(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Sostituzione di persona

Articolo 494 - Codice Penale

Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino a un anno (496; 1133 c.n.).

Articolo 494 - Codice Penale

Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino a un anno (496; 1133 c.n.).

Note

Tabella procedurale

Arresto: non consentito.
Fermo di indiziato di delitto: non consentito.
Misure cautelari personali: non consentite.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico. 33 ter c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

Integra il reato di sostituzione di persona la condotta del soggetto che attribuendosi falsamente una qualifica professionale ponga in essere atti che anche se non riservati in via esclusiva ai soggetti dotati di speciale abilitazione siano comunque ad essa connessi poiché a tale qualifica la legge ricollega gli effetti giuridici tipici della professione. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la condanna dell’imputato che qualificatosi falsamente come avvocato incamerava somme di denaro che diversamente non gli sarebbero state versate per acquistare un immobile asseritamente oggetto di una procedura esecutiva in realtà inesistente). Cass. pen. sez. II 17 maggio 2019 n. 21705

Integra il delitto di sostituzione di persona la condotta ingannevole che induce il soggetto passivo in errore sull’attribuzione all’agente di un falso nome o di un falso stato o di false qualità personali cui la legge attribuisce specifici effetti giuridici non essendo invece necessario il raggiungimento del vantaggio perseguito che attiene al dolo specifico del reato. (Nella specie la Corte ha ritenuto corretta la condanna di un imputato il quale aveva fatto credere al suo anziano interlocutore di essere il figlio di un ex collega e di essere dipendente di una nota azienda di abbigliamento al fine – non raggiunto – di vendergli della merce). Cass. pen. sez. V 16 marzo 2015 n. 11087

Integra il delitto di sostituzione di persona (art. 494 c.p.) la condotta di colui che crea ed utilizza un “profilo” su social network utilizzando abusivamente l’immagine di una persona del tutto inconsapevole associata ad un “nickname” di fantasia ed a caratteristiche personali negative. (In motivazione la Corte ha osservato che la descrizione di un profilo poco lusinghiero sul “social network” evidenzia sia il fine di vantaggio consistente nell’agevolazione delle comunicazioni e degli scambi di contenuti in rete sia il fine di danno per il terzo di cui è abusivamente utilizzata l’immagine). Cass. pen. sez. V 16 giugno 2014 n. 25774

Integra il delitto di sostituzione di persona qualsiasi condotta ingannevole tesa a far attribuire all’agente da parte del soggetto passivo un falso nome o un falso stato o false qualità personali cui la legge attribuisce specifici effetti giuridici. (Fattispecie in cui l’imputata aveva dichiarato alle persone offese di dover svolgere un controllo sulla loro salute inducendole così a ritenere di trovarsi di fronte ad una dipendente di una struttura sanitaria pubblica). Cass. pen. sez. VI 30 gennaio 2014 n. 4394

Non integra il reato di sostituzione di persona la condotta di colui che in qualità di dipendente ospedaliero passi alla timbratura la scheda magnetica appartenente ad un collega attestandone falsamente la presenza sul luogo di lavoro in quanto non sussiste l’elemento caratterizzante la fattispecie incriminatrice costituito dalla rappresentazione nei confronti dei terzi di connotati che appaiono idonei a definirlo come una persona diversa da quella che egli effettivamente è ovvero rivestito di uno stato o dotato di una qualità cui la legge riconnette effetti giuridici che egli in realtà non possiede. (La S.C. ha precisato che nella specie il soggetto attivo non si è sostituito al collega né se ne è attribuito i dati identificativi ma ha effettuato in conseguenza di un artifizio una doppia vidimazione agendo come “longa manus” di quest’ultimo con condotta astrattamente riconducibile all’ipotesi di cui all’art. 640 comma secondo n. 1 cod. pen. Cass. pen. sez. V 14 dicembre 2012 n. 48662

Non integra né il delitto di sostituzione di persona né quello di truffa ai danni dell’ente territoriale che esercita la vigilanza della viabilità la condotta di colui che esponga sul parabrezza dell’auto un contrassegno per invalidi rilasciato ad altra persona che non si trovi a bordo del veicolo. Cass. pen. sez. II 6 dicembre 2011 n. 45328

Integra il delitto di cui all’art. 494 c.p. il conducente del veicolo che circoli in contrasto con il codice della strada in zona vietata qualora esponga il contrassegno di autorizzazione rilasciato a persona disabile che non si trovi sul veicolo in quanto in tal caso egli simula la qualità di titolare o di guidatore autorizzato anche al trasporto occasionale del titolare; tale fatto è diverso da quello sanzionato in via amministrativa dall’art. 188 comma quarto c.d.s. che concerne la condotta di chi non sia munito del detto contrassegno o dello stesso disabile che non rispetti le condizioni ed i limiti prescritti. Cass. pen. sez. V 14 marzo 2011 n. 10203

