(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Violazione degli obblighi di assistenza familiare

Articolo 570 - Codice Penale

Chiunque, abbandonando il domicilio domestico (45, 143, 146 c.c.), o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale (1) (316 c.c.), [alla tutela legale (2)], o alla qualità di coniuge (143 c.c.), è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da € 103 a € 1.032.
Le dette pene si applicano congiuntamente a chi:
1) malversa o dilapida i beni del figlio minore o del pupillo o del coniuge;
2) fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti (540; 75 c.c.) di età minore, ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge, il quale non sia legalmente separato per sua colpa (150151 c.c.).
Il delitto è punibile a querela della persona offesa (120; 336 c.p.p.) salvo nei casi previsti dal numero 1 e, quando il reato è commesso nei confronti dei minori, dal numero 2 del precedente comma.
Le disposizioni di questo articolo non si applicano se il fatto è preveduto come più grave reato da un’altra disposizione di legge.

Articolo 570 - Codice Penale

Chiunque, abbandonando il domicilio domestico (45, 143, 146 c.c.), o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale (1) (316 c.c.), [alla tutela legale (2)], o alla qualità di coniuge (143 c.c.), è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da € 103 a € 1.032.
Le dette pene si applicano congiuntamente a chi:
1) malversa o dilapida i beni del figlio minore o del pupillo o del coniuge;
2) fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti (540; 75 c.c.) di età minore, ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge, il quale non sia legalmente separato per sua colpa (150151 c.c.).
Il delitto è punibile a querela della persona offesa (120; 336 c.p.p.) salvo nei casi previsti dal numero 1 e, quando il reato è commesso nei confronti dei minori, dal numero 2 del precedente comma.
Le disposizioni di questo articolo non si applicano se il fatto è preveduto come più grave reato da un’altra disposizione di legge.

Note

(1) Le parole: «potestà dei genitori» sono state così sostituite dalle attuali: «responsabilità genitoriale» dall’art. 93, comma 1, lett. o), del D.L.vo 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 5 dell’8 gennaio 2014).
(2) La tutela legale prevista dall’art. 348 ultimo comma, del codice civile è stata soppressa dall’art. 1 del R.D.L. 20 gennaio 1944, n. 25.

Tabella procedurale

Arresto: non consentito.
Fermo di indiziato di delitto: non consentito.
Misure cautelari personali: non consentite; consentito l’allontanamento dalla casa familiare se il delitto è commesso in danno dei prossimi congiunti o del convivente. 282 bis c.p.p.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico. 33 ter c.p.p.
Procedibilità: a querela di parte; d’ufficio nelle ipotesi previste al terzo comma dell’art. 570 c.p. 336 c.p.p.; 50 c.p.p.570 c.p.

Massime

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare l’obbligo morale sanzionato dall’art. 570 primo comma cod. pen. e quello economico sanzionato dal comma secondo della medesima disposizione presuppongono la minore età del figlio non inabile al lavoro e vengono meno con l’acquisizione della capacità di agire da parte del minore conseguente al raggiungimento della maggiore età. Cass. pen. sez. VI 22 maggio 2018 n. 22831

Nel caso in cui la condotta violatrice dell’art. 570 cod. pen. si esplichi nell’omissione da parte del genitore non affidatario dei mezzi di sussistenza ai gli minori o inabili al lavoro il reato sussiste anche se l’altro genitore provvede in via sussidiaria a corrispondere ai bisogni della prole; infatti l’eventuale convincimento del genitore inadempiente di non essere tenuto in tale situazione all’assolvimento del suo primario dovere non integra un’ipotesi di ignoranza scusabile di una norma che corrisponde ad un’esigenza morale universalmente avvertita sul piano sociale. Cass. pen. sez. VI 5 agosto 2016 n. 34675

Ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 570 comma secondo n. 2 c.p. l’obbligo di procurare i mezzi di sussistenza ad un figlio minore sussiste indipendentemente dalla formale attribuzione della responsabilità genitoriale essendo irrilevante la mancanza del riconoscimento giudiziale della paternità anche ove il compimento di tale atto venga ostacolato dall’altro genitore naturale. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da vizi la sentenza impugnata che aveva affermato la responsabilità dell’imputato il quale nell’ambito di un rapporto connotato da marcata conflittualità con la madre del bambino aveva rifiutato ogni prestazione economica fino alla pronuncia giudiziale ed alla conseguente fissazione da parte del giudice della somma mensile dovuta per il mantenimento in seguito regolarmente versata). Cass. pen. sez. VI 19 dicembre 2014 n. 53123

In tema di reati contro la famiglia il delitto previsto dall’art. 12 sexies della legge 1° dicembre 1970 n. 898 si configura per il semplice inadempimento dell’obbligo di corresponsione dell’assegno nella misura disposta dal giudice in sede di divorzio prescindendo dalla prova dello stato di bisogno dell’avente diritto. Cass. pen. sez. VI 23 ottobre 2014 n. 44086

L’art. 570 comma 1 c.p. comprende condotte violatrici di esigenze di assistenza materiale ed altresì di assistenza soltanto morale. Commette il reato anche colui che si disinteressi completamente dei gli e del coniuge sebbene separato rendendosi inadempiente nei loro confronti circa gli obblighi di assistenza morale connessi alla sua qualità di coniuge e di padre non esaurendo la somministrazione dei mezzi di sussistenza o sopravvivenza gli obblighi scaturenti da tali qualità. (Mass. redaz.). Cass. pen. sez. VI 24 luglio 2007 n. 30151

