(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi

Articolo 497 bis - Codice Penale

(1) Chiunque è trovato in possesso di un documento falso valido per l’espatrio è punito con la reclusione da due a cinque anni (2).
La pena di cui al primo comma è aumentata da un terzo alla metà per chi fabbrica o comunque forma il documento falso, ovvero lo detiene fuori dei casi di uso personale.

Articolo 497 bis - Codice Penale

(1) Chiunque è trovato in possesso di un documento falso valido per l’espatrio è punito con la reclusione da due a cinque anni (2).
La pena di cui al primo comma è aumentata da un terzo alla metà per chi fabbrica o comunque forma il documento falso, ovvero lo detiene fuori dei casi di uso personale.

Note

(1) Questo articolo è stato inserito dall’art. 10, comma 4, del D.L. 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, nella L. 31 luglio 2005, n. 155.
(2) Le parole: «è punito con la reclusione da uno a quattro anni» sono state così sostituite dalle attuali: «è punito con la reclusione da due a cinque anni» dall’art. 2, comma 1, lett. b bis), del D.L. 18 febbraio 2015, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 17 aprile 2015, n. 43.

Tabella procedurale

Arresto: obbligatorio in flagranza. 380 c.p.p.
Fermo di indiziato di delitto: primo comma: non consentito; secondo comma: consentito. 384 c.p.p.
Misure cautelari personali: consentite. 280287 c.p.p.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico. 33 ter c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

La detenzione di un documento falso anche solo ideologicamente alla cui formazione non si sia concorso integra il reato di cui all’art. 497-bis comma primo cod. pen. mentre le condotte di fabbricazione e formazione di un documento falso nonché di detenzione per uso non personale o personale se si è concorso nella contraffazione del documento integrano la fattispecie più grave di cui al secondo comma della medesima norma. (In applicazione del principio la Corte ha ritenuto configurabile il delitto di cui al secondo comma dell’art. 497-bis cod. pen. nei confronti di un soggetto che aveva esibito un passaporto contraffatto all’estero raffigurante la propria fotografia per aver concorso nella contraffazione benchè quest’ultima non fosse perseguibile in Italia mancando la condizione di procedibilità di cui all’art. 10 cod. pen.). Cass. pen. sez. V 27 novembre 2019 n. 48241

Integra il delitto di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi ai sensi dell’art. 497-bis cod. pen. il mero possesso di un documento falso valido per l’espatrio indipendentemente dall’uso; pertanto la valutazione della sua idoneità a offendere il bene tutelato ai fini dell’applicazione dell’art. 49 cod. pen. deve essere effettuata senza considerare le ulteriori circostanze del fatto. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la rilevanza della circostanza dell’esibizione del passaporto falsificato unitamente ad un permesso di soggiorno grossolanamente riprodotto). Cass. pen. sez. V 29 aprile 2019 n. 17792

Non vi è rapporto di specialità tra il reato di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi (art. 497-bis cod. pen.) e quello di false dichiarazioni sulla identità personale (art. 496 cod. pen.) trattandosi di fattispecie che descrivono condotte differenti (possesso e false dichiarazioni) e che pertanto concorrono. Cass. pen. sez. V 27 febbraio 2019 n. 8543

Integra il reato di cui all’art. 497-bis comma secondo cod. pen. e non quello meno grave di cui al comma primo della stessa norma il possesso di un documento d’identità recante la foto del possessore con false generalità essendo evidente in tal caso la partecipazione di quest’ultimo alla contraffazione del documento. (In motivazione la Corte ha precisato che pur potendo ipotizzare in astratto che il soggetto in possesso del documento falso riportante la propria fotografia non abbia concorso alla contraffazione tuttavia la presenza della fotografia del possessore presenta una considerevole efficacia indiziaria in ordine alla condotta di concorso nella contraffazione). Cass. pen. sez. V 6 giugno 2018 n. 25659

Integra il reato di cui all’art. 497 bis comma secondo cod. proc. pen. (possesso e fabbricazione di documenti falsi) concorrere nella contraffazione del falso passaporto posseduto considerato che la “ratio” della previsione incriminatrice – che costituisce ipotesi autonoma di reato rispetto a quella del mero possesso prevista dall’art. 497 bis comma primo cod. pen. – è quella di punire in modo più significativo chi fabbrica o comunque forma il documento con la conseguenza che il possesso per uso personale rientra nella previsione di cui all’art. 497 bis comma primo cod. pen. solo se il possessore non ha concorso nella contraffazione. (Fattispecie in cui il passaporto recava la foto del possessore ma con generalità diverse). Cass. pen. sez. V 4 febbraio 2015 n. 5355

Il secondo comma dell’art. 497 bis c.p. che punisce la previa contraffazione del documento ad opera dello stesso detentore costituisce ipotesi di reato autonoma rispetto a quella del mero possesso prevista dal primo comma essendo la descrizione della condotta che differenzia le due fattispecie essa stessa elemento costitutivo del reato non relegabile al ruolo di elemento circostanziale. Cass. pen. sez. V 24 aprile 2013 n. 18535