Integra il reato di sostituzione di persona la falsa rappresentazione della qualità di dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato in quanto la legge attribuisce a tale rapporto determinati effetti tra cui il diritto alla retribuzione. (Nella specie il reo al fine di monetizzare un assegno bancario privo di copertura aveva rassicurato il prenditore sulla copertura del titolo qualificandosi come dipendente della ditta “Bartolini” indicando suggestivamente alla vittima un furgone di colore rosso parcheggiato davanti al suo negozio). Cass. pen. sez. II 22 dicembre 2010 n. 44955

L’induzione in errore è elemento costitutivo del reato di sostituzione di persona sicchè in mancanza di essa può configurarsi il tentativo. Cass. pen. sez. V 29 settembre  2010 n. 35091

Non integra il reato di sostituzione di persona (art. 494 c.p.) la condotta di colui che esponga sul cruscotto dell’auto un contrassegno per invalidi rilasciato ad un parente in quanto la mera esposizione del contrassegno invalidi sull’auto in assenza di altri qualificanti comportamenti non integra la condotta positiva suscettiva di trarre in inganno necessaria per ravvisare gli estremi del delitto di cui all’art. 494 c.p. Cass. pen. sez. V 12 maggio 2010 n. 18080

Il delitto di sostituzione di persona è configurabile nella forma del tentativo che sussiste quando l’agente abbia usato uno dei mezzi fraudolenti indicati nell’art. 494 c.p. senza riuscire ad indurre in errore taluno. Cass. pen. sez. V 6 marzo 2009 n. 10362

Integra il reato di sostituzione di persona la falsa attribuzione della qualità di sacerdote in quanto l’ordinamento riconosce alla qualità di ministro di culto effetti civili ed amministrativi ; né è rilevante a tal fine il fatto che la falsa attribuzione sia effettuata per realizzare un’attività non rientrante tra quelle tipiche del sacerdote (nella specie vendita di libri religiosi ) posto che ciò che rileva è la coscienza della falsa attribuzione e la lesione della pubblica fede. Cass. pen. sez. V 4 novembre 2008 n. 41142

Integra il reato di sostituzione di persona (art. 494 c.p.) la condotta di colui che crei ed utilizzi un account di posta elettronica attribuendosi falsamente le generalità di un diverso soggetto inducendo in errore gli utenti della rete ‘internet’ nei confronti dei quali le false generalità siano declinate e con il fine di arrecare danno al soggetto le cui generalità siano state abusivamente spese subdolamente incluso in una corrispondenza idonea a lederne l’immagine e la dignità (nella specie a seguito dell’iniziativa dell’imputato la persona offesa si ritrova ricevere telefonate da uomini che le chiedevano incontri a scopo sessuale). Cass. pen. sez. V 14 dicembre 2007 n. 46674

Integra il reato di sostituzione di persona (art. 494 c.p.) la condotta di colui che si attribuisce falsamente la qualità di proprietario di un terreno per ottenere il rilascio di un certificato urbanistico considerato che si tratta di una qualità alla quale la legge ricollega effetti giuridici tra i quali quello di ottenere dalla P.A. un certificato di destinazione urbanistica del suddetto terreno. Cass. pen. sez. V 18 maggio 2007 n. 19472

Integra il delitto di sostituzione di persona (art. 494 c.p.) la condotta di colui che si attribuisca un falso nome in modo da poter avviare una corrispondenza con soggetti che altrimenti non gli avrebbero concesso la loro amicizia e confidenza. (Nella specie l’imputato aveva inviato lettere a terze persone fingendosi una donna vittima di violenze sessuali). Cass. pen. sez. V 31 ottobre 2006 n. 36094

Il delitto di sostituzione di persona può ritenersi assorbito in altra figura criminosa solo quando ci si trovi in presenza di un unico fatto contemporaneamente riconducibile sia alla previsione di cui all’art. 494 c.p. sia a quella di altra norma posta a tutela della fede pubblica; per contro si ha concorso materiale di reati quando (come nella fattispecie nella quale l’imputato aveva falsificato il tesserino ufficiale di riconoscimento del soggetto cui successivamente si era sostituito per commettere ulteriori reati) ci si trovi in presenza di una pluralità di fatti e quindi di azioni diverse e separate. Cass. pen. sez. II 7 marzo 2005 n. 8754

Integra il reato di sostituzione di persona (art. 494 c.p.) la falsa attribuzione della qualità di dipendente di un’associazione di servizio (nella specie Telefono Azzurro) la quale produce l’effetto giuridico di abilitare alla richiesta di informazioni concernenti minori a nulla rilevando il fatto che il semplice rapporto di dipendenza dall’Associazione non comporti la capacità di rappresentarla e di assumere impegni vincolanti verso l’esterno in quanto anche in mancanza di una rappresentanza diretta il dipendente crea una situazione di affidamento nell’interlocutore telefonico che costituisce il presupposto dell’attività propria dell’Associazione. (Nella specie l’imputato si era spacciato per dipendente dell’Associazione Telefono Azzurro al fine di ottenere informazioni sulle iniziative adottate dalle famiglie di minori che egli aveva molestato). Cass. pen. sez. V 26 febbraio 2004 n. 8670