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare non sono configurabili i reati di cui agli artt.12-sexies legge 1 dicembre 1970 n.898 e 570 cod. pen. qualora gli ex coniugi si siano attenuti ad accordi transattivi conclusi in sede stragiudiziale pur quando questi non siano trasfusi nella sentenza di divorzio che nulla abbia statuito in ordine alle obbligazioni patrimoniali. Cass. pen. sez. VI 23 agosto 2019 n. 36392

La condotta di sottrazione agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà genitoriale nei confronti dei gli minori e quella di omessa prestazione dei mezzi di sussistenza previste rispettivamente nel primo e secondo comma dell’art. 570 c.p. non sono in rapporto di continenza o di progressione criminosa ma hanno ad oggetto fatti del tutto eterogenei nella loro storicità e considerazione sociale. (Fattispecie in cui la S.C. ha ritenuto corretto l’aumento di pena applicato dalla Corte territoriale per la continuazione). Cass. pen. sez. VI 31 gennaio 2012 n. 3881

La condotta di omessa somministrazione dei mezzi di sussistenza in danno di più soggetti conviventi nello stesso nucleo familiare non configura un unico reato bensì una pluralità di reati in concorso formale o ricorrendone i presupposti in continuazione tra loro. Cass. pen. Sezioni Unite 26 febbraio 2008 n. 8413

Il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare è reato permanente in relazione al perdurare della condotta omissiva del reo; pertanto la prescrizione decorre dal compimento dell’azione che interrompe la condotta illecita oppure dalla pronuncia della sentenza di primo grado. Cass. pen. sez. VI 19 febbraio 2004 n. 7191

Il reato di omessa somministrazione dei mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore costituisce violazione degli obblighi di assistenza familiare piche violazione degli obblighi verso una persona determinata con la conseguenza che quando i soggetti beneficiari dell’assistenza siano più di uno e convivano in famiglia il reato rimane unico. Cass. pen. sez. VI 10 novembre 2003 n. 42767

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare la condotta lesiva colpisce innanzitutto i soggetti che compongono la famiglia e quindi si riflette sull’istituzione familiare nel suo complesso sicché un’unica condotta omissiva che faccia mancare i mezzi di sussistenza a più di un congiunto integra l’ipotesi del concorso formale di reati di cui all’art. 81 primo comma c.p. Cass. pen. sez. VI 15 gennaio 2003 n. 1629

Il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare ha per oggetto i rapporti intercorrenti tra i singoli componenti della famiglia e non l’ordine familiare con la conseguenza che chi faccia mancare i mezzi di sussistenza a più di un familiare risponde di una pluralità di delitti eventualmente unificati sotto il vincolo della continuazione. Cass. pen. sez. VI 29 ottobre 2002 n. 36070

Il provvedimento di decadenza dalla potestà genitoriale fa venire meno i poteri del genitore decaduto ma non i doveri che non siano incompatibili con le ragioni che hanno determinato il provvedimento. Poiché pertanto permangono in capo al genitore decaduto oltre che i doveri di natura economica anche quelli di natura morale (e segnatamente quelli di istruzione e di educazione) ne consegue che il provvedimento anzidetto non fa venire meno la permanenza del reato di cui all’art. 570 commi primo e secondo c.p. Cass. pen. sez. VI 19 aprile 2000 n. 4887

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare l’abbandono del domicilio domestico è punibile solo in quanto abbia avuto per risultato la violazione degli obblighi di assistenza inerenti alla qualità di coniuge con la conseguenza che il giudice non può limitarsi ad accertare il fatto storico dell’abbandono ma deve ricostruire la situazione in cui esso si inscrive per verificare l’esistenza di eventuali cause di impossibilità intollerabilità o estrema penosità della convivenza. Cass. pen. sez. VI 27 maggio 2013 n. 22912

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare la condotta tipica di abbandono del domicilio domestico è equiparata ad ogni altra che «comunque» offenda l’ordine o la morale delle famiglie ed è dunque integrata solo quando l’allontanamento essendo privo di una giusta causa si connota di disvalore dal punto di vista etico e sociale. (Nella specie la Corte rilevato che il giudice di merito si era limitato ad accertare il dato oggettivo dell’allontanamento ha osservato come debba essere positivamente esclusa la ricorrenza di cause che giustifichino la condotta come l’impossibilità intollerabilità od estrema penosità della convivenza). Cass. pen. sez. VI 17 novembre 2004 n. 44614

È ingiustificato e pertanto idoneo a rendere configurabile il reato di cui all’art. 570 comma primo c.p. l’allontanamento di un coniuge dal domicilio coniugale quando esso sia motivato soltanto dall’intento dell’agente di coltivare senza impacci una diversa relazione sentimentale. Cass. pen. sez. VI 5 settembre 2000 n. 9440

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare lo stato di bisogno dei gli minori in assenza di determinazioni del giudice civile relative al loro mantenimento deve accertarsi tenendo conto delle ordinarie necessità e delle somme in precedenza versate dall’obbligato. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che il giudice di merito non aveva adeguatamente valutato che l’inadempimento si era protratto per meno di due mesi e che erano state comunque pagate le spese relative all’abitazione coniugale e le rette scolastiche). Cass. pen. sez. VI 11 gennaio 2019 n. 1327

Ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 570 comma primo cod. pen. in caso di omesso versamento dell’assegno di mantenimento fissato dal giudice della separazione in favore del coniuge il giudice non deve accertare l’esistenza di uno stato di bisogno dell’avente diritto o di una situazione di impossidenza dell’altro coniuge ma deve verificare se tale inadempimento esprima la·volontà del soggetto obbligato di violare gli obblighi di assistenza inerenti alla qualità di coniuge e non esprima invece una difficoltà di ordine economico alle cui conseguenze si sarebbe trovato esposto anche in costanza di matrimonio. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato con rinvio la sentenza di condanna del ricorrente in quanto il giudice di merito non aveva valutato l’incidenza sull’esistenza dell’obbligo di reciproca contribuzione dei coniugi della successiva revoca dell’assegno di mantenimento stabilito con l’ordinanza presidenziale potendo detta circostanza influire sul tenore della vita coniugale e determinare delle modiche delle rispettive situazioni reddituali). Cass. pen. sez. VI 5 giugno 2018 n. 25246

In caso di mancato versamento dell’assegno periodico che sia stato fissato per il mantenimento di gli nati da un cessato rapporto di convivenza correttamente viene ritenuto configurabile il reato previsto dall’art. 12 sexies della legge n. 898/1970 in forza del richiamo che a tale norma risulta operato dall’art. 3 della legge 8 febbraio 2006 n. 54 recante “Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei gli”. Cass. pen. VI 16 marzo 2018 n. 12393  

In tema di reati contro la famiglia il reato di omesso versamento dell’assegno periodico previsto dell’art.12 sexies legge 1 dicembre 1970 n. 898 (richiamato dall’art. 3 della legge 8 febbraio 2006 n. 54) è configurabile esclusivamente nel caso di separazione dei genitori coniugati ovvero di scioglimento di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio mentre nel caso di violazione degli obblighi di natura economica derivanti dalla cessazione del rapporto di convivenza può configurarsi il solo reato di cui all’art.570 comma secondo n.2 cod.pen. (In motivazione la Corte ha precisato che l’art.4 comma secondo legge n.54 del 2006 in base al quale le disposizioni introdotte si applicano anche ai procedimenti relativi ai gli di genitori non coniugati fa riferimento ai provvedimenti di natura civile e non anche alle previsioni normative che attengono al diritto penale sostanziale). Cass. pen. sez. VI 19 gennaio 2017 n. 2666

In materia di violazione degli obblighi di assistenza familiare la minore età dei discendenti destinatari dei mezzi di sussistenza rappresenta “in re ipsa” una condizione soggettiva dello stato di bisogno che obbliga i genitori a contribuire al loro mantenimento assicurando i predetti mezzi di sussistenza; ne deriva che il reato di cui all’art. 570 comma secondo c.p. sussiste anche quando uno dei genitori ometta la prestazione dei mezzi di sussistenza in favore dei gli minori o inabili ed al mantenimento della prole provveda in via sussidiaria l’altro genitore. Cass. pen. sez. VI 23 dicembre 2014 n. 53607

Il generico rinvio quoad poenam all’art. 570 cod. pen. effettuato dall’art. 12 sexies 1 dicembre 1970 n. 898 come modificato dall’art. 21 L. 6 marzo 1987 n. 74 deve intendersi riferito alle pene alternative previste dal comma primo della disposizione codicistica. Cass. pen. Sezioni Unite 31 maggio 2013 n. 23866

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare lo stato di bisogno non è escluso dall’intervento di terzi coobbligati od obbligati in via subordinata sicché il reato si configura anche se taluno di questi si sostituisca all’inerzia del soggetto tenuto alla somministrazione dei mezzi di sussistenza. Cass. pen. sez. VI 17 ottobre 2012 n. 40823

Integra il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare il genitore separato che ometta anche solo parzialmente il versamento in favore dei gli minori di quanto stabilito per il loro mantenimento a prescindere da ogni accertamento sulla sufficienza della somma prestata in concreto alla loro sussistenza. (In motivazione la Corte ha precisato che il principio consegue all’estensione alla separazione della previsione di cui all’art. 12 sexies L. 1 dicembre 1970 n. 898 ad opera dell’art. 3 L. 8 febbraio 2006 n. 54). Cass. pen. sez. VI 27 aprile 2011 n. 16458

Il reato di omessa prestazione dei mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore si realizza solo qualora sussista la concreta capacità economica dell’obbligato. (Nell’annullare con rinvio la sentenza di condanna impugnata la Corte ha stabilito che ai fini dell’applicazione del suddetto principio deve tenersi conto anche degli eventuali concorrenti obblighi alimentari gravanti sull’obbligato nella specie tenuto alla prestazione dei mezzi di sussistenza in favore di altri due gli minori). Cass. pen. sez. VI 22 febbraio 2011 n. 6597

Ai fini dell’integrazione del delitto di violazione degli obblighi di assistenza familiare il disconoscimento di paternità sebbene accertato con sentenza passata in giudicato opera ex nunc e non ex tunc atteso che il rapporto di discendenza cui fa riferimento la fattispecie incriminatrice è collegato ad una situazione ex lege non alla filiazione naturale con la conseguenza che l’elemento materiale del reato non può ritenersi cancellato dal successivo accertamento dell’inesistenza del rapporto di filiazione. Cass. pen. sez. VI 3 luglio 2008 n. 27051

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare il delitto di omesso apprestamento dei mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore (art. 570 comma secondo n. 2 c.p. ) è configurabile anche in mancanza di un provvedimento giudiziale di separazione in quanto l’obbligo morale e giuridico di contribuire al mantenimento dei gli grava sui genitori anche in caso di separazione di fatto. Cass. pen. sez. III 5 maggio 2008 n. 17843

