(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Circostanze aggravanti

Articolo 583 - Codice Penale

La lesione personale (582) è grave, e si applica la reclusione da tre a sette anni:
1) se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni;
2) se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo;
[3) se la persona offesa è una donna incinta e dal fatto deriva l’acceleramento del parto] (1).
La lesione personale (582) è gravissima, e si applica la reclusione da sei a dodici anni, se dal fatto deriva:
1) una malattia certamente o probabilmente insanabile;
2) la perdita di un senso;
3) la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella;
[4) la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso] (2);
5) l’aborto della persona offesa (545, 585, 587) (1).

Articolo 583 - Codice Penale

La lesione personale (582) è grave, e si applica la reclusione da tre a sette anni:
1) se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni;
2) se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo;
[3) se la persona offesa è una donna incinta e dal fatto deriva l’acceleramento del parto] (1).
La lesione personale (582) è gravissima, e si applica la reclusione da sei a dodici anni, se dal fatto deriva:
1) una malattia certamente o probabilmente insanabile;
2) la perdita di un senso;
3) la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella;
[4) la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso] (2);
5) l’aborto della persona offesa (545, 585, 587) (1).

Note

(1) Questo numero è stato abrogato dall’art. 22 della L. 22 maggio 1978, n. 194.
(2) Questo numero è stato abrogato dall’art. 12, comma 3, della L. 19 luglio 2019, n. 69.

Tabella procedurale

Arresto: facoltativo in flagranza. 381 c.p.p.
Fermo di indiziato di delitto: consentito. 384 c.p.p.
Misure cautelari personali: consentite. 280287 c.p.p.
Autorità giudiziaria competente: primo comma, Tribunale monocratico; secondo comma, Tribunale collegiale. 33 ter c.p.p.; 33 bis c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

In tema di lesioni aggravate il pericolo di vita di cui all’art. 583 comma primo n. 1 c.p. – e cioè la probabilità che la morte si verifichi in un momento qualunque del corso del processo morboso – deve essere desunto secondo l’id quod plerumque accidit dai vari sintomi che accompagnano la malattia alla luce del perturbamento prodottosi nelle fondamentali funzioni organiche del soggetto; ne deriva che in linea di principio l’attestazione di prognosi riservata non si identica col pericolo di vita sicché ove in relazione al contenuto effettivo della certificazione non siano espletati i dovuti accertamenti non sussistono i presupposti per l’applicazione dell’aggravante di cui all’art. 583 comma primo n. 1 c.p. Cass. pen. sez. V 31 luglio 2007 n. 31134

La lesione personale deve considerarsi grave se l’incapacità ad attendere alle ordinarie occupazioni perduri oltre il quarantesimo giorno ivi compreso il periodo di convalescenza o quello di riposo dipendente dalla malattia. Cass. pen. sez. IV 11 agosto 2009 n. 32687

In tema di lesioni personali anche una menomazione minima purché apprezzabile di un organo integra l’aggravante di cui all’art. 583 comma primo n. 2 cod. pen.. (Fattispecie in cui la S.C. ha ritenuto sussistente l’aggravante in questione nella avulsione traumatica di un incisivo superiore riportata dalla persona offesa). Cass. pen. sez. V 28 gennaio 2015 n. 4177

Sussiste la circostanza aggravante dell’indebolimento permanente di un organo qualora in conseguenza del fatto lesivo esso risulti menomato nella sua potenzialità funzionale la quale sia ridotta rispetto allo stato anteriore a nulla rilevando il fatto del minore o maggiore grado di menomazione. (Fattispecie di riduzione permanente del flusso aereo di una narice a seguito di lesioni al cranio e al volto). Cass. pen. sez. V 6 agosto 2013 n. 34012

In tema di lesioni personali anche una menomazione minima purché apprezzabile di un organo integra l’aggravante di cui all’art. 583 comma primo n. 2 c.p.. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto sussistente l’aggravante in presenza di plurime fratture dentarie da cui era derivato un indebolimento permanente dell’organo della masticazione). Cass. pen. sez. V 26 giugno 2013 n. 27986

In tema di lesioni gravissime integra lo sfregio permanente qualsiasi nocumento che senza determinare la più grave conseguenza della deformazione importi un turbamento irreversibile dell’armonia e dell’euritmia delle linee del viso con effetto sgradevole o d’ilarità anche se non di ripugnanza secondo un osservatore comune di gusto normale e di media sensibilità. (In applicazione del principio,la S.C. ha ritenuto corretta la sentenza impugnata che aveva ravvisato l’aggravante in questione avendo riguardo ad una cicatrice profonda lunga 10 cm. e tracciata sulla parte visibile del volto dalla base del collo fino alla regione mandibolare). Cass. pen. sez. V 24 luglio 2014 n. 32984

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