In tema di delitto di sostituzione di persona il dolo specifico consiste nel fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio patrimoniale o non patrimoniale o anche di recare ad altri un danno. (Fattispecie relativa a presentazione a pubblico ufficiale dell’istanza di ottenere il codice scale mediante utilizzo di un documento frutto di un fotomontaggio). Cass. pen. sez. V 21 marzo 2013 n. 13296

Il fatto costitutivo del delitto di sostituzione di persona di cui all’art. 494 c.p. consiste nell’indurre taluno in errore sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona o attribuendo a sé o ad altri un falso nome o un falso stato ovvero una qualità cui la legge attribuisce effetti giuridici ed il delitto si consuma nel momento in cui taluno è stato indotto in errore con i mezzi indicati dalla legge. Né occorre che il vantaggio perseguito dall’agente sia effettivamente raggiunto poiché lo scopo di arrecare a sé o ad altri un vantaggio attiene all’elemento psicologico di tale delitto costituendone il dolo specifico. Il delitto di sostituzione di persona è giuridicamente configurabile nella forma del tentativo; ciò è possibile per solo quando l’agente abbia usato uno dei mezzi fraudolenti previsti dall’art. 494 c.p. ma senza riuscire ad indurre in errore taluno. Cass. pen. sez. V 19 marzo 1985 n. 2542

Il delitto di sostituzione di persona (art. 494 cod. pen.) non è assorbito da quello di possesso di documenti di identità falsi (art. 497 bis cod. pen.) ma i due reati concorrono; infatti la seconda delle due disposizioni punisce il mero possesso o la fabbricazione del documento indipendentemente dalla successiva utilizzazione mentre la prima – nel caso la sostituzione avvenga ricorrendo ad un documento di identificazione contraffatto presuppone proprio tale utilizzazione la quale costituisce pertanto un fatto ulteriore e autonomo rispetto a quello incriminato dall’art. 497 bis cod. pen. Cass. pen. sez. V 11 maggio 2017 n. 23029

Il delitto di sostituzione di persona non è assorbito in altra figura criminosa in presenza di un unico fatto contemporaneamente riconducibile sia alla previsione di cui all’art. 494 cod. pen. sia a quella di altra norma a tutela della fede pubblica. (In applicazione di tale principio la Corte ha escluso il concorso apparente di norme tra i reati di sostituzione di persona e falsità in certificati nella condotta dell’imputato che aveva falsificato la carta d’identità del soggetto cui successivamente si era sostituito per commettere ulteriori reati). Cass. pen. sez. II 12 febbraio 2014 n. 6597

Il delitto di tentata sostituzione di persona non è assorbito in quello di possesso di documenti d’identità falsi sussistendo invece concorso materiale tra i due reati qualora l’agente oltre ad aver esibito una carta d’identità falsificata a richiesta degli operanti abbia declinato generalità non veritiere cercando di accreditare un’identità diversa da quella reale. Cass. pen. sez. V 16 aprile 2012 n. 14350

Il reato di indebita utilizzazione di carta di credito o di pagamento di cui all’art. 12 del D.L. 3 maggio 1991 n. 143 assorbe il reato di sostituzione di persona di cui all’art. 494 c.p. ogni qual volta la sostituzione contestata sia stata posta in essere con la stessa condotta materiale integrante il primo reato. Ed infatti l’ipotesi delittuosa dell’indebito utilizzo del mezzo di pagamento lede oltre al patrimonio anche la pubblica fede mentre l’art. 494 c.p. contiene una clausola di riserva destinata ad operare anche al di là del principio di specialità («se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica»). Sussiste invece concorso materiale tra gli stessi reati nel caso in cui la sostituzione sia stata realizzata con un’ulteriore e diversa condotta rispetto a quella che ha integrato l’altra fattispecie delittuosa. Cass. pen. sez. V 6 giugno 2003 n. 24816

Non è configurabile il concorso formale fra l’ipotesi di reato di cui all’art. 494 c.p. consistente nell’attribuirsi falsamente una qualità da cui la legge fa derivare taluni effetti giuridici e l’ipotesi di furto aggravato di cui all’art. 625 n. 5 c.p. rappresentata dalla simulazione della qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio. (Nella specie la Corte ha ritenuto che dovesse escludersi il concorso fra il reato di cui all’art. 494 c.p. e l’aggravante di cui al n. 5 dell’art. 625 c.p. nel caso di un furto in abitazione commesso fingendosi ispettore dell’Inps). Cass. pen. sez. V 3 giugno 2002 n. 21531

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