Gli obblighi di assistenza del singolo genitore nei riguardi dei gli non cessano automaticamente al raggiungimento della maggiore età perdurando finché i gli non abbiano completato gli studi e/o non abbiano trovato una occupazione retribuita ovvero non abbiano raggiunto un accettabile livello di autosufficienza economica. Si rende quindi doveroso per il giudice di merito verificare la temporalità della condotta violatrice degli obblighi assistenziali da parte del genitore in rapporto all’evoluzione (una volta divenute maggiorenni) delle peculiari situazioni individuali delle persone offese. Cass. pen. sez. VI 24 luglio 2007 n. 30151

In materia di violazione degli obblighi di assistenza familiare la minore età dei discendenti destinatari dei mezzi di sussistenza rappresenta in re ipsa una condizione soggettiva dello stato di bisogno con il conseguente obbligo per i genitori di contribuire al loro mantenimento assicurando ad essi detti mezzi di sussistenza. Questo obbligo peraltro non viene meno quando i gli minori siano affidati al servizio sociale e assistiti attraverso istituti posto che tale situazione è determinata proprio dal difetto di assistenza da parte del genitore. Cass. pen. sez. VI 25 maggio 2007 n. 20636

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare la responsabilità per omessa prestazione dei mezzi di sussistenza ai gli minori non è esclusa dalla intervenuta decadenza della patria potestà. Cass. pen. sez. VI 24 aprile 2007 n. 16559

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare incombe all’interessato l’onere di allegare gli elementi dai quali possa desumersi l’impossibilità di adempiere alla relativa obbligazione di talché la sua responsabilità non può essere esclusa in base alla mera documentazione formale dello stato di disoccupazione. Cass. pen. sez. VI 15 marzo 2005 n. 10085

La condotta contraria all’ordine e alla morale delle famiglie presa in considerazione dal primo comma dell’art. 570 c.p. non è punita di per sè ma solo in quanto abbia avuto per risultato la violazione degli obblighi assistenziali inerenti alla potestà genitoriale alla tutela legale e alla qualità di coniuge. Ne consegue che la violazione degli obblighi di assistenza morale ed affettiva verso i gli certamente integrata dal totale disinteresse e dalla costante indifferenza verso costoro assume rilievo penale soltanto se si riflette negativamente sui gli minori in quanto solo in questo caso viene ad esaltarsi il rapporto genitore-figlio con precipuo riferimento agli obblighi connessi alla potestà di genitore. Cass. pen. sez. VI 9 giugno 2004 n. 26037

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare la mancata corresponsione dell’assegno per il mantenimento del figlio minore stabilito in sede di separazione dei coniugi integra la fattispecie di cui all’art. 570 c.p. in base alla presunzione semplice che il minore sia incapace di produrre reddito proprio presunzione suscettibile di essere superata laddove il minore disponga di redditi patrimoniali sempre che non si tratti di retribuzione per attività lavorativa la quale anzi costituisce prova dello stato di bisogno. Cass. pen. sez. VI 19 giugno 2003 n. 26725).

In tema violazione degli obblighi di assistenza l’asserita incapacità economica dell’obbligato può assumere valore di esimente in virtù del principio ad impossibilia meno tenetur solo allorché sia assoluta e non sia ascrivibile a colpa dell’indagato. Cass. pen. sez. VI 17 ottobre 2001 n. 37419

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare la semplice indicazione dello stato di disoccupazione dell’obbligato non è sufficiente a fare venire meno l’obbligo di fornire i mezzi di sussistenza alla famiglia quando non risulti provato che le difficoltà economiche si siano tradotte in stato di vera e propria indigenza economica e nella impossibilità di adempiere sia pure in parte alla prestazione dovendo l’imputato ai fini dell’esclusione della propria responsabilità per il voto di cui all’art. 570 c.p. allegare idonei e convincenti elementi indicativi della concreta e totale impossibilità di far fronte ai propri obblighi. Cass. pen. sez. VI 2 febbraio 2000 n. 1283

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare le fattispecie previste dall’art. 570 comma secondo cod. pen. costituiscono autonome figure di reato rispetto alle ipotesi contemplate al comma primo sicché per effetto della concessione di circostanze attenuanti non è configurabile alcun giudizio di comparazione ex art. 69 cod. pen.. Cass. pen. sez. VI 30 ottobre 2019 n. 44358

Ai fini della configurabilità del reato previsto dall’art. 570 comma secondo n. 2 cod. pen. nell’ipotesi di corresponsione parziale dell’assegno stabilito in sede civile per il mantenimento il giudice penale deve accertare se tale condotta abbia inciso apprezzabilmente sulla disponibilità dei mezzi economici che il soggetto obbligato è tenuto a fornire ai beneficiari tenendo inoltre conto di tutte le altre circostanze del caso concreto ivi compresa la oggettiva rilevanza del mutamento di capacità economica intervenuta in relazione alla persona del debitore mentre deve escludersi ogni automatica equiparazione dell’inadempimento dell’obbligo stabilito dal giudice civile alla violazione della legge penale. Cass. pen. sez. II 15 maggio 2017 n. 24050

Ai fini della configurabilità del delitto previsto dall’art. 570 comma secondo cod. pen. il giudice penale deve accertare nell’ipotesi di mancata corresponsione da parte del coniuge obbligato al versamento dell’assegno di mantenimento se per effetto di tale condotta siano venuti in concreto a mancare ai beneficiari i mezzi di sussistenza nozione in cui rientrano non solo i mezzi per la sopravvivenza vitale (quali il vitto e l’alloggio) ma anche gli strumenti che consentano in rapporto alle reali capacità economiche e al regime di vita personale del soggetto obbligato un sia pur contenuto soddisfacimento di altre complementari esigenze della vita quotidiana. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che il giudice di merito non aveva verificato se a fronte dell’omesso versamento per soli 4 mesi di un assegno di mantenimento di rilevante ammontare il coniuge beneficiario non avesse potuto far fronte alle esigenze di vita del figlio anche in considerazione di quanto in precedenza incamerato e verosimilmente accantonato). Cass. pen. sez. VI 15 marzo 2017 n. 12400

