(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Falsità materiale commessa dal privato

Articolo 482 - Codice Penale

Se alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 476, 477 e 478 è commesso da un privato, ovvero da un pubblico ufficiale (357) fuori dell’esercizio delle sue funzioni, si applicano rispettivamente le pene stabilite nei detti articoli, ridotte di un terzo (490).

Articolo 482 - Codice Penale

Se alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 476, 477 e 478 è commesso da un privato, ovvero da un pubblico ufficiale (357) fuori dell’esercizio delle sue funzioni, si applicano rispettivamente le pene stabilite nei detti articoli, ridotte di un terzo (490).

Note

Tabella procedurale

Arresto: ipotesi a), b), e), facoltativo in flagranza; ipotesi c), d), f), non consentito. 381 c.p.p.
Fermo di indiziato di delitto: ipotesi b), consentito; ipotesi a), c), d), e), f), non consentito. 384 c.p.p.
Misure cautelari personali: ipotesi a), b), e), consentite; ipotesi c), d), f), non consentite. 280287 c.p.p.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico. 33 ter c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

La formazione della copia di un atto inesistente non integra il reato di falsità materiale salvo che la copia assuma l’apparenza di un atto originale. (In applicazione del principio la Corte ha ritenuto correttamente esclusa la configurabilità del reato in un caso di esibizione di una fotocopia di un’autorizzazione edilizia inesistente riconoscibile come tale priva di attestazione di autenticità e dei requisiti formali e sostanziali idonei a farla apparire come un atto originale). Cass. pen. Sezioni Unite 7 agosto 2019 n. 35814

La falsificazione non grossolana della patente di guida rilasciata da uno Stato estero può costituire reato a norma degli artt. 477 e 482 cod. pen. anche qualora non sussistano le condizioni di validità di tale documento ai fini della conduzione di un veicolo anche in Italia come fissate dagli artt. 135 e 136 Codice della Strada. Cass. pen. sez. V 18 dicembre 2018 n. 57004

In tema di falso materiale commesso dal privato in atto pubblico l’alterazione di elementi accessori dell’atto diversi da quelli che attengono al contenuto tipico dell’attestazione non configura un falso innocuo o irrilevante in quanto tutte le componenti inserite nel documento ripetono da questo la loro idoneità funzionale ad asseverare l’esistenza di quanto indicato in particolare laddove tali componenti accessorie siano inserite proprio per provare i fatti da esse rappresentati. Cass. pen. sez. VI 7 luglio 2016 n. 28303

Il delitto di falsità materiale commessa dal privato in certificati o autorizzazioni amministrative (artt. 477 e 482 c.p.) si consuma con la semplice formazione del documento falso e non come nel caso di falso in scrittura privata con l’uso del documento falsificato. Cass. pen. sez. V 20 dicembre 2011 n. 47029

Integra il reato di falsità materiale commessa dal privato (art. 482 c.p.) la condotta di colui che esponga sul parabrezza della propria autovettura una fotocopia del permesso rilasciatogli per l’accesso a zona con traffico limitato in quanto la riproduzione in fotocopia di una autorizzazione amministrativa formata con modalità tali da rendere il documento confondibile con l’originale si risolve in una forma di contraffazione del documento originario mentre non integra la condotta tipica rilevante la fotocopia predisposta senza i detti accorgimenti e avente valenza di mera documentazione della esistenza di un originale. (Nella fattispecie l’imputato era titolare del permesso originale rilasciatogli per due vetture di cui era proprietario). Cass. pen. sez. V 24 ottobre 2011 n. 38349

Integra il reato di falsità materiale commessa dal privato in autorizzazioni amministrative (art. 477 e 482) la riproduzione fotostatica dell’originale di un “permesso di parcheggio riservato a invalidi” attribuito ad altri e l’esposizione di tale falso permesso sul proprio veicolo allorché come nella specie il documento relativo abbia l’apparenza e sia utilizzato come originale e non si presenti come mera riproduzione fotostatica. Cass. pen. sez. V 24 maggio 2010 n. 19567