Integra il delitto di cui all’art. 497 bis comma primo c.p. (Possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi) il mero possesso di un documento falso valido per l’espatrio considerato che la fattispecie normativa di cui all’art. 497 bis comma primo c.p. prescinde dall’esclusione di ogni forma di concorso nella falsità e non ha pertanto carattere residuale in ordine ad eventuale compartecipazione nella confezione dell’atto falso. (In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha censurato la decisione con cui il giudice di merito ha escluso la responsabilità dell’imputato in ordine al reato in questione ritenendo che il possesso del documento falso costituisse condizione obiettiva di punibilità rispetto alla preesistente falsificazione). Cass. pen. sez. V 2 aprile 2012 n. 12268

Il possesso di una carta d’identità contraffatta integra il delitto previsto dall’art. 497 bis c.p. solo se il documento contenga la clausola di validità per l’espatrio. Cass. pen. sez. I 9 febbraio 2012 n. 5061

Non vi è rapporto di specialità tra il reato di contraffazione delle impronte di una pubblica autenticazione o certificazione (art. 469 c.p.) ed il reato di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi (art. 497 bis c.p.) trattandosi di fattispecie incriminatrici che tutelano beni giuridici diversi e che pertanto concorrono. Cass. pen. sez. V 28 luglio 2011 n. 30120

Integra il reato di cui all’art. 497 bis comma secondo c.p. (possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi) il possesso di un passaporto di provenienza furtiva contraffatto dallo stesso possessore considerato che la “ratio” di cui all’art. 497 bis cpv c.p. è quella di punire in modo più significativo chi fabbrica o comunque forma il documento oppure lo detiene fuori dei casi di uso personale con la conseguenza che il possesso per uso personale rientra nella previsione di cui all’art. 497 bis comma primo c.p. solo se non accompagnato dalla contraffazione ad opera del possessore. Cass. pen. sez. V 5 maggio 2011 n. 17673

Il delitto di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi (art. 497 “bis” c.p.) si distingue da quello di uso di atto falso (art. 489 c.p.) in quanto sul piano strutturale prescinde dall’esclusione di qualsiasi forma di concorso nella formazione dell’atto falso e con riguardo al bene protetto tutela l’affidabilità dell’identificazione personale e non la genuinità del documento in sé. Cass. pen. sez. V 23 aprile 2010 n. 15833

Non integra il reato di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi (art. 497 bis c.p.) il possesso di un falso permesso di soggiorno in quanto non costituisce documento valido per l’espatrio trattandosi di titolo preordinato esclusivamente a legittimare la presenza del cittadino extracomunitario nel territorio dello Stato con la conseguenza che in mancanza di un’espressa previsione normativa non è consentita alcuna assimilazione in “malam partem” ai documenti indicati nella predetta norma incriminatrice. Cass. pen. sez. V 30 aprile 2009 n. 17994

Non integra il reato di possesso e fabbricazione di documenti d’identificazione falsi (art. 497 bis c.p. ) ma l’ipotesi del falso grossolano non punibile ex art. 49 c.p. per inidoneità dell’azione a conseguire lo scopo antigiuridico il possesso di un documento d’identità privo di qualsiasi validità non risultando l’ente emittente né il timbro ufficiale né simboli di riconoscimento e non essendo pertanto riferibile all’autorità. Cass. pen. sez. V 4 novembre 2008 n. 41155

È configurabile il reato di cui all’art. 497 bis c.p. (possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi) anche quando trattisi di possesso di un documento valido per l’espatrio che sia falsificato solo parzialmente sempre che la falsità riguardi una parte significativa di esso intendendosi per tale quella che attesti un fatto un dato o una circostanza che il documento medesimo sia destinato a provare. (Nella specie in applicazione di tale principio la Corte ha ritenuto che correttamente fosse stata affermata la sussistenza del reato in un caso in cui il documento pur consentendo l’identificazione del titolare recava però alcune impronte di timbri falsi). Cass. pen. sez. V 28 marzo 2008 n. 13383

Integra il delitto di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi (art. 497 bis c.p.) il possesso di una carta di identità falsa rilasciata dall’autorità bulgara considerato che il passaggio dallo Stato di appartenenza ad altro Stato dell’Unione costituisce un espatrio a tutti gli effetti ancorché non sia richiesto più ai cittadini il possesso del passaporto ma un valido documento di riconoscimento che costituisce titolo valido per l’espatrio tra i Paesi membri dell’Unione di tutti i cittadini comunitari. (Fattispecie relativa alla falsificazione della carta di identità documento di identificazione sufficiente per la circolazione dei cittadini tra gli Stati membri dell’Unione europea). Cass. pen. sez. V 17 dicembre 2007 n. 46831

Integra il delitto di cui all’art. 497 bis c.p. (possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi) – introdotto dall’art. 10 comma quarto D.L. 27 gennaio 2005 n. 144 convertito con modificazioni nella L. 31 luglio 2005 n. 155 – il possesso di carte di identità con l’apposizione di fotografie di soggetti diversi dagli intestatari considerato che la carta di identità ex art.1 L. n. 224 del 1963 ulteriormente modificata dall’art. 10 D.L.vo n. 52 del 2002 è titolo valido per l’espatrio negli Stati membri dell’Unione europea e in quelli in cui vigono particolari accordi internazionali sicchè la sua falsificazione integra la fattispecie incriminatrice predetta ed a tal fine è del tutto irrilevante che il suo possesso non sia essenziale per la libera circolazione delle persone all’interno della cosiddetta area di Schenghen. Cass. pen. sez. V 1 ottobre 2007 n. 35885

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