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare gli assegni familiari percepiti dal genitore naturale non affidatario per il mantenimento del figlio minore concorrono ad integrare l’importo da questi periodicamente dovuto salvo che il giudice civile in sede di determinazione dell’assegno di mantenimento abbia diversamente disposto. (In motivazione la Corte ha precisato che gli assegni familiari costituiscono una prestazione generale ed astratta di sostegno al reddito familiare in ragione della presenza di gli minori e si distinguono quindi dalle eventuali elargizioni di carattere contingente ed occasionale a carico della pubblica assistenza che per loro struttura non fanno venir meno l’obbligo del genitore di contribuire al mantenimento dei gli minori). Cass. pen. sez. VI 9 novembre 2015 n. 44765

La condotta sanzionata dall’art. 570 comma secondo c.p. presuppone uno stato di bisogno nel senso che l’omessa assistenza deve avere l’effetto di far mancare i mezzi di sussistenza che comprendono quanto è necessario per la sopravvivenza situazione che non si identica né con l’obbligo di mantenimento né con quello alimentare aventi una portata più ampia. Cass. pen. Sezioni Unite 31 maggio 2013 n. 23866

L’obbligazione penalmente rilevante ex art. 570 comma secondo c.p. in capo al padre naturale di non far mancare i mezzi di sussistenza al figlio minore non nato in costanza di matrimonio presuppone la prova della filiazione da acquisirsi mediante l’atto di riconoscimento formale ovvero mediante altro modo consentito non esclusa eventualmente l’applicazione della pregiudiziale di stato ai sensi e per gli effetti dell’art. 3 c.p.p.. (Nella specie la Corte ha cassato la sentenza che aveva condannato il padre naturale ritenendo provato il rapporto di filiazione sulla scorta delle sole dichiarazioni della madre). Cass. pen. sez. VI 26 aprile 2012 n. 15952

Integra la fattispecie delittuosa prevista dal comma secondo n. 2 dell’art. 570 c.p. anche l’inadempimento parziale dell’obbligo di corresponsione dell’assegno alimentare quando le somme versate non consentano ai beneficiari di far fronte alle loro esigenze fondamentali di vita quali vitto alloggio vestiario ed educazione. Cass. pen. sez. VI 12 aprile 2012 n. 13900

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare la responsabilità per omessa prestazione dei mezzi di sussistenza non è esclusa dall’indisponibilità dei mezzi necessari quando questa sia dovuta anche parzialmente a colpa dell’obbligato. Cass. pen. sez. VI 23 marzo 2011 n. 11696

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare entrambi i genitori sono tenuti ad ovviare allo stato di bisogno del figlio che non sia in grado di procurarsi un proprio reddito. Ne consegue che il reato di cui all’art. 570 comma secondo c.p. sussiste anche quando uno dei genitori ometta la prestazione dei mezzi di sussistenza in favore dei gli minori o inabili ed al mantenimento della prole provveda in via sussidiaria l’altro genitore. Cass. pen. sez. VI 7 marzo 2011 n. 8912

La fattispecie di abbandono del domicilio domestico e quella di omessa prestazione dei mezzi di sussistenza previsti rispettivamente nel primo e secondo comma dell’art. 570 c.p. non sono in rapporto di continenza o di progressione criminosa ma hanno ad oggetto fatti del tutto eterogenei nella loro storicità. (Fattispecie relativa al riconosciuto difetto di correlazione tra la contestazione di sottrazione alla prestazione dei mezzi di sussistenza e la sentenza di condanna per la condotta di abbandono del tetto coniugale con sottrazione agli obblighi di assistenza morale). Cass. pen. sez. VI 27 gennaio 2011 n. 3016

Ai fini della configurabilità del delitto di violazione degli obblighi di assistenza familiare il soggetto obbligato in sede di separazione legale dei coniugi non ha la facoltà di sostituire di sua iniziativa la somma di denaro stabilita dal giudice civile a titolo di contributo per il mantenimento della prole con “cose” o “beni” che secondo una sua scelta arbitraria meglio corrispondano alle esigenze del minore beneficiario. (Nel caso di specie si trattava di due “computers” portatili di capi di abbigliamento e di uno strumento musicale). Cass. pen. sez. VI 5 marzo 2010 n. 8998

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare la condotta di omessa prestazione dei mezzi di sussistenza da parte del genitore non affidatario non è scriminata dall’impossibilità per quest’ultimo di verificare l’effettiva utilizzazione delle somme dovute in favore del figlio minore vittima del reato di cui all’art. 574 c.p. commesso dal genitore affidatario né la circostanza rileva ai fini dell’esclusione del dolo generico del reato in oggetto attenendo al più ai motivi che hanno determinato la condotta dell’agente. Cass. pen. sez. VI 4 marzo 2010 n. 8690