In tema di falsità documentali la sussistenza del reato di falso non è esclusa dalla circostanza che su un dato documento sia apposta una sigla anziché la firma per esteso in quanto la sigla rappresenta un’espressione grafica abbreviata o contratta che è comunque idonea se apposta in calce all’atto a significarne la paternità e ciò vale a maggior ragione nel caso in cui la sigla sia collocata su un timbro dell’ufficio in modo da rivelare inequivocabilmente la sua provenienza. Ne deriva che sussiste il reato di falsità materiale commessa da privato (artt. 476 e 482 c.p.) allorché quest’ultimo formi un atto di benestare attestante le condizioni per la cessione del quinto dello stipendio in favore di una società finanziaria apponendovi la firma falsa del Sindaco realizzata con una sigla apposta in calce all’atto e collocata sul timbro dell’ufficio. Cass. pen. sez. V 22 maggio 2005 n. 15259 

Integra il delitto di falsità materiale in certificato amministrativo previsto dagli artt.477482 cod. pen. la falsificazione del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) stante la natura giuridica di tale atto che ha valore di attestazione della regolarità di un’impresa nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali assistenziali e assicurativi dovuti agli enti di riferimento. Cass. pen. sez. II 14 giugno 2017 n. 29709

Integra il reato di falso materiale commesso dal privato in atto pubblico previsto dall’art. 482 cod. pen. la condotta di colui che apponga una firma falsa ad una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che l’art.76 comma terzo d.P.R. 28 dicembre n.445 equipara alle dichiarazioni rese al pubblico ufficiale in quanto tali dirette a far fede sino a querela di falso. Cass. pen. sez. II 14 dicembre 2016 n. 53044

La formazione da parte di un privato di una fotocopia riproducente un’inesistente copia conforme di un’ordinanza di cancellazione di un sequestro conservativo utilizzata al fine di ottenere la liberazione del bene assoggettato al vincolo reale integra il delitto di falsità materiale commessa da privato in copie autentiche (artt. 478 e 482 c.p.) essendo detta fotocopia non presentata come tale ma con l’apparenza di un documento originale atto a trarre in inganno i terzi in buona fede. Cass. pen. sez. VI 11 aprile 2012 n. 13541

La contraffazione degli attestati di versamento (cosiddetti modelli F 24) rilasciati al privato dagli istituti di credito delegati per la riscossione delle imposte integra il reato di falsità materiale in atto pubblico di cui agli artt. 476 e 482 c.p. trattandosi di atti pubblici di fede privilegiata per ciò che attiene alla provenienza del documento ed ai fatti che il dipendente della banca delegata attesta essere stati da lui compiuti o avvenuti in sua presenza. Cass. pen. sez. VI 18 aprile 2011 n. 15571

Il modello F24 utilizzato per il pagamento di contravvenzioni concernenti irregolarità scali ha natura giuridica d’attestato del contenuto d’atti sicchè la relativa falsificazione ad opera di un privato integra il delitto di cui agli artt. 478 e 482 c.p. Cass. pen. sez. V 24 settembre 2008 n. 36687

Non integra il reato di falsità materiale commessa dal privato in certificati o autorizzazioni amministrative (art. 477 e 482 c.p.) la condotta di colui che circoli con autoveicolo dotato di targa originale ma coperta parzialmente in modo da evitare di essere identificato in quanto gli atti di falsificazione di manomissione o di alterazione della targa originaria postulano come ogni condotta di falso documentale una modificazione durevole del documento e non soltanto un ostacolo provvisorio alla lettura dello stesso. Cass. pen. sez. V 19 gennaio 2011 n. 1468

La copia fotostatica a colori di un permesso di parcheggio per invalidi se priva di qualsiasi attestazione di autenticità non integra il reato di falsità materiale commessa da privato né altre ipotesi di falso documentale (fattispecie nella quale era stato accertato che l’imputato era titolare del permesso originale mentre non era risultato in possesso di una sola autovettura). Cass. pen. sez. V 26 settembre 2005 n. 34340

Integra il reato di falsità materiale commessa dal privato (artt. 477 e 482 c.p.) la condotta di colui che sia trovato in possesso di una ricetta apparentemente rilasciata da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale e falsamente attestante l’esistenza di una malattia dell’imputato preordinata ad ottenere il rinvio di un processo in quanto la ricetta del medico convenzionato con le aziende sanitarie (Asl) non costituisce una semplice scrittura privata ma riveste nella parte ricognitiva natura di certificato attestante un falso stato di malattia utilizzabile per varie finalità senza che sia necessario ai fini della configurabilità del reato in questione la perseguibilità a querela o l’uso dell’atto falso. Cass. pen. sez. V 14 settembre 2005 n. 33648

