Art. 591 – Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Abbandono di persone minori o incapaci

Articolo 591 - Codice Penale

Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
Alla stessa pena soggiace chi abbandona all’estero un cittadino italiano (4) minore degli anni diciotto, a lui affidato nel territorio dello Stato (4) per ragioni di lavoro.
La pena è della reclusione da uno a sei anni se dal fatto deriva una lesione personale (582), ed è da tre a otto anni se ne deriva la morte.
Le pene sono aumentate (64) se il fatto è commesso dal genitore, dal figlio (540), dal tutore (346 c.c.) o dal coniuge, ovvero dall’adottante o dall’adottato (291 c.c.).

Articolo 591 - Codice Penale

Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
Alla stessa pena soggiace chi abbandona all’estero un cittadino italiano (4) minore degli anni diciotto, a lui affidato nel territorio dello Stato (4) per ragioni di lavoro.
La pena è della reclusione da uno a sei anni se dal fatto deriva una lesione personale (582), ed è da tre a otto anni se ne deriva la morte.
Le pene sono aumentate (64) se il fatto è commesso dal genitore, dal figlio (540), dal tutore (346 c.c.) o dal coniuge, ovvero dall’adottante o dall’adottato (291 c.c.).

Note

Tabella procedurale

Arresto: facoltativo in flagranza. 381 c.p.p.
Fermo di indiziato di delitto: primo e secondo comma, non consentito; terzo comma, consentito. 384 c.p.p.
Misure cautelari personali: consentite. 280287 c.p.p.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico; Corte di assise se dal fatto deriva la morte. 33 ter c.p.p. 5 c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

L’elemento oggettivo del reato di abbandono di persone minori o incapaci di cui all’art. 591 cod. pen. è integrato da qualsiasi condotta attiva od omissiva contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia) gravante sul soggetto agente da cui derivi uno stato di pericolo anche meramente potenziale per la vita o l’incolumità del soggetto passivo. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto sussistente il reato con riguardo alla condotta del genitore che recandosi a fare la spesa aveva lasciato da sola la glia minore di 23 mesi all’interno della propria automobile ermeticamente chiusa ed esposta al sole nelle ore picalde della giornata). Cass. pen. sez. V 15 giugno 2018 n. 27705

Nel reato di abbandono di persona minore o incapace l’evento aggravatore della morte si pone in rapporto di concausa con la condizione patologica della parte lesa che deve trovarsi quale presupposto del reato in condizione di “malattia di mente o di corpo” o di “vecchiaia” tale da non poter provvedere a se stessa. Cass. pen. sez. I 11 febbraio 2009 n. 5945

In tema di abbandono di persona incapace (art. 591 c.p.) l’elemento materiale del reato è costituito da qualunque azione od omissione contrastante con il dovere giuridico di custodia che grava sul soggetto agente e da cui derivi uno stato di pericolo anche potenziale per l’incolumità della persona. Ne deriva – nell’ipotesi di stipula di una convenzione di natura privata dalla quale sorga l’obbligo di accoglienza di persona disabile – la sussistenza dell’obbligazione indipendentemente dalla natura del servizio (sanitario o di semplice ospitalità) di tutela e di sorveglianza in ogni situazione o stato di pericolo con l’ulteriore corollario che ogni abbandono deve essere considerato pericoloso e che l’interesse tutelato dalla norma penale deve ritenersi violato anche quando l’abbandono sia solo relativo e parziale. Cass. pen. sez. V 22 aprile 2005 n. 15245

Il reato di cui all’art. 591 c.p. di abbandono di persone minori o incapaci ha natura permanente in quanto la condotta si protrae fino a quando gli imputati non fanno cessare le situazioni che non consentono un’assistenza o cura adeguata o n tanto che tali situazioni non cessano per intervento esterno (in applicazione di tale principio la Corte ha ritenuto irrilevante ai fini della decorrenza del termine prescrizionale del reato di cui all’art. 591 c.p. addebitato agli amministratori di una casa di riposo l’intervenuto accertamento della situazione laddove successivamente non sia cessata la situazione di abbandono delle persone incapaci ricoverate). Cass. pen. sez. VI 15 marzo 2004 n. 12238

