Art. 493 bis – Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Casi di perseguibilità a querela

Articolo 493 bis - Codice Penale

(1) I delitti previsti dagli articoli 490 e 491, quando concernono una cambiale o un titolo di credito trasmissibile per girata o al portatore, sono punibili a querela della persona offesa (120; 336 c.p.p.).
Si procede d’ufficio (50 c.p.p.), se i fatti previsti dagli articoli di cui al precedente comma riguardano un testamento olografo (602 c.c.).

Articolo 493 bis - Codice Penale

(1) I delitti previsti dagli articoli 490 e 491, quando concernono una cambiale o un titolo di credito trasmissibile per girata o al portatore, sono punibili a querela della persona offesa (120; 336 c.p.p.).
Si procede d’ufficio (50 c.p.p.), se i fatti previsti dagli articoli di cui al precedente comma riguardano un testamento olografo (602 c.c.).

Note

(1) Questo articolo, aggiunto dall’art. 89 della L. 24 novembre 1981, n. 689, è stato così sostituito dall’art. 2, comma 1, lett. f), del D.L.vo 15 gennaio 2016, n. 7.

Tabella procedurale

Massime

E’ configurabile il concorso formale tra il reato di circonvenzione di incapace, previsto dall’art. 643 cod. pen., e quello di cui all’art. 493-bis cod. pen., trattandosi di fattispecie che descrivono condotte strutturalmente differenti e tutelano beni giuridici diversi, ovvero, rispettivamente, il patrimonio di chi si trovi in una minorata condizione di autodeterminazione in ordine ai propri interessi patrimoniali, e l’interesse generale al regolare svolgimento dell’attività finanziaria mediante mezzi sostitutivi del contante. Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 31859 del 12 novembre 2020 (Cass. pen. n. 31859/2020)

Il reato di falsità in titolo di credito come quello di falsità di qualsiasi altra scrittura privata, è divenuto, per effetto dell’art. 493 bis c.p., punibile a querela della persona offesa, come si evince dal capoverso della citata disposizione, la quale mantiene la procedibilità di ufficio per le sole falsità concernenti un testamento olografo. Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 34685 del 28 settembre 2005 (Cass. pen. n. 34685/2005)

Per la perseguibilità del reato di falsità di foglio firmato in bianco (artt. 486 e 493 bis c.p., introdotto dall’art. 89 L. 24 novembre 1981, n. 689), il diritto di querela compete non soltanto al soggetto della cui firma in bianco si sia abusato, ma anche ad ogni altro soggetto che abbia ricevuto un danno o sia rimasto sottoposto a potenziali effetti pregiudizievoli, anche sul piano non patrimoniale, dell’atto affetto da falsità. Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 3671 del 27 marzo 1992 (Cass. pen. n. 3671/1992)

Non è configurabile il delitto di ricettazione nel caso in cui il reato presupposto, nella specie di falso in assegno, non sia punibile per mancanza di querela. Ciò anche, per la operatività dell’art. 2, terzo comma, c.p. (successione di legge più favorevole al reo), nel caso in cui l’art. 493 bis c.p., relativo ai casi di perseguibilità a querela di delitti di falso in scrittura privata, risulti introdotto nell’ordinamento giuridico penale successivamente alla realizzazione del falso ed alla ricezione e spendita dell’assegno di illecita formazione e provenienza. Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 477 del 16 gennaio 1988 (Cass. pen. n. 477/1987)

In tema di falsità in titoli di credito, agli effetti dell’art. 493 bis c.p. (casi di perseguibilità a querela) per persona offesa deve intendersi il soggetto al quale avrebbe potuto essere attribuita la paternità dell’atto falsificato ovvero il soggetto che, comunque, dall’uso dell’assegno falsificato avrebbe potuto ricevere un danno al momento della sua presentazione all’incasso o subire una pregiudizievole ripercussione, anche di carattere non patrimoniale. (Nella specie è stata ritenuta validamente proposta la querela dell’emittente dell’assegno bancario sul quale era stato alterato dall’imputato, aumentandolo, l’importo in cifre e in lettere su di esso originariamente figurante). Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 7868 del 30 giugno 1987 (Cass. pen. n. 7868/1987)

Il bollino, esterno o fustellato, apposto sulle confezioni delle specialità medicinali ha la stessa funzione ed è equiparato alla etichetta, scritta a mano ed apposta dal farmacista sui contenitori dei prodotti galenici, magistrali o officinali. Ne consegue che la formazione e l’uso del bollino, esterno o fustellato falso, costituisce falsità in scrittura privata, punibile a querela di parte a norma degli artt. 485 e 493 bis, c.p. Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 7761 del 27 giugno 1987 (Cass. pen. n. 7761/1987)

Il reato di falso in assegni è diventato perseguibile a querela della persona offesa, a seguito dell’entrata in vigore della L. 24 novembre 1981, n. 689. L’art. 493 bis c.p. infatti, nel prevedere la perseguibilità a querela per le ipotesi contemplate negli artt. 489 e 490 c.p., fa riferimento alle scritture private e menziona, come unica eccezione, il testamento olografo. L’assegno bancario è stato però equiparato agli atti pubblici soltanto agli effetti della pena, mentre ha mantenuto la natura di scrittura privata: come tale pertanto non è più perseguibile d’ufficio. Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 7758 del 17 agosto 1982 (Cass. pen. n. 7758/1982)

Il delitto di falsità in cambiale (o altro titolo di credito trasmissibile per girata o al portatore) è punibile, in base all’art. 493 bis c.p., a querela della persona offesa. La procedibilità d’ufficio per i delitti di falsità in scrittura privata è infatti limitata, a norma del capoverso del citato articolo, soltanto al testamento olografo. Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 2668 del 10 marzo 1982 (Cass. pen. n. 2668/1982)

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