(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Pubblicazioni e spettacoli osceni

Articolo 528 - Codice Penale

Chiunque, allo scopo di farne commercio o distribuzione ovvero di esporli pubblicamente, fabbrica, introduce nel territorio dello Stato (42), acquista, detiene, esporta, ovvero mette in circolazione scritti, disegni, immagini od altri oggetti osceni (529, 725) di qualsiasi specie, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000 (1) (2) (21 Cost.).
Alla stessa sanzione (3) soggiace chi fa commercio, anche se clandestino, degli oggetti indicati nella disposizione precedente, ovvero li distribuisce o espone pubblicamente (266).
Si applicano la reclusione da tre mesi a tre anni e la multa non inferiore a euro 103 (4) a chi:
1) adopera qualsiasi mezzo di pubblicità atto a favorire la circolazione o il commercio degli oggetti indicati nella prima parte di questo articolo;
2) dà pubblici spettacoli teatrali o cinematografici, ovvero audizioni o recitazioni pubbliche, che abbiano carattere di oscenità.
Nel caso preveduto dal n. 2, la pena è aumentata (64) se il fatto è commesso nonostante il divieto dell’Autorità (565, 725; 21 Cost.; 112 T.U. di P.S.).

Articolo 528 - Codice Penale

Chiunque, allo scopo di farne commercio o distribuzione ovvero di esporli pubblicamente, fabbrica, introduce nel territorio dello Stato (42), acquista, detiene, esporta, ovvero mette in circolazione scritti, disegni, immagini od altri oggetti osceni (529, 725) di qualsiasi specie, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000 (1) (2) (21 Cost.).
Alla stessa sanzione (3) soggiace chi fa commercio, anche se clandestino, degli oggetti indicati nella disposizione precedente, ovvero li distribuisce o espone pubblicamente (266).
Si applicano la reclusione da tre mesi a tre anni e la multa non inferiore a euro 103 (4) a chi:
1) adopera qualsiasi mezzo di pubblicità atto a favorire la circolazione o il commercio degli oggetti indicati nella prima parte di questo articolo;
2) dà pubblici spettacoli teatrali o cinematografici, ovvero audizioni o recitazioni pubbliche, che abbiano carattere di oscenità.
Nel caso preveduto dal n. 2, la pena è aumentata (64) se il fatto è commesso nonostante il divieto dell’Autorità (565, 725; 21 Cost.; 112 T.U. di P.S.).

Note

(1) Le parole: «è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 103» sono state così sostituite dalle attuali: «è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000» dall’art. 2, comma 2, lett. a), del D.L.vo 15 gennaio 2016, n. 8.
(2) A norma dell’art. 8 del D.L.vo 15 gennaio 2016, n. 8, le disposizioni del presente decreto che sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto stesso (G.U. Serie gen. – n. 17 del 22 gennaio 2016), sempre che il procedimento penale non sia stato definito con sentenza o con decreto divenuti irrevocabili. Se i procedimenti penali per i reati depenalizzati dal presente decreto sono stati definiti, prima della sua entrata in vigore, con sentenza di condanna o decreto irrevocabili, il giudice dell’esecuzione revoca la sentenza o il decreto, dichiarando che il fatto non è previsto dalla legge come reato e adotta i provvedimenti conseguenti. Il giudice dell’esecuzione provvede con l’osservanza delle disposizioni dell’articolo 667, comma 4, del codice di procedura penale. Ai fatti commessi prima della data di entrata in vigore del presente decreto non può essere applicata una sanzione amministrativa pecuniaria per un importo superiore al massimo della pena originariamente inflitta per il reato, tenuto conto del criterio di ragguaglio di cui all’articolo 135 del codice penale. A tali fatti non si applicano le sanzioni amministrative accessorie introdotte dal presente decreto, salvo che le stesse sostituiscano corrispondenti pene accessorie.
(3) Le parole: «Alla stessa pena» sono state così sostituite dalle attuali: «Alla stessa sanzione» dall’art. 2, comma 2, lett. b), del D.L.vo 15 gennaio 2016, n. 8.
(4) Le parole: «Tale pena si applica inoltre» sono state così sostituite dalle attuali: «Si applicano la reclusione da tre mesi a tre anni e la multa non inferiore a euro 103» dall’art. 2, comma 2, lett. c), del D.L.vo 15 gennaio 2016, n. 8.