L’agenzia di pratiche automobilistiche che ai sensi dell’art. 7 legge n. 264 del 1991 rilascia un certificato sostitutivo della carta di circolazione è un soggetto esercente un servizio di pubblica necessità: ne consegue che il privato il quale falsifichi materialmente il documento (nella specie mediante fotocopia – realizzata con uno scanner – che si presenti con l’apparenza di un atto originale) risponde del reato di cui all’art. 482 c.p. Cass. pen. sez. V 3 maggio 2005 n. 16499

Integra il reato di falsità materiale del privato in autorizzazioni amministrative (artt. 477 e 482 c.p.) la riproduzione fotostatica del permesso di accesso a zona a traffico limitato a nulla rilevando a tal fine l’assenza della attestazione di autenticità la quale non incide sulla rilevanza penale del fatto allorché come nella fattispecie il documento abbia l’apparenza e sia utilizzato come originale considerata anche la notevole sostificazione raggiunta dai macchinari utilizzati capaci di formare copie fedeli all’originale come tali idonee a consentire un uso atto a trarre in inganno la pubblica fede. Cass. pen. sez. V 11 febbraio 2005 n. 5401

In tema di falso materiale l’annotazione da parte dello studente sul libretto universitario del superamento con profitto contra verum di esami in realtà mai sostenuti mediante falsificazione delle dichiarazioni del docente e della sua firma non integra il delitto di falso in atto pubblico commesso da privato ma quello di falso in certificato amministrativo: il libretto infatti essendo solo un prospetto riassuntivo della carriera scolastica dello studente universitario ha natura certificativa degli esami sostenuti e dei voti riportati in quanto riproducendo in sintesi il verbale dell’esame che costituisce l’atto pubblico originario e preesistente è un documento «derivato» o «secondario» che contiene dichiarazioni di scienza ossia attesta fatti e dati noti al pubblico ufficiale per la loro provenienza da altri documenti ufficiali. Cass. pen. sez. III 20 luglio 2004 n. 31533

La apposizione sul libretto di circolazione della falsa impronta della Motorizzazione civile volta a far apparire adempiute le formalità di revisione integra i reati di cui agli artt. 476 482 e 469 c.p. e non anche la fattispecie di cui all’art. 80 comma diciassettesimo D.L.vo 30 aprile 1992 n. 285 riguardante la mera esibizione agli organi competenti di una falsa revisione ossia l’uso di un atto falso. Cass. pen. sez. V 20 maggio 2004 n. 23670

Integra il reato di falsità materiale in atto pubblico commessa da privato (art. 476 comma secondo e 482 c.p.) la contraffazione della ricevuta di versamento in conto corrente postale poichè la trasformazione dell’Ente Poste in società per azioni non ha comportato il venir meno della qualifica di pubblico ufficiale del dipendente postale al quale sia affidata la mansione di addetto al servizio dei conti correnti nell’attività connessa alla riscossione delle somme versate in tali conti trattandosi dell’esercizio di poteri certificativi che si esplicano attraverso il rilascio di documenti aventi efficacia probatoria. Cass. pen. sez. V 11 marzo 2004 n. 11804

La falsificazione delle ricevute bancarie di delega ai versamenti tributari poiché l’attestazione della banca sulla distinta predisposta dal cliente prende rilievo di piena efficacia probatoria e liberatoria di adempimento dell’obbligazione tributaria secondo il regime legale vigente in materia configura la fattispecie criminosa di cui agli artt. 476 secondo comma e 482 non diversamente di quanto viene riconosciuto per la privilegiata valenza probatoria degli atti correlativi in tema di alterazione di ricevute attestanti il pagamento di tasse automobilistiche e di bollette doganali oltre che specificamente in materia di delega di pagamento dell’imposta Irpef attestata dal funzionario bancario. (Fattispecie relativa a falsificazione delle predette attestazioni compiuta dal commercialista a danno dei clienti). Cass. pen. sez. V 12 maggio 2000 n. 5584

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