante e non ex post sicché una volta ritenuto sussistente il pericolo a nulla rileva che allo stesso si sia egualmente potuto far fronte con interventi e mezzi diversi. Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 36608 del 4 novembre 2006 (Cass. pen. n. 36608/2006)

Per la configurabilità del delitto di omissione di soccorso (art. 593 c.p.) non è sufficiente la mera notizia che taluno versi in pericolo in luogo sottratto alla diretta percezione visiva dell’agente, ma occorre che sussista contatto materiale, attraverso gli organi sensoriali, tra quest’ultimo e la persona oggetto del ritrovamento. Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 20480 del 24 maggio 2002 (Cass. pen. n. 20480/2002)

Non è configurabile il delitto di omissione di soccorso, sotto il profilo del mancato avviso dell’autorità, quando il soggetto obbligato a tale adempimento, per la qualifica rivestita, sia egli stesso emanazione dell’autorità cui l’avviso può essere dato. (In applicazione di tale principio la Corte ha escluso la sussistenza del reato in una ipotesi in cui durante un’operazione di polizia giudiziaria era stata, per colpa, cagionata la morte di un uomo e gli ufficiali di P.G. che vi avevano partecipato avevano omesso di segnalare immediatamente il fatto). Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 13220 del 19 dicembre 2000 (Cass. pen. n. 13220/2000)

Il delitto di omissione di soccorso, in quanto reato di pericolo, sussiste sotto il profilo dell’omesso avviso all’autorità anche se si accerti che l’assistenza sarebbe stata impossibile o inutile, ed è escluso, sotto il profilo dell’omissione di soccorso, soltanto se la persona da assistere era già morta. Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 15194 del 19 novembre 1990 (Cass. pen. n. 15194/1990)

Il reato di omicidio quale conseguenza di altro delitto, di cui all’art. 586 c.p., non concorre con il reato di omissione di soccorso di cui all’art. 593 c.p., in quanto l’evento letale già posto a carico dell’agente quale autore di un reato di danno (art. 586 c.p.) non può essere addebitato allo stesso anche quale conseguenza di un reato di pericolo (art. 593 c.p.). Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1955 del 10 febbraio 1989 (Cass. pen. n. 1955/1989)

Il reato di omissione di soccorso è posto a carico del conducente di un autoveicolo, coinvolto in un incidente stradale, a prescindere dalla possibilità di intervento di terze persone. Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 11148 del 17 novembre 1988 (Cass. pen. n. 11148/1988)

Per la configurabilità del delitto di omissione di soccorso occorre che sussista un contatto materiale diretto, attraverso gli organi sensoriali, con l’oggetto del ritrovamento, onde la mera notizia che taluno sia in pericolo in luogo sottratto alla percezione visiva diretta dell’agente non è di per sé idonea ai fini della prospettabilità del reato. Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 11670 del 17 novembre 1987 (Cass. pen. n. 11670/1987)

Il reato di cui all’art. 593 c.p., trova applicazione nei confronti di chiunque sia stato informato che nelle immediate vicinanze vi sia una persona in pericolo (nella quale non è necessario «imbattersi» materialmente) e quindi anche nei confronti del medico libero professionista che, chiamato d’urgenza per soccorrere un uomo colpito da malore, si rifiuta di prestare soccorso all’ammalato. Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 4003 del 10 aprile 1978 (Cass. pen. n. 4003/1978)

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