Tabella procedurale

Arresto: terzo comma, non consentito.
Fermo di indiziato di delitto: terzo comma, non consentito.
Misure cautelari personali: terzo comma, non consentite.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico. 33 ter c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

In tema di pubblicazioni e spettacoli osceni di cui all’art. 528 c.p. la messa in circolazione può attuarsi anche in relazione ad un unico oggetto stante la distinzione tra distribuzione che presuppone una pluralità di oggetti o frammenti di un unico oggetto e messa in circolazione che si attua allorché gli oggetti o l’oggetto vengono fatti uscire dalla sfera di custodia del detentore per farli entrare nella disponibilità di altri. Conseguentemente l’invio a mezzo fax di una pubblicazione oscena rientra nella nozione di messa in distribuzione atteso che trattasi di espressione ricomprendente tutte le possibili modalità di diffusione. Cass. pen. sez. III 12 luglio 2002 n. 26608

Il disposto di cui all’art. 14 della legge 8 febbraio 1948 n. 47 secondo il quale sono penalmente sanzionabili ai sensi dell’art. 528 c.p. «le pubblicazioni destinate ai fanciulli ed agli adolescenti quando per la sensibilità ed impressionabilità ad essi proprie siano comunque idonee ad offendere il loro sentimento morale o a costituire per essi incitamento alla corruzione al delitto o al suicidio» può trovare applicazione anche con riguardo ai c.d. «video giochi» sempre che questi ultimi siano esplicitamente destinati ai fanciulli e agli adolescenti. (Nella specie tale condizione è stata esclusa sulla base della considerazione che le confezioni dei giochi in questione recavano l’indicazione «sconsigliato ai minori e alle persone impressionabili». Cass. pen. sez. III 14 febbraio 2000 n. 4118

La causa di non punibilità prevista dall’articolo unico della L. 17 luglio 1975 n. 355 è inapplicabile a coloro che detengono videocassette a contenuto osceno allo scopo di farne commercio essendo tale mezzo di comunicazione diverso dalle riproduzioni a stampa caratterizzate dalla possibilità di una riproduzione rapida di un numero illimitato di copie in relazione alle quali è stata prevista la citata clausola di non punibilità. Cass. pen. sez. III 27 settembre 2005 n. 34417

L’art. un. della legge 17 luglio 1975 n. 355 nello stabilire la non punibilità di titolari e addetti alla rivendita di giornali e riviste per i reati di cui agli artt. 528 e 725 c.p. quando essi si limitino a detenere rivendere ed esporre nell’esercizio normale della loro attività pubblicazioni ricevute dagli editori e distributori legalmente autorizzati configura una causa di non punibilità la cui operatività è esclusa ai sensi del terzo comma dello stesso articolo solo quando le dette pubblicazioni siano esposte in modo da renderne immediatamente visibili al pubblico parti palesemente oscene. Pertanto in applicazione delle regole dettate dall’art. 530 c.p.p. quando risulti provata la insussistenza di detta ultima condizione o anche vi siano dubbi al riguardo va pronunciata sentenza di assoluzione. (Nella specie peraltro la S.C. pur enunciando il principio anzidetto ha ritenuto che motivatamente il giudice di merito avesse accertato l’avvenuta esposizione al pubblico delle parti palesemente oscene delle pubblicazioni in questioni ed ha pertanto respinto il ricorso proposto dall’imputato avverso la sentenza di condanna). Cass. pen. sez. III 4 luglio 2001 n. 26925

Il delitto di cui all’art. 528 comma 1 c.p. pubblicazioni e spettacoli osceni costituisce un reato di pericolo astratto atteso che la soglia della rilevanza penale è anticipata sino a ricomprendere condotte solo astrattamente idonee ad offendere il pudore secondo una stima prognostica ancorata a valutazioni medie che consentono l’elaborazione di modelli comportamentali ritenuti socialmente vincolanti e pertanto recepiti dall’ordinamento penale. Cass. pen. sez. III 12 luglio 2002 n. 26608

Office Advice Logo

Office Advice © 2020 – Tutti i diritti riservati