Art. 588 – Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Rissa

Articolo 588 - Codice Penale

Chiunque partecipa a una rissa è punito con la multa fino a € 309.
Se nella rissa taluno rimane ucciso, o riporta lesione personale (582), la pena, per il solo fatto della partecipazione alla rissa, è della reclusione da tre mesi a cinque anni. La stessa pena si applica se la uccisione, o la lesione personale (582), avviene immediatamente dopo la rissa e in conseguenza di essa.

Articolo 588 - Codice Penale

Chiunque partecipa a una rissa è punito con la multa fino a € 309.
Se nella rissa taluno rimane ucciso, o riporta lesione personale (582), la pena, per il solo fatto della partecipazione alla rissa, è della reclusione da tre mesi a cinque anni. La stessa pena si applica se la uccisione, o la lesione personale (582), avviene immediatamente dopo la rissa e in conseguenza di essa.

Note

Tabella procedurale

Arresto: primo comma, non consentito; secondo comma, facoltativo in flagranza. 381 c.p.p.
Fermo di indiziato di delitto: non consentito.
Misure cautelari personali: primo comma, non consentite; secondo comma consentite. 280287 c.p.p.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico. 33 ter c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

La configurabilità per il reato di rissa aggravata da lesioni o morte non esclude a carico dei corrissanti non autori materiali né morali della lesione o dell’omicidio la concorrente responsabilità a titolo di concorso anomalo ex art. 116 cod. pen. per questi ulteriori delitti a condizione che le caratteristiche della contesa consentissero di prevedere tali sviluppi. (Fattispecie di rissa aggravata da lesioni in relazione alla quale la Corte annullando con rinvio la sentenza di condanna ha indicato la necessità di chiarire se la contesa fosse caratterizzata sin dal suo esordio da reciproci intenti lesivi potendosi soltanto in tal caso configurare automaticamente la responsabilità a titolo di concorso anomalo dei corrissanti non autori del fatto lesivo mentre laddove si fosse trattato di uno scontro puramente verbale degenerato in aggressione sica a seguito dell’occasionale rinvenimento di un’arma impropria l’affermazione della responsabilità ex art. 116 cod. pen. avrebbe richiesto un accertamento della prevedibilità in concreto dell’evento ulteriore da svolgersi attraverso l’esame delle modalità dell’azione e di tutte le circostanze rilevanti del fatto). Cass. pen. sez. V 7 novembre 2019 n. 45356

Con l’ipotesi delittuosa di rissa aggravata a norma dell’art. 588 comma secondo cod. pen. concorrono con riguardo al solo corissante autore degli ulteriori fatti i reati di lesioni personali e omicidio da costui commessi nel corso della contesa non avendo detti reati valore assorbente della rissa in quanto non sono configurabili come progressivi rispetto ad essa né essendo quest’ultima rispetto ai primi “reato complesso”. (In motivazione la S.C. ha precisato che in relazione ai corissanti non autori materiali delle lesioni o dell’omicidio la configurabilità del delitto di rissa aggravata non esclude la loro responsabilità per gli ulteriori reati a titolo di concorso anomalo data la loro consapevole partecipazione ad un’azione criminosa realizzata con modalità tanto accese da determinare in concreto conseguenze di particolare gravità per l’incolumità personale). Cass. pen. sez. V 21 luglio 2014 n. 32027

Il reato di rissa (art. 588 c.p.) è configurabile anche nel caso in cui i partecipanti non siano stati coinvolti tutti contemporaneamente nella colluttazione e l’azione si sia sviluppata in varie fasi e si sia frazionata in distinti episodi tra i quali non vi sia stata alcuna apprezzabile soluzione di continuità essendosi tutti seguiti in rapida successione in modo da saldarsi in un’unica sequenza di eventi. Cass. pen. sez. V 23 febbraio 2011 n. 7013

In tema di delitto di rissa l’aggravante di cui all’art. 588 comma primo c.p. è applicabile anche nei confronti del compartecipe che abbia riportato lesioni personali in quanto colui che partecipa volontariamente alla condotta violenta collettiva diretta ad offendere oltre che a difendere si assume la responsabilità per rissa semplice o aggravata a seconda degli effetti della colluttazione. Cass. pen. Sez. V 2 febbraio 2009 n. 4402

Ai fini della configurazione del delitto di rissa è necessario che un gruppo di persone in numero superiore a tre venga alle mani con il proposito di ledersi reciprocamente; allorché invece un gruppo di persone assalga deliberatamente altre e queste ultime si difendano non è ravvisabile il delitto di rissa né a carico degli aggrediti né a carico degli aggressori i quali rispondono soltanto delle eventuali conseguenze della loro azione violenta in danno di coloro che si sono limitati a difendersi. Cass. pen. sez. V 8 novembre 2004 n. 43524

I reati di lesioni personali e omicidio commessi nel corso di una rissa concorrono con il reato di rissa aggravata ex art. 588 comma secondo c.p. anche nel caso in cui il corissante ne debba rispondere a titolo di concorso anomalo ex art. 116 c.p. Cass. pen. sez. I 8 gennaio 2010 n. 283

Con l’ipotesi delittuosa di rissa aggravata a norma dell’art. 588 comma secondo c.p. concorrono con riguardo al solo corissante autore degli ulteriori fatti i reati di lesioni personali e omicidio da costui commessi nel corso della contesa non avendo detti reati valore assorbente della rissa in quanto non sono configurabili come progressivi rispetto ad essa né essendo quest’ultima rispetto ai primi “reato complesso”. Cass. pen. sez. I 29 luglio 2009 n. 31219

Il reato di rissa aggravata ai sensi dell’art. 588 comma secondo c.p. concorre con altri reati come quelli di lesioni personali e di omicidio solo con riferimento al corissante autore degli ulteriori fatti e a coloro nei cui confronti siano eventualmente ravvisabili gli estremi del concorso materiale o morale ai sensi dell’art. 110 c.p. mentre nei confronti dei corissanti diversi dagli autori o coautori dei reati più gravi è configurabile la speciale fattispecie di rissa aggravata e non il concorso anomalo ai sensi dell’art. 116 c.p. Cass. pen. sez. I 23 maggio 2008 n. 20933

È inapplicabile al reato di rissa la causa di giustificazione della legittima difesa considerato che i corrissanti sono ordinariamente animati dall’intento reciproco di offendersi ed accettano la situazione di pericolo nella quale volontariamente si pongono con la conseguenza che la loro difesa non può dirsi necessitata. (La Corte ha altresì precisato che il principio affermato può essere derogato solo in situazioni eccezionali e cioè solo ove in costanza di tutti gli altri requisiti voluti dalla legge vi sia una reazione assolutamente imprevedibile e sproporzionata e pertanto un’offesa che in quanto diversa e più grave di quella accettata si presenti del tutto nuova autonoma ed in tal senso ingiusta). Cass. pen. sez. V 23 febbraio 2007 n. 7635

Con l’ipotesi delittuosa di rissa aggravata a norma dell’art. 588 comma secondo cod. pen. concorrono con riguardo al solo corissante autore degli ulteriori fatti i reati di lesioni personali e omicidio da costui commessi nel corso della contesa non avendo detti reati valore assorbente della rissa in quanto non sono configurabili come progressivi rispetto ad essa né essendo quest’ultima rispetto ai primi “reato complesso”. Cass. pen. sez. I 15 luglio 2016 n. 30215

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