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare nella nozione penalistica di “mezzi di sussistenza” di cui all’art. 570 comma secondo n. 2 c.p. – diversa dalla più ampia nozione civilistica di “mantenimento” – debbono ritenersi compresi non pisolo i mezzi per la sopravvivenza vitale (quali il vitto e l’alloggio) ma anche gli strumenti che consentano in rapporto alle reali capacità economiche e al regime di vita personale del soggetto obbligato un sia pur contenuto soddisfacimento di altre complementari esigenze della vita quotidiana (quali ad es. abbigliamento libri di istruzione per i gli minori mezzi di trasporto mezzi di comunicazione). Cass. pen. sez. VI 21 gennaio 2009 n. 2736

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare la configurabilità del reato di malversazione di beni del figlio minore non è esclusa dalla circostanza che il soggetto attivo sia il genitore separato non affidatario. Cass. pen. sez. VI 4 giugno 2008 n. 22401

Ai fini del delitto di omessa prestazione dei mezzi di sussistenza di cui all’art. 570 cpv. n. 2 c.p. la circostanza del recupero forzoso dei crediti operato dall’avente diritto non esclude la presenza dello stato di bisogno del medesimo nè dell’elemento soggettivo del reato ponendosi rispetto alla perpetrata omissione come un post factum dimostrativo della pregressa facoltà di spontaneo adempimento da parte dell’obbligato. Cass. pen. sez. VI 4 settembre 2007 n. 33808

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare la condotta di colui che fa mancare i mezzi di sussistenza alle persone indicate al n. 2 del comma secondo dell’art. 570 c.p. integra un solo reato anche quando la sua condotta omissiva che offende la famiglia come bene giuridico autonomamente tutelato riguardi di fatto una pluralità di componenti del nucleo familiare considerato. Cass. pen. sez. VI 20 gennaio 2004 n. 1251

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare lo stato di bisogno e l’obbligo del genitore di contribuire al mantenimento dei gli minori non vengono meno quando questi siano assistiti economicamente da altri anche in relazione alla percezione di eventuali cespiti reddituali relativi ad elargizioni a carico della pubblica assistenza (in applicazione di tale principio la Corte ha ritenuto corretta la decisione dei giudici di merito che avevano configurato il reato nella arbitraria riduzione da parte del genitore dell’assegno per il mantenimento del figlio minore handicappato stabilito in sede di separazione dei coniugi ritenendo non sufficienti ad elidere lo stato di bisogno la percezione da parte del minore di una modesta pensione di invalidità e la circostanza che fosse assistito economicamente dal genitore affidatario che svolgeva un’attività lavorativa). Cass. pen. sez. VI 15 gennaio 2004 n. 715

Ai fini della configurabilità del delitto di cui all’art. 570 secondo comma n. 2 c.p. l’obbligo di assicurare i mezzi di sussistenza ai gli minori di età grava su entrambi i genitori e permane indipendentemente dalle vicissitudini dei rapporti coniugali né l’assolvimento del predetto obbligo da parte di uno dei genitori esenta in alcun modo l’altro. Cass. pen. sez. VI 8 gennaio 2003 n. 57

Il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare ha per oggetto i rapporti intercorrenti tra i singoli componenti della famiglia e non l’ordine familiare con la conseguenza che chi faccia mancare i mezzi di sussistenza a più di un familiare risponde di una pluralità di delitti eventualmente unificati sotto il vincolo della continuazione. Cass. pen. sez. VI 29 ottobre 2002 n. 36070

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare l’obbligo di fornire i mezzi di sussistenza al figlio minore ricorre anche quando vi provveda in tutto o in parte l’altro genitore con i proventi del proprio lavoro e con l’intervento di altri congiunti atteso che tale sostituzione non elimina lo stato di bisogno in cui versa il soggetto passivo del quale viceversa costituisce la prova. Cass. pen. sez. VI 17 ottobre 2001 n. 37419

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare nella forma dell’omessa prestazione dei mezzi di sussistenza non è possibile invocare l’errore di fatto né l’ignoranza della legge penale sotto il profilo della sua inevitabilità poiché l’obbligo sanzionato deriva da inderogabili principi di solidarietà ben radicati nella coscienza della collettività prima ancora che nell’ordinamento. Cass. pen. sez. VI 29 settembre 2011 n. 35520

Il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare si consuma nel luogo di effettiva dimora dell’avente di diritto alla prestazione. (In motivazione la Corte ha chiarito che qualora il creditore si trovi all’estero il conferimento da parte di questi della procura a riscuotere gli alimenti al Ministero dell’Interno ai sensi dell’art. 1 della Convenzione sull’esazione delle prestazioni alimentari all’estero ratificata dall’Italia con la l. 23 marzo 1958 n. 338 non trasferendo la titolarità della situazione giuridica azionata non muta il luogo di adempimento dell’obbligazione salvo il caso in cui il debitore in concreto esegua la prestazione presso la sede dell’Istituzione intermediaria). Cass. pen. sez. VI 12 luglio 2016 n. 29161

Nel reato di omessa corresponsione dell’assegno divorzile previsto dall’art. 12 sexies della legge 1 dicembre 1970 n. 898 come modificato dall’art. 21 della legge 6 marzo 1987 n. 74 il generico rinvio “quoad poenam” all’art. 570 c.p. deve intendersi riferito alle pene alternative previste dal comma primo di quest’ultima disposizione. Cass. pen. Sezioni Unite 31 maggio 2013 n. 23866

Il reato di omessa corresponsione dell’assegno divorzile è procedibile d’ufficio e non a querela della persona offesa in quanto il rinvio contenuto nell’art. 12 sexies della legge 1° dicembre 1970 n. 898 all’art. 570 c.p. si riferisce esclusivamente al trattamento sanzionatorio previsto per il delitto di violazione degli obblighi di assistenza familiare e non anche al relativo regime di procedibilità Cass. pen. Sezioni Unite 31 maggio 2013 n. 23866

