(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Uccisione di animali

Articolo 544 bis - Codice Penale

Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni (1).

Articolo 544 bis - Codice Penale

Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni (1).

Note

(1) Le parole: «da tre mesi a diciotto mesi» sono state così sostituite dalle attuali: «da quattro mesi a due anni» dall’art. 3, comma 1, lett. a), della L. 4 novembre 2010, n. 201.

Tabella procedurale

Arresto: non consentito.
Fermo di indiziato di delitto: non consentito.
Misure cautelari personali: non consentite.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico. 33 ter c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

Configura la lesione integrante il delitto di maltrattamento di animali anche l’omessa cura di una malattia che determini il protrarsi e il significativo aggravamento della patologia quale fonte di sofferenze e di un’apprezzabile compromissione della integrità sica. (Fattispecie di omesse cure ad un cane affetto da vari tumori mammari ulcerati nonché da dermatite e artrosi). Cass. pen. sez. III 23 maggio 2019 n. 22579

In tema di delitti contro il sentimento per gli animali la nozione di “necessità” che esclude la configurabilità del reato di uccisione di animali di cui all’art. 544-bis cod. pen. comprende non soltanto lo stato di necessità previsto dall’art. 54 cod. pen. ma anche ogni altra situazione che induca all’uccisione dell’animale per evitare un pericolo imminente o per impedire l’aggravamento di un danno alla persona propria o altrui o ai propri beni quando tale danno l’agente ritenga altrimenti inevitabile.(Fattispecie in cui la S.C ha escluso ricorresse la condizione di necessità nell’uccisione da parte dell’imputato di un cane essendo l’animale già in fuga dal pollaio ove aveva catturato dopo averne ucciso altre una gallina che serrava tra i denti). Cass. pen. sez. III 30 ottobre 2018 n. 49672

In tema di delitti contro il sentimento per gli animali ai fini della configurabilità dei reati di uccisione (art. 544-bis cod. pen.) e di maltrattamento di animali (art. 544-ter cod. pen.) non è necessaria la compiuta identificazione dell’animale offeso. Cass. pen. sez. III 25 gennaio 2018 n. 3674

In tema di delitti contro il sentimento per gli animali la nozione di “necessità” che esclude la configurabilità del reato di uccisione di animali di cui all’art. 544 bis cod. pen. comprende non soltanto lo stato di necessità previsto dall’art. 54 cod. pen. ma anche ogni altra situazione che induca all’uccisione dell’animale per evitare un pericolo imminente o per impedire l’aggravamento di un danno alla persona propria o altrui o ai propri beni quando tale danno l’agente ritenga altrimenti inevitabile. (Fattispecie relativa all’uccisione di un alano da parte dell’imputato per tutelare la sua incolumità e quella del suo cane di piccola taglia aggredito e morso poco prima). Cass. pen. sez. III 28 novembre 2016 n. 50329

Il reato di uccisione di animali può essere integrato anche da una condotta omissiva. (Nella specie il soggetto agente dopo avere accidentalmente investito un gatto all’interno della sua proprietà aveva impedito senza necessità e giustificazione alcuna alle proprietarie di recuperare l’animale al fine di prestargli le dovute cure). Cass. pen. sez. III 22 luglio 2011 n. 29543

In tema di delitti contro il sentimento per gli animali nella nozione di «necessità» che esclude la configurabilità dei delitti di uccisione (art. 544 bis c.p.) e maltrattamento di animali (art. 544 ter c.p.) vi rientra lo stato di necessità previsto dall’art. 54 c.p. nonché ogni altra situazione che induca all’uccisione o al maltrattamento dell’animale per evitare un pericolo imminente o per impedire l’aggravamento di un danno alla persona o ai beni ritenuto altrimenti inevitabile. Cass. pen. sez. III 30 novembre 2007 n. 44822

In tema di delitti contro il sentimento per gli animali le nuove fattispecie previste dal Titolo IX bis del Libro II del c.p. inserito dalla L. 20 luglio 2004 n. 189 si differenziano dalla fattispecie di uccisione o danneggiamento di animali altrui (art. 638 c.p.) non solo per la diversità del bene oggetto di tutela penale (bene protetto per l’art. 638 c.p. è la proprietà privata dell’animale mentre per le nuove fattispecie è il sentimento per gli animali) ma anche per la diversità dell’elemento soggettivo in quanto nelle nuove fattispecie la consapevolezza dell’appartenenza dell’animale ad un terzo – persona offesa è elemento costitutivo del reato. Cass. pen. sez. III 30 novembre 2007 n. 44822

In tema di delitti contro il sentimento per gli animali sussiste un rapporto di continuità normativa tra le nuove fattispecie contemplate dal Titolo IX bis del libro II del c.p. inserito dalla L. 20 luglio 2004 n. 189 e le condotte prima contemplate dall’art. 727 c.p. (contravvenzione che oggi punisce il solo abbandono di animali) sia con riferimento al bene protetto sia per l’identità delle condotte. (In motivazione la Corte ha ulteriormente precisato che norma penale più favorevole è quella contemplata dal previgente art. 727 c.p. trattandosi di contravvenzione diversamente dalle nuove fattispecie che configurano tutte ipotesi delittuose). Cass. pen. sez. III 30 novembre 2007 n. 44822

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