In tema di abbandono di persone minori o incapaci configura il reato di cui all’art. 591 c.p. la condotta dei responsabili dell’assistenza di soggetti ricoverati presso una casa di cura e di riposo privata (nella specie: titolare amministratore di fatto e medico di base dell’istituzione assistenziale non convenzionata) i quali non pongono rimedio alla evidente insufficienza e inadeguatezza delle strutture assistenziali atteso che la norma in questione tutela il valore etico-sociale della sicurezza della persona e pertanto ogni situazione di pericolo o abbandono anche solo parziale dei soggetti minori o incapaci impone la piena attivazione del titolare dell’obbligo giuridico a protezione del bene garantito. Cass. pen. sez. IV 20 dicembre 2001 n. 4213

Il dolo del delitto di abbandono di persone minori o incapaci è generico e può assumere la forma del dolo eventuale quando si accerti che l’agente pur essendosi rappresentato come conseguenza del proprio comportamento inerte la concreta possibilità del verificarsi di uno stato di abbandono del soggetto passivo in grado di determinare un pericolo anche solo potenziale per la vita e l’incolumità sica di quest’ultimo persiste nella sua condotta omissiva accettando il rischio che l’evento si verifichi. (Fattispecie in cui è stato ritenuto responsabile il direttore sanitario di una struttura medica di ricovere per la condotta di mancata predisposizione delle cautele organizzative idonee ad evitare l’allontanamento dalla struttura di un soggetto psicopatico poco dopo ritrovato morto). Cass. pen. sez. V 25 settembre 2017 n. 44013

Ai fini della sussistenza dell’elemento soggettivo del delitto d’abbandono di persone minori rileva esclusivamente la volontà dell’abbandono sicchè il dolo non è escluso dal fatto che chi ha l’obbligo di custodia ritenga il minore in grado di badare a se stesso per l’aiuto di coetanei a lui legati da vincoli di parentela. Cass. pen. sez. V 2 marzo 2009 n. 9276

Ai fini della sussistenza dell’elemento psicologico del delitto di abbandono di persone incapaci è richiesta la consapevolezza di abbandonare a se stesso il soggetto passivo che non abbia la capacità di provvedere alle proprie esigenze in una situazione di pericolo per la sua integrità sica. (Fattispecie relativa a presunto abbandono di bambino di tre anni lasciato solo in casa dalla madre che la Corte ha ritenuto non potesse essere ritenuto sulla base della sola circostanza che costei si fosse momentaneamente recata nel garage attiguo per eseguirvi delle pulizie). Cass. pen. sez. V 16 aprile 2007 n. 15147

I reati di maltrattamenti in famiglia e di abbandono di persone minori o incapaci possono concorrere in quanto le relative fattispecie incriminatrici sono poste a tutela di beni diversi ed integrate da condotte differenti. Cass. pen. sez. II 8 marzo 2013 n. 10994

Il delitto di abbandono di minore si distingue da quello di tentato omicidio per il diverso elemento psicologico. Nel primo caso l’elemento soggettivo è costituito dalla coscienza di abbandonare la persona minore o incapace con la consapevolezza del pericolo inerente all’incolumità sica della stessa con l’instaurarsi di una situazione di pericolo sia pure potenziale. Nella seconda ipotesi è necessario che il soggetto compia la condotta vietata con la volontà e la consapevolezza di cagionare la morte del soggetto passivo o tale evento si rappresenti come probabile o possibile conseguenza del suo operare accettando il rischio implicito del suo verificarsi. Cass. pen. sez. I 5 luglio 1989 n. 9562

Integra il delitto di abbandono di persona incapace l’omesso adempimento da parte dell’agente (nella specie un ausiliare socio-sanitario) dei doveri di custodia e di cura sullo stesso incombenti in ragione del servizio prestato in modo che ne derivi un pericolo per l’incolumità della persona incapace. Cass. pen. sez. V 21 maggio 2010 n. 19476

Integra il reato di abbandono di minore (art. 591 c.p.) la condotta del conducente dell’autobus di una scuola che lascia un piccolo alunno a terra con l’effetto di causarne il viaggio di ritorno a casa in una condizione di pericolo rappresentato dalle condizioni di luogo e di tempo (pioggia battente in atto e strada a scorrimento veloce e fuori dal centro urbano). Cass. pen. sez. V 27 febbraio 2004 n. 8833

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