In tema di assistenza familiare l’obbligo penalmente sanzionato di corrispondere i mezzi vitali permane finché lo status dell’avente diritto non muti a seguito di sentenza passata in giudicato in quanto si tratta di obbligazione ex lege a tutela dell’interesse primario del familiare in stato di bisogno rafforzata dalla procedibilità d’ufficio. Ne consegue che l’eventuale controversia sul vincolo parentale non costituisce questione pregiudiziale rispetto all’accertamento degli obblighi in questione e non legittima la sospensione del relativo procedimento penale. Cass. pen. sez. VI 11 novembre 2005 n. 41018

In tema di reati contro la famiglia l’art. 12 sexies L. 1 dicembre 1970 n. 898 nello stabilire che in caso di scioglimento del matrimonio al coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione dell’assegno divorzile si applicano le pene previste dall’art. 570 c.p. opera un rinvio all’intero regime sanzionatorio fissato in detta disposizione ivi comprese le regole in tema di procedibilità previste dal suo terzo comma. Ne consegue che anche la violazione dell’obbligo di corresponsione dell’assegno compiuta dal coniuge divorziato è punibile a querela della persona offesa fatti salvi i casi in cui la perseguibilità d’ufficio è prevista dallo stesso art. 570 c.p. Cass. pen. sez. VI 7 maggio 2004 n. 21673 

In materia di sottrazione agli obblighi di assistenza familiare il tempus commissi delicti va individuato nella pronuncia della sentenza di primo grado divenuta irrevocabile sicché l’eventuale contestazione delle medesime ipotesi delittuose per un periodo di tempo anteriore a tale data ricade sotto il divieto del ne bis in idem. Cass. pen. sez. VI 19 giugno 2003 n. 26714

Sussiste concorso formale eterogeneo e non rapporto di consunzione fra il delitto previsto dall’art. 12-sexies della legge 1 dicembre 1970 n. 898 (attualmente dall’art. 570bis cod. pen.) e quello previsto dall’art. 570 comma 2 n. 2 cod. pen. in quanto il primo richiede esclusivamente la mancata corresponsione dell’assegno divorzile o di separazione mentre il secondo presuppone che tale inadempimento abbia fatto mancare al beneficiario i mezzi di sussistenza. Cass. pen. sez. VI 3 maggio 2019 n. 18572

In tema di reati contro la famiglia il reato di omesso versamento dell’assegno periodico per il mantenimento educazione e istruzione dei gli previsto dell’art.12-sexies legge 1 dicembre 1970 n. 898 (richiamato dall’art. 3 della legge 8 febbraio 2006 n. 54) è configurabile non solo nel caso di separazione dei genitori coniugati ovvero di scioglimento di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio ma anche in quello di violazione degli obblighi di natura economica derivanti dalla cessazione del rapporto di convivenza. (In motivazione la Corte ha precisato che alla luce di un’interpretazione sistematica della disciplina sul tema delle unioni civili e della responsabilità genitoriale nei confronti dei gli introdotta dalla legge 20 maggio 2016 n. 76 e dal d.lgs. 28 dicembre 2013 n. 154 che ha inserito l’art. 337-bis. cod. civ. l’art.4 comma 2 legge n. 54 del 2006 in base al quale le disposizioni introdotte si applicano anche ai procedimenti relativi ai gli di genitori non coniugati deve essere interpretato con riferimento a tutte le disposizioni previste dalla legge citata comprese quelle che attengono al diritto penale sostanziale in quanto una diversa soluzione determinerebbe una diversità di trattamento accordando una più ampia e severa tutela penale ai soli gli di genitori coniugati rispetto a quelli nati fuori dal matrimonio). Cass. pen. sez. VI 3 luglio 2018 n. 29902

In tema di violazione degli obblighi di natura economica posti a carico del genitore separato il disposto di cui all’ art. 12-sexies legge 1 dicembre 1970 n. 898 (richiamato dall’ art. 3 legge 8 febbraio 2006 n. 54) si applica all’inadempimento dell’obbligo di corresponsione dell’assegno di mantenimento in favore dei gli minorenni o maggiorenni non indipendenti economicamente stabilito con l’ordinanza del Presidente del tribunale. (In motivazione la Corte ha escluso che detto principio di diritto possa mutare a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 570-bis cod. pen. inserito dall’art. 2 d.lgs. 1 marzo 2018 n. 21 in quanto tale disposizione non ha apportato alcuna modica rilevante sul tema). Cass. pen. sez. VI 29 maggio 2018 n. 24162

In tema di violazione degli obblighi di natura economica posti a carico del genitore separato la disposizione dell’art. 12 sexies legge 1 dicembre 1970 n. 898 (richiamata dall’art. 3 della legge 8 febbraio 2006) si applica anche al mancato adempimento degli obblighi assunti dai coniugi per il mantenimento dei gli minori in sede di separazione consensuale. (In motivazione la S.C. ha precisato che il citato art. 3 sanziona la violazione degli “obblighi di natura economica” senza operare alcuna distinzione quanto alla loro fonte). Cass. pen. sez. VI 15 gennaio 2014 n. 1653

La violazione dei doveri di assistenza materiale di coniuge e di genitore previsti dalle norme del c.c. integra ricorrendo tutti gli altri elementi costitutivi della fattispecie il reato previsto e punito dall’art. 570 comma primo c.p.. Cass. pen. Sezioni Unite 31 maggio 2013 n. 23866

Il mancato contributo economico da parte del coniuge non legalmente separato che non determini uno stato di bisogno nell’altro coniuge e non comporti di conseguenza il venir meno dei mezzi di sussistenza non integra la fattispecie prevista dall’art. 570 c.p.. Cass. pen. sez. VI 3 aprile 2012 n. 12516

In tema di reati contro la famiglia la violazione degli obblighi di natura economica posti a carico del genitore separato cui si applica la disposizione dell’art. 12 sexies L. 1° dicembre 1970 n. 898 stante il richiamo operato dalla previsione di cui all’art. 3 L. 8 febbraio 2006 n. 54 (recante disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei gli) riguarda unicamente l’inadempimento dell’obbligo di mantenimento in favore dei gli (minorenni e maggiorenni) dovendosi escludere invece l’inadempimento di analogo obbligo posto nei confronti del coniuge separato cui è applicabile la tutela già predisposta dall’art. 570 c.p.. Cass. pen. sez. VI 6 ottobre 2011 n. 36263

Sussiste concorso formale eterogeneo tra il delitto di cui all’art. 12 sexies L. n. 898 del 1970 e quello di cui all’art. 570 comma secondo n. 2 c.p. qualora la mancata corresponsione dell’assegno divorzile faccia altresì mancare al figlio minore i mezzi di sussistenza. Cass. pen. sez. VI 26 settembre 2011 n. 34736

A differenza dell’art. 12 sexies della L. 1 dicembre 1970 n. 898 che punisce il mero inadempimento dell’obbligo di corresponsione ai gli (senza limitazione di età) affidati al coniuge divorziato dell’assegno di mantenimento stabilito dal giudice in sede di divorzio prescindendo dalla prova dello stato di bisogno dell’avente diritto l’art. 570 comma secondo n. 2 c.p. appresta tutela penale alla violazione dei genitori dell’obbligo di assicurare i mezzi di sussistenza ai gli minori in stato di bisogno. Ne consegue che nel caso in cui la mancata corresponsione da parte dell’obbligato dell’assegno fissato dal giudice in sede di divorzio per il mantenimento del figlio minore privi costui dei mezzi di sussistenza tale condotta deve essere inquadrata nel paradigma dell’art. 507 comma secondo c.p.. Cass. pen. sez. VI 16 febbraio 2009 n. 6575

È configurabile il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare nei confronti del coniuge anche per il periodo antecedente alla sentenza ecclesiastica dichiarativa della nullità del vincolo matrimoniale e fino al momento in cui tale sentenza diviene efficace per l’ordinamento italiano a nulla rilevando la circostanza che la dichiarazione di nullità abbia effetto ex tunc e non ex nunc. Cass. pen. sez. VI 22 dicembre 2006 n. 42248

La violazione dell’obbligo stabilito dal giudice in sede di separazione coniugale di versamento all’altro coniuge dell’assegno per contribuzione al mantenimento dei gli non integra il reato contravvenzionale di inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità perché la norma di cui all’art. 650 c.p. ha carattere sussidiario e pertanto si applica ogniqualvolta il fatto non sia sanzionato da una specifica norma. (Nella specie la Corte ha stabilito che il fatto può invece integrare gli estremi del delitto previsto dall’art. 570 comma secondo c.p.). Cass. pen. sez. I 31 ottobre 2005 n. 39750

In tema di reati contro la famiglia il delitto previsto dall’art. 12 sexies legge 1 dicembre 1970 n. 898 si configura per la semplice mancata corresponsione dell’assegno. Ne consegue che il luogo di consumazione è quello in cui avrebbe dovuto essere eseguita la prestazione e cioè il domicilio del coniuge creditore al tempo della scadenza dell’obbligazione. Cass. pen. sez. VI 16 marzo 2004 n. 12579

In tema di reati contro la famiglia il delitto di cui all’art. 12 sexiesLegge 1 dicembre 1970 n. 898(omessa corresponsione dell’assegno divorzile) costituisce figura autonoma di reato equiparata a quella di cui all’art. 570 c.p. soltanto quoad poenam con la conseguenza che stante il silenzio della norma è perseguibile d’ufficio. Cass. pen. sez. VI 22 dicembre 2003 n. 49115

Anche un inadempimento parziale dell’obbligo di corresponsione dell’assegno divorzile è sufficiente ad integrare gli estremi del reato previsto dall’art. 12 sexies legge n. 898 del 1970 atteso che a norma del citato articolo il reato si configura per la semplice omissione della corresponsione dell’assegno nella misura disposta dal giudice indipendentemente dalla circostanza che tale omissione comporti il venir meno dei mezzi di sussistenza per il beneficiario dell’assegno. Cass. pen. sez. VI 6 luglio 2000 n. 7910

La sentenza ecclesiastica che dichiara la nullità del matrimonio diviene operante per il nostro ordinamento solo dopo che ne sia stata dichiarata l’efficacia con una sentenza di delibazione definitiva cioè passata in giudicato. Ne consegue che nel caso in cui taluno sia stato imputato del reato di cui all’art. 570 c.p. per aver omesso di versare l’assegno di mantenimento posto a suo carico nel corso del procedimento di separazione tra i coniugi la permanenza del suddetto reato perdurando l’inadempimento deve ritenersi cessata nell’ipotesi in cui sia intervenuta sentenza ecclesiastica dichiarativa della nullità del matrimonio non alla data della sentenza di delibazione ma in quella in cui questa sia passata in giudicato. (Fattispecie in tema di amnistia). Cass. pen. sez. VI 26 giugno 1992 